Domenica sera davanti alla tv, prima che rinizi la settimana lavorativa: la serata perfetta per una risata. E una ci prova, si impegna pure, nel ruolo di spettatrice: ma il programma che dovrebbe provvedere allo scopo, di risate ne agevola pochine.
Su Italia 1 è partita la seconda stagione di Zelig On, vivaio che vuole tenere acceso il brand dello show di Canale 5 e, allo stesso tempo, portare avanti il ritorno alle origini. Alla conduzione Lodovica Comello e Paolo Ruffini, eco delle stagioni di Colorado e trait d'union dei programmi comici della rete.
Zelig On infatti, guarda alle atmosfere del primo Zelig: quelle del locale di cabaret Milano, lontane dalla grandezza dello Zelig Show in prima serata su Canale 5 registrato al Teatro degli Arcimboldi. Ecco dunque che la rete giovane di Mediaset, o almeno quello che ne rimane, cerca di rinverdire la programmazione recuperando l'eredità che fu di Colorado, per anni trasmissione simbolo della rete: lo fa attraverso il marchio storico di Zelig, che proprio su Italia 1 aveva debuttato nel 1996. Quasi trent'anni dopo quindi, la prima edizione è di novembre 2025, il programma torna da dov'era partito: ma quello di Italia 1, più che la riscoperta delle origini di Zelig, è l'accanimento terapeutico. Intanto, i nuovi comici da lanciare, si perdono nella puntata.
Se lo scorso febbraio l'ultima puntata di Zelig Show aveva commosso pubblico e conduttori, lasciandoci pensare che il saluto fosse destinato a durare a lungo, poco più in là sul telecomando era già spuntato il fratello minore. Che però, i pochi momenti riusciti, li deve proprio ai volti più noti del suo fratello maggiore: la presenza fissa di Ale e Franz ad esempio, oppure quella di Paolo Cevoli.
Una prima stagione a novembre, riconfermato poi con la seconda in partenza a metà aprile. Così come è stata riconfermata la coppia al timone: Lodovica Comello, ex star Disney poi a Italia's Got Talent su Sky e Radio 105, e Paolo Ruffini, che da tempo si dedica al teatro più che alla tv. Il Ruffini di Colorado infatti, nel frattempo si è dato un tono con i video dei bambini che, Chi ha incastrato Peter Pan insegna, possono essere sia divertentissimi che gran maestri di vita grazie alla loro assenza di filtri; è anche il Ruffini del teatro e dell'inclusione sociale dello spettacolo Up&Down, che porta in scena con una compagnia composta da ragazzi con Sindrome di Down. Di conseguenza, ne giova anche Zelig On che, con la crescita del conduttore, non teme l'atmosfera demenziale del Ruffini dei tempi che furono.
Potrebbe fermarsi qui, l'analisi di questo Zelig On: il tentativo di un (ri)lancio televisivo della Comello e il ritorno in video di Ruffini. Perché difficilmente i comici potranno emergere, tra un'entrata a schiaffo e l'altra: Zelig non è più rilevante nell'immaginario collettivo, né lancia carriere con la forza di un tempo. Al contrario, in tempi di internet e social, è più facile che diventi un approdo anziché un punto di partenza: un percorso inverso che arriva sul palco televisivo grazie agli sketch del web. L'obiettivo? La speranza di aumentare la propria notorietà, così da poter prenotare altri teatri per il tour del comico di turno. E mentre i social corrodono tempi e linguaggi, ironia della sorte, le piattaforme come Netflix allenano il pubblico ai monologhi.
In mezzo rimane la tv tradizionale, che non rinuncia al suo brand di successo e continua a riproporlo provando a galleggiare nel palinsesto, ma senza segno lasciare. Non sarebbe invece il caso di lasciar riposare il format?