Ma che autogol si è fatto il Ministro per lo sport Andrea Abodi? Non solo vieta a Ghali di esprimere il suo pensiero sul palco della cerimonia di apertura di Milano Cortina, ma se ne vanta. Ghali canterà sul palco dei Giochi, ma non potrà esprimere idee personali. Niente comizi, il riferimento è chiaramente alla Palestina. Beh peccato che, se l'intenzione era quella di non portare la polemica alle Olimpiadi, direi che l'intento non è riuscito... Ora se ne parlerà per più di una settimana fino alla cerimonia di apertura e per chissà quanto dopo. Sì, perchè Abodi ha anche dato a Ghali l'assist perfetto per parlarne lo stesso, facendo anche la figura dell'artista ribelle che non cede alle pressioni delle istituzioni. Certo che, se la sinistra oggi cerca ogni scusa per urlare alla censura e al fascismo, anche il governo ci mette del suo.
“Le caratteristiche della cerimonia sono centrate sul rispetto. Questo azzera i rischi di libera interpretazione. La scelta degli artisti si associa anche alla scelta delle performance, sicuramente su quel palcoscenico, al di là del vissuto di ogni artista, non ci saranno equivoci sull'indirizzo di carattere ideale, culturale e anche etico” ha detto il Ministro Abodi. “Ritengo che un Paese debba sapere reggere all'urto di un artista che ha espresso un pensiero che non condividiamo, che non sarà espresso su quel palco”.
Abodi mette la mani avanti però cade indietro. La domanda è: che lo hanno invitato a fare allora Ghali? Non si poteva scegliere un artista meno politicizzato? Questo almeno se l'intenzione era quella, legittima, di tenere i Giochi al riparo dalle contestazioni. Il cantante di Milano è uno degli artisti maggiormente schierati sul fronte pro-Pal con tanto di controversi rapporti con l'Associazione Palestinesi d'Italia considerata da alcuni vicina a Hamas. Già nel 2024 dal palco di Sanremo lanciava l'appello “Stop al genocidio”, uno slogan che ora minaccia i Cinque Cerchi. Mentre a Domenica In ha poi dichiarato: ”È da quando ho 13-14 anni che parlo di quello che sta succedendo nelle mie canzoni. Sono nato grazie ad internet e non è dal 7 ottobre che ne parlo, questa cosa va avanti già da un po'”. Non una novità quindi. Allora che senso ha avuto invitarlo per poi tappargli la bocca? La polemica per evitare le polemiche. Secondo gli esponenti del Movimento 5 Stelle: "Quando un ministro si permette il lusso di dire che un artista 'non esprimerà il suo pensiero sul palco' non sta parlando di rispetto o di etica: sta rivendicando una censura preventiva. Punto. Non è una questione di condividere o meno le idee di Ghali, è una questione molto più grave: un governo che pretende di stabilire in anticipo cosa si può dire e cosa no”. Sul fronte opposto la Lega ritiene la notizia della partecipazione di Ghali “sconcertante” soprattutto in relazione al fatto che oggi sia il Giorno della Memoria. “È davvero incredibile ritrovarsi alla cerimonia di apertura un odiatore di Israele e del centrodestra, già protagonista di scene imbarazzanti e volgari. L'Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico pro-Pal”. Un commento da opposizione, peccato che del governo che sta organizzando i Giochi facciano parte anche loro.
Un risultato positivo, seppur involontario, delle dichiarazioni di Abodi è l'hype che nel frattempo sta montando intorno alla cerimonia. Ghali canterà o non canterà? Si piegherà alle direttive o parlerà lo stesso? Il dato triste è che, ancora una volta, a poco più di una settimana dai Giochi si parla di tutto, meno che dello sport e degli atleti.