MasterChef 15 è arrivato all'appuntamento finale: uno tra Carlotta, Dounia, Matteo Rinaldi e Teo sta per essere scelto come nuovo migliore chef amatoriale d'Italia. Per la finale, i quattro concorrenti dovranno vedersela con una Mystery Box complicatissima: per farlo però, li aspetta l'alta montagna e uno chef da tre stelle Michelin. Con loro infatti, ospite dell'ultima puntata, lo chef Norbert Niederkofler.
Lo chef sarà il protagonista con un suo piatto della Mystery Box, che porterà nel cooking show di Sky la sua filosofia culinaria: “Cook the Mountain”.
Niederkofler infatti, originario dell'Alto Adige, ha fatto dei suoi luoghi d'origine anche l'origine della sua cucina. Ingredienti selezionati provenienti da agricoltori in loco, riduzione degli sprechi e rispetto dei cicli stagionali, con un menù che cambia nel corso dell'anno: questo è l'approccio con cui chef Niederkofler ha fondato il suo locale. Si tratta dell'Atelier Moessmer Norbert Niederkofler a Brunico, in provincia di Bolzano: è proprio con l'Atelier che sono arrivate le tre stelle Michelin e una stella Verde. E lo scorso giugno è stato decretato uno dei 50 migliori ristoranti al mondo, posizionandosi al 20esimo posto.
Nato tra le Dolomiti nel 1962, Norbert Niederfolkler si è formato lavorando in giro per il mondo: Londra, Zurigo, Milano, Monaco, fino a New York. A un certo punto però, la scelta di tornare a casa: nel 1994 infatti, rientra in Alto Adige e assume la guida della cucina dell’Hotel Rosa Alpina, storico albergo di San Cassiano, nel cuore dell’Alta Badia. È proprio qui che, dopo anni di lontananza e cucina internazionale, ha riscoperto l'importanza del territorio, delle sue radici e della cultura altoatesina. Ha quindi portato quella cultura in tavola, puntando sull'importanza delle materie prime, il lavoro dei produttori e il ritmo delle stagioni. Sempre all'insegna della sostenibilità, proprio come da cultura antica in cui niente va buttato. Ecco quindi che nei piatti arrivano le erbe spontanee, il latte d'alpeggio, ortaggi, cereali e selvaggina.
“Cook the Mountain” del resto, significa proprio questo: trasformare il territorio alpino in risorsa e racconto culinario, seguendo il ciclo delle stagioni e cucinando solo quello che la montagna offre. Lo chef insomma, ha reso le Dolomiti un vero laboratorio gastronomico, con l'obiettivo di offrire esperienze culinarie uniche. Lo stesso luogo da cui se n'era andato perché gli sembrava limitato, si è trasformato in una realtà che dimostra come anche un luogo lontano, quale può essere l'alta montagna, può diventare il centro della cucina contemporanea.
Norbert Niederfolkler ha avuto la prima stella Michelin nel 2001 la seconda nel 2007 e l'ultima nel 2017, tutte alla guida del St. Hubertus, nato nel 1996 come ristorante gourmet dell' Hotel Rosa Alpina. Nel 2023 infine, apre a Brunico l’Atelier Moessmer Norbert Niederkofler: si tratta di un ristorante ospitato in una storica villa appartenente alla famiglia Moessmer, legata a una delle più importanti manifatture tessili dell’Alto Adige. Pochi mesi dopo l'apertura, alle tre stelle Michelin, si aggiungerà la stella Verde che certifica il grande impegno nella sostenibilità ambientale.