Il serpente d'oro, gli orsetti gommosi alla marijuana e una tinozza piena di uva ad uso accoppiamento: tutto insieme, tutto nella stessa fiction. Tutto in onda su Canale 5 per la prima puntata di Colpa dei Sensi, serie firmata da Simona Izzo e Ricky Tognazzi con protagonisti Gabriel Garko e Anna Safroncik nei ruoli di Davide e Laura. E se a leggere i nomi di Gabriel Garko e Anna Safroncik insieme avete avuto un friccico al cuore, sappiate che il friccicore è giusto: ebbene si, sembra di essere tornati ai bei, vecchi tempi, delle fiction Ares che quante soddisfazioni ci avevano dato.
Al centro della storia, una donna morta anni fa, la madre di Davide: ma non importa a nessuno, perché il cuore di Colpa dei Sensi non è capire chi è l'assassino, quanto ricostruire lo schema di chi ha tradito chi e, soprattutto, con chi.
Per la prima mezz'ora, la scena con più credibilità è la panoramica sul Duomo di San Ciriaco: siamo infatti ad Ancona, nelle Marche, tra il porto, i palazzoni antichi e le colline. Siamo anche tra i filari di una vigna, tanti filari che evocano i momenti del passato: per l'esattezza quelli in cui Davide e Laura s'avvinghiavano a piedi nudi nelle tinozza dove si pigia l'uva, che infatti era appunto piena di uva e anche se la serie è ambientata ai giorni nostri, di un torchio non se n'è vista manco l'ombra.
Col passare dei minuti si capisce meglio anche il titolo della fiction: si chiama “Colpa dei Sensi” perché ovunque sia Laura, è tutto un ricordare prodigiose sessioni ginnastica a due: così, inevitabilmente, a conclusione della prima puntata, lei e Davide finiscono per farla al presente, la ginnastica.
Finora, la trama che interessa al pubblico; poi c'è quella ufficiale. Cioè la seguente: Davide torna a casa dopo anni dalla morte della madre, di cui è stato ritenuto responsabile il padre. Poco dopo il suo arrivo, l'uomo muore in ospedale lasciandogli il dubbio che l'assassino fosse un altro; al capezzale del padre inoltre, Davide ritroverà Laura ed Enrico, ex fidanzata e migliore amico, ora felicemente sposati.
Seguono quindi i ricordi amorosi di cui sopra, le frasi da macho che non si è mai arreso alla fine della relazione, i sospiri. A cotanto splendore, si aggiunge inoltre un elemento che in questo genere di storie, andrebbe evitato tipo peste: il marito della protagonista che sembra migliore dell'amante, l'uomo per cui in teoria dovremmo tifare.
Il momento cruciale della puntata comunque, è quello in cui Davide, in cerca di informazioni, va a trovare la zia ricoverata in una struttura. Lei non si ricorda niente, nemmeno riconosce il nipote: ma appena lui le comunica che il padre è morto, capisce subito che adesso non c'è più nessuno che paghi la retta. Poi comincia a blaterare di un serpente d'oro e visti i minuti precedenti, il dubbio che il serpente possa essere una metafora, per un attimo viene.
Più tardi si scoprirà invece che il serpente d'oro che tanto la terrorizza, si riferisce in realtà a un anello che si rivelerà un prezioso indizio per iniziare a srotolare la matassa del mistero. Insomma: si scopre che la madre di Davide aveva un amante.
Siamo dalle parti di Boris con l'anello del Conte, a dimostrazione di quanto la “fuoriserie” avesse individuato, e fissato, gli archetipi della fiction “cagna maledetta” di casa nostra. Ma cosa vuoi dire ad una serie in cui, dal nulla, spunta un dialogo con una ragazza che mangia gli “orsetti gommosi alla marijuana”? Cosa le imputi, a una serie in cui i protagonisti amoreggiano in una tinozza tra i grappoli d'uva? Questa non è una fiction: è la Madeleine dei tempi che furono.
Non rimane che rivolgere un pensiero a Lina Sastri, nel cast nel ruolo della madre di Enrico. Probabilmente siamo di nuovo dalle parti di Boris, con l'attrice come René Ferretti quando ha accettato il lavoro: aveva il tetto di casa da rifare.