Ma Cremonini quanto è sexy col sax? No, non è un gioco di parole: è semplicemente il video musicale del nuovo singolo di Cesare: Paparazzi. Nero e ottone dominano la scena. Strumenti e teschi dorati si alternano con outfit total black. Solo una stanza, essenziale, con dentro una chitarra, un microfono, una cassa e un batterista con la sua batteria. E lui: Cesare Cremonini, che a un certo punto imbraccia un sax e ci fa un assolo.
Già nel suo ultimo tour lo avevamo visto alle prese con lo strumento, ma adesso è noto che il sax sarà il filo conduttore del prossimo album in uscita il prossimo 23 ottobre, Amateur, un disco che si prospetta ibrido, in termini di generi musicali, dove non mancheranno riferimenti al jazz. Paparazzi è il singolo di lancio. E ascoltandolo, sin dai primi istanti, capiamo il perché. “Volevo fare la pop star, ma sono Diletta Leotta” è il verso che immediatamente desta l’attenzione. Cesare in Paparazzi mette in risalto il confine tra l’essere personaggi dello spettacolo e l’intimità personale e lo fa con l’ironia necessaria, tipica di chi vive la questione con la leggerezza di un adulto che non invecchia mai. E in quel confine c’è un paradosso notevole: si cerca la verità proprio nel mondo delle apparenze. Per anni abbiamo avuto bisogno di mettere gli artisti italiani in fila, di scegliere chi stava sopra e chi sotto, di giocare ai soliti paragoni tra rock e pop. Cremonini sembra essersi tirato fuori da quel gioco. Non perché abbia smesso di voler vincere, ma perché ha capito che la posizione più interessante è quella di chi non deve più dimostrare di appartenere a nessuna categoria. Può mettere un sax al centro di un disco pop e parlare di sé prendendosi in giro e, soprattutto, smettere di correggere l'immagine che gli altri hanno costruito di lui. Forse è questa la sua vera “coscienza sporca”: non avere più bisogno di ripulirla.
E allora Cesare - inconsciamente, forse - riprende il filo di Dicono di me e ci canta: “Ma vuoi sapere cosa c’è? Hanno ragione su di me”. Stavolta non ci tiene a dissuaderli. In Dicono di me, nel 2008, Cesare ci spiegava come lo vedono e come invece è: “Dicono di me che sono un bastardo, un bugiardo [...] e invece no, nessuno sa che avrei soltanto l’amore per lei”.
Oggi, da artista e uomo più maturo, non ha più bisogno di giustificarsi né di spiegare nulla: ogni definizione che gli viene attribuita dai media va bene. Cesare, nel ritornello di Paparazzi, ci sta proprio rispondendo: e sticazzi? Non solo, in Paparazzi, Cremonini appare perfino divertito da questo gioco di contrasti tra essere e apparire. A dire il vero non sembra neanche viverlo più come un contrasto e questo ce lo dice nella chiusura del bridge: “La verità è una bugia più grossa”. Qui convergono verità e bugie, il confine si assottiglia fino a scomparire. E il problema di come veniamo percepiti non è più un problema. Cesare Cremonini ha concluso tour da record, negli anni ha sperimentato nuovi approcci nella musica e non è mai passato da grandi palchi televisivi per fare questo. Forse non è più tempo di giocare a “chi butti giù dalla torre” tra Vasco e Ligabue. Perché da un po’ ormai la musica italiana ha un nuovo colosso che ormai è difficile sradicare dalla torre. E se non ne siete ancora convinti, l’impressione è che ascoltando il nuovo album lo capirete. Paparazzi sembra solo un assaggio che Cesare sta servendo alla musica italiana che ha bisogno di media e sponsorizzazioni varie per scalare le classifiche di streaming e riempire i palazzetti. La verità è che Cesare Cremonini lo sta facendo più forte di tutti, senza fare troppo rumore se non con i suoi strumenti e la sua voce. E stavolta lo sta facendo mischiando rock e blues, preparandoci a un album che molto probabilmente sarà il più rivoluzionario della sua carriera. E a noi già questo Cremonini con “la coscienza sporca” ci garba parecchio. Nuovo livello sbloccato.