Ma davvero il problema del Comitato Organizzatore delle Olimpiadi è una battutaccia di Massimo Boldi? Sì, quello dei cinepanettoni non certo Woody Allen. La sua colpa? Aver fatto quello che ha sempre fatto. Alla domanda del giornalista Ferruccio Sansa del Fatto Quotidiano su quale sport praticasse l'attore ha infatti risposto: “Sono un grande atleta della fi*a e dell'aperitivo”. Sacrilegio. Cipollino ha forse confuso i Giochi di Milano Cortina con il sequel di Vacanze di Natale 2000, ambientato proprio a Cortina. Ma a quanto pare nel 2026 parlare di fi*a al Villaggio Olimpico è peggio di farlo in chiesa, e Boldi se ne torna a casa con la torcia fra le gambe. Del braciere solo la cenere da mettere sul capo, costretto a scusarsi subito dopo. “Si è rivelata inopportuna e offensiva nei confronti delle donne e non in linea con i principi di rispetto e inclusione che ispirano il movimento olimpico". Certo che, se avevano invitato Boldi pensando parlasse di massimi sistemi e dei valori dello sport... Boldi è Boldi e nell'intervista al Fatto è stato Boldi. Che ipocrisia è chiamare un attore che su questo linguaggio ci ha costruito il suo successo e poi togliergli la torcia proprio per queste battute? È il solito cortocircuito del moralismo dei nostri tempi. Il punto è che Boldi, forse, per la torcia non avrebbe proprio dovuto essere preso in considerazione. Ma non per le battute sessiste (o non solo) ma perchè con lo sport e con le Olimpiadi c'entra poco. Il problema non è la frase uscita male ma i campioni dello sci che sono stati dimenticati a favore, anche, di personaggi come Massimo Boldi.
Ma davvero il problema dei Giochi è essere campioni di fi*a? Forse gli sportivi di oggi che parlano e vivono attraverso gli addetti stampa ci hanno fatto dimenticare gli atleti di un tempo. Dell'acronimo WLF Valentino Rossi ne ha fatto una bandiera sulla tuta. Proprio nello sci Alberto Tomba ha fatto la storia dei rotocalchi quanto quella dello sport e più volte si è lasciato andare ad uscite infelici, Gialappa's docet. A Boldi Albertone avrebbe potuto passare la torcia. Il problema poi è che Cipollino non può portare la fiamma olimpica perchè si è definito atleta della fi*a ma può portarla Marco Fertonani, ex ciclista dei primi anni duemila squalificato per due anni per doping, e il regolamento olimpico vieta ad atleti con condanne per doping di portare la torcia. Ad offendere il movimento olimpico non è una battuta innocua per quanto infelice ma la scelta di mettere da parte gli atleti a favore di personaggi che con lo sport hanno poco a che vedere. Ora invece si invoca il Tribunale dell'Aia per Massimo Boldi con il solito moralismo d'accatto. Forse ha ragione Feltri quando alla Zanzara ha detto: “Io farei patrimonio dell'umanità la fi*a”. Almeno lì a difesa di Cipollino ci sarebbe stata l'Unesco.