Da Rai 2 a Sky senza mai cambiare pelle, quel gioiello televisivo di Pechino Express torna per la tredicesima edizione, in onda da giovedì 12 marzo per dicei puntate. La rotta in Oriente dell' adventure game edizione 2026 attraverserà stavolta Indonesia, Cina e Giappone; alla conduzione ci sarà l'immancabile Costantino della Gherardesca, mentre ad affiancarlo come inviati, Lillo, Giulia Salemi e il giornalista Guido Meda che prenderanno il posto di Fru dei The Jackal.
Dieci le coppie in gara che, come da format, si sfideranno per arrivare alla bandiera rossa e, infine, conquistare la vittoria.
Queste sono le coppie protagoniste dell'edizione in partenza: Biagio Izzo e Francesco Paolantoni (Gli Spassusi), Chanel Totti e Filippo Laurino (I Raccomandati), Jo Squillo e Michelle Masullo (Le Dj), Fiona May e Patrick Stevens (I Veloci), Dani Faiv e Tony 2Milli (I Rapper), Steven Basalari e Viviana Vizzini (Gli Ex), Tay Vines e Assane Diop (I Comedian), Elisa Maino e Mattia Stanga (I Creator), Candelaria e Camila Solórzano (Le Albiceleste), Gaia De Laurentiis e Agnese Catalani (Le Biondine).
Ma non è la gara, il cuore di Pechino Express: quello è il pretesto narrativo, più che l'anima dello show. Lo sono invece la bellezza dei luoghi, i volti delle persone, la notte a contatto con gli abitanti del posto. Non è un caso che Costantino della Gherardesca non chiami mai i protagonisti “concorrenti”, ma “viaggiatori”. Perché, appunto, è un'idea romantica del viaggio, ciò che permea il programma da tredici edizioni: è il mito del viaggiatore zaino in spalla che si arrangia, con pochi soldi e mezzi di fortuna.
Pechino Express è figlio di questo immaginario, ben consolidato come archetipo grazie a tanta letteratura da Jack Kerouac in poi, da tanto cinema. L'adventure game ha attinto proprio da questo mito del viaggio avventuroso, a cui ha aggiunto la gara per rendere appassionante il tutto. La competizione infatti, serve a dare il ritmo; il tema del viaggio invece, a dare colore e profondità all'intera operazione televisiva. Chi pensa a Pechino Express, difficilmente avrà subito in mente l'immagine della bandiera rossa. Al contrario, è molto più probabile che ricordi i momenti in casa con gli abitanti del posto, o le improbabili richieste di passaggio o ancora, la fatidica prova dei sette mostri. Insomma: le interazioni con i locali, o comunque il momento in cui la nostra cultura occidentale incontra, o si scontra, con quella del Paese ospitante.
Probabilmente sta proprio qui il successo del format. Nonostante col passaggio a Sky i numeri si siano ridimensionati, Pechino Express continua ad essere riconfermato e ad avere il suo pubblico di appassionati: dodici edizioni di bagaglio sono tante, eppure lo show continua ad essere vivo e ad essere la risposta più efficace a chi ritiene che l'intrattenimento e la cultura si muovano su piani diversi.
Altro punto a favore, il risvolto solidale: dopo essere stati ospitati e nutriti dalle popolazioni locali, spesso molto povere, i vincitori scelgono un'associazione a cui donare il montepremi finale, in modo che il viaggio di Pechino Express lasci dietro di sé qualcosa che vada oltre il programma televisivo.