La secondogenita dell' ottavo re di Roma, così lo chiamavano nella capitale, è in procinto di arrivare sui nostri schermi con la nuova edizione di Pechino Express, al via il prossimo 12 marzo su Sky dopo la conclusione di MasterChef. Per l'occasione, Chanel Totti ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera, in cui ha riconosciuto di essere raccomandata, ma solo fino a un certo punto. Suona familiare? Beh, a Marco Travaglio si.
Chanel Totti gareggerà insieme a Filippo Laurino, amico d'infanzia che altri non è che il figlio del manager di mamma Ilary Blasi. I due quindi, attraverseranno presto l'Asia zaino in spalla sui nostri schermi: la loro coppia sarà quella dei Raccomandati. "È un nome che ci rappresenta, abbiamo usato l'autoironia. Se non ce lo diciamo da soli, ce lo diranno gli altri. Mi sento raccomandata -ha dichiarato la ragazza- fino a un certo punto, dopo il quale te la devi vedere tu. I miei non mi hanno mai spianato la strada, ci hanno sempre fatti sudare tutti”. Niente male per un'intervista rilasciata niente di meno che al Corriere della Sera, in procinto di essere protagonista in uno show televisivo alla tenera età di 19 anni, e tutto grazie solo al cognome.
Naturalmente la supercazzola non è sfuggita a Marco Travaglio, che ha subito individuato per la ragazza una carriera come prossima, papabile, Ministro degli Esteri. Nella sua rubrica infatti, Ma mi facci il piacere, il direttore del Fatto Quotidiano non ha perso occasione per accostare la dichiarazione della giovane Totti a una, ben più celebre, del Ministro Antonio Tajani.
Se infatti Chanel Totti si sente raccomandata solo fino a un certo punto, lo scorso ottobre Tajani aveva dichiarato che “Il diritto internazionale è importante, ma fino a un certo punto”: assonanze importanti, solo che Chanel Totti parlava di un reality show, mentre Tajani ai rapporti tra Stati. La sparata del ministro infatti, era riferita al blocco della Flotilla in acque internazionali, quando le navi con a bordo gli attivisti di 44 Paesi diversi, nonostante navigassero a dodici miglia dalla costa di Gaza, vennero comunque sottoposte all'abbordaggio da parte della Marina Militare di Netanyahu. In questa situazione, ospite a Porta a Porta, Tajani non trovò argomentazione migliore che, appunto, quella secondo cui il diritto internazionale valesse "fino a un certo punto”.
Chi l'avrebbe detto che qualche mese dopo, un'adolescente ricca avrebbe utilizzato la stessa espressione di un Ministro? La stessa dialettica, ma anche lo stessa sprovvedutezza o davanti all'evidenza della realtà? È un Paese in cui è davvero tutto bellissimo, questo.