Che la tv non se la passi benissimo, non è un mistero. Si scrive spesso della crisi di Rai e Mediaset; creativa, di ascolti e, di conseguenza, di introiti pubblicitari. Tra tutte le reti però, ve n'è una alla cui crisi non si presta abbastanza attenzone, concentrati come siamo su Rai 1 e Canale 5: si tratta di Rai 2, una volta rete giovane del terzetto. Lo dimostra l'ultimo flop: Il Collegio, il reality che che ci riporta alla scuola degli anni passati; un prodotto campione di visualizzazioni su Raiplay e, trasferito su piccolo schermo, un fallimento quantificato in uno share dell'1,7%.
È quello che è successo nella puntata trasmessa il 21 gennaio: 1,7% di share per appena 186mila telespettatori. Numeri a dir poco impietosi per una rete generalista; per una rete del servizio pubblico. Senza considerare che si trattava sì della serata in cui Canale 5 mandava in onda una fiction seguita come A testa Alta con Sabrina Ferilli, ma era pure la serata in cui lo speciale per i 30 anni di Porta a porta si inchiodava a un misero 7,1% (945mila telespettatori).
Ma a questo punto la domanda è: come può un prodotto che ha tanto successo in rete, diventare uno dei più grandi fallimenti del canale televisivo? Attenzione, perché qui non si tratta di portare un contenuto realizzato con il linguaggio del web sul piccolo schermo: al contrario, si tratta proprio di un prodotto che nasce col linguaggio televisivo.
Il Collegio del resto, è nato per la tv: la prima edizione esordì su Rai 2 nel 2017, ambientata negli anni '60. Portava a casa circa due milioni di telespettatori a puntata. L'exploit è stato nelle edizioni 2019 e 2020, quando si è arrivati ai due milioni e mezzo circa; poi, lentamente, il format ha perso pubblico, segnando il suo punto più basso nella nona edizione, quella attualmente in onda.
Non è nemmeno la prima volta che la Rai sperimenta il caricamento in piattaforma per poi, in seguito, spostare tutto sui suoi schermi. Un caso su tutti: la terza stagione di Mare Fuori, di cui vennero condivisi ben sei episodi in anteprima.
Dicevamo: come può un prodotto pensato come nativo per la tv, rivelarsi un successo online e un flop proprio in tv? È il palinsesto bellezza, e tu non puoi farci niente. Perché un programma pensato per un target giovane, poi ha bisogno di un contesto in cui inserirlo, quello show. Di una programmazione che abbia continuità; altrimenti, ed è il caso di un Mare Fuori, serve un titolo talmente forte da attrarre i telespettatori in maniera episodica. Una forza che, evidentemente, Il Collegio non ha e che si traduce, allo stato della cose, in uno spostamento in seconda serata delle ultime due puntate per contenere i danni: ad ora, lo share medio è del 2,9% con 361.800 spettatori.
Ma a Rai 2 il problema non è certo Il Collegio, che al limite è solo la spia che si accende quando si verifica un guasto al motore. A Rai 2 non va bene l'informazione in prima serata - ora è ancora in cerca di un talk show, dopo il breve esperimento con Antonino Monteleone – ad eccezione della cronaca nera di Ore 14, né funziona l'intrattenimento. Negli ultimi mesi, ha galleggiato Alessia Marcuzzi con Obbligo o Verità, che non verrà rinnovato, sono andati Male Gigi e Ross con Audiscion, idem Nicola Savino con Freeze. Meglio Boss in incognito con Elettra Lamborghini, per quanto comunque siamo pur sempre dalle parti del 6% medio (e scarso). Il resto, sono film e serie tv.
La seconda rete Rai era quella destinata al pubblico giovane: ora, sempre più una rete in cerca d'identità.