30 anni di Zelig: da locale del cabaret milanese, agli show in prima serata fino allo Zelig Circus al Teatro degli Arcimboldi, è lo show che ha segnato tre decenni di comicità del nostro Paese. Un programma che ha lanciato carriere, creato tormentoni entrati nel linguaggio comune: un pezzo di storia di Canale 5, che lo trasmette dal lontano 2003. Da laboratorio di cabaret, fino a trasformarsi in un programma televisivo: prima approdando alla seconda serata di Italia 1, poi promosso alla prima della stessa rete e, visto il successo, portato infine sulla rete ammiraglia Mediaset.
Arrivato a trent'anni di vita, Canale 5 ha trasmesso quattro puntate speciali: Zelig 30, condotte dalla storica coppia Vanessa Incontrada-Claudio Bisio. Un omaggio e celebrazione dello show, con tutti i comici che lì hanno trovato successo: se una volta era il contenitore Zelig che dava loro forza, dopo tanti anni, il processo si è invertito. Ecco allora il ritorno di Aldo Giovanni e Giacomo, Mr Forest, Raoul Cremona, Ale e Franz, Geppi Cucciari, Ficarra e Picone, Katia e Valeria, Teresa Mannino, Antonio Ornano, Maurizio Lastrico, Dario Vergassola, Gioele Dix, Max Pisu, Anna Maria Barbera e, in generale, tutti i comici che a quel palco devono l'inizio e il consolidamento di una carriera.
Tutti tranne uno, quello la cui assenza si nota di più: Checco Zalone. Il fenomeno Zalone, quello delle parodie, quello che cantava al pianoforte A Te di Lorenzo Cherubini, è uno dei tanti nomi che Zelig ha scoperto: di certo quello che stacca più biglietti al cinema, il successo commerciale per eccellenza.
Con Zelig 30 al debutto il 12 gennaio, dopo giorni in cui i titoli sugli incassi record di Buen Camino avevano riempito le home dei siti, che Luca Medici non fosse a festeggiare lo show che lo ha reso famoso, si notava ancora di più.
Tre decenni di vita, ma non solo per Zelig. Nel frattempo infatti, il pubblico ha scoperto gli spettacoli di stand up comedy, è cambiata la società; gli sketch di un format come Zelig soffrivano molto nelle ultime edizioni, tanto che il programma si è fermato per riposare.
Zelig 30, al di là all'omaggio, è stato anche una lente che ha rimesso tutto in prospettiva: sia noi, come pubblico, che i comici stessi. Perché noi, come pubblico, siamo appunto cambiati, e ce siamo accorti ancora meglio quando abbiamo ritrovato sul palco i nomi che ci facevano ridere anni fa. È lì che si è capito chi ha resistito meglio al tempo che passa. Per un Paolo Migone che sembra davvero fuori tempo massimo con le sue battute sulle donne, la sigla di Cochi e Renato del 2005 non smette di essere ancora fresca e divertente. Ma le esibizioni di Zelig raccontano anche chi eravamo. Un esempio? Katia e Valeria. Adesso che Miss Italia è persino sparito dalla tv, le aspiranti miss strappano ancora un sorriso, però manca il fenomeno di riferimento a dare un riferimento all'operazione. Stesso discorso per lo sketch sui tronisti di Uomini e Donne insieme a Bisio: senza un Costantino Vitagliano che impazza ovunque, del suo contraltare comico rimane più la rappresentazione che il significato. Per forza di cose, se in tv il fenomeno si è sgonfiato, perde forza anche la gag che lo smonta. Gioele Dix che se la prende col traffico invece, funziona sempre: specie quando la riflessione parte contro le rotonde che spuntano all'improvviso e finisce con i pannelli luminosi in autostrada, virando in realtà sullo svuotamento del linguaggio.
Zelig 30 è stato un amarcord, il ricordo di come eravamo e delle sue tante anime: i monologhi, i personaggi, le entrate a schiaffo, le canzoni di Cochi e Renato, Paolo Jannacci e la sua band, le esibizioni surreali di Elio e le Storie Tese.
Si chiude con Vanessa Incontrada in lacrime e Bisio altrettanto emozionato: i conduttori ringraziano per tutti gli anni insieme e Mediaset “per averci dato questa possibilità”. Più che un arrivederci, sembra un addio: è la fine di un'epoca televisiva?