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23 ottobre 2020

Dieci anni senza Sandra e Raimondo,
non è il momento di intitolargli una via?

  • di Francesca Cuccu Francesca Cuccu

23 ottobre 2020

Nell’immaginario collettivo sono LA coppia. Innamorati dal 1958 fino alla loro morte nel 2010, sono stati un esempio di amore per tutti noi. E oggi, Milano potrebbe celebrare questo esempio dando i loro nomi a due vie che si incrociano tra loro
Dieci anni senza Sandra e Raimondo, non è il momento di intitolargli una via?

Sandra Mondaini e Raimondi Vianello sono scomparsi dieci anni fa. Sì, plurale. Non perché hanno avuto un tragico incidente che li ha portati via entrambi o è successo qualcosa di terribile che li ha strappati entrambi alla vita nello stesso momento.

Raimondo e Sandra sono scomparsi a distanza di cinque mesi l’uno dall’altra. Il primo ad andarsene è stato Raimondo il 15 aprile 2010, a causa di un blocco renale che l’ha portato a passare i suoi ultimi undici giorni di vita in ospedale.

La perdita dell’amore della sua vita ha fatto aggravare rapidamente le condizioni di salute di Sandra, che lo ha seguito il 21 settembre 2010.

Esiste un male così intenso, così travolgente e così raro che non ci sono molte persone che possano raccontarlo. Quello che provi quando sopravvivi alla persona che ami, con cui hai condiviso la maggior parte della tua vita, che ora non ti sembra più degna di essere vissuta.

Sandra ha cercato di vivere senza Raimondo, ma aveva perso metà del suo cuore. E non era sufficiente per farle continuare ad amare quella vita.

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Casa Vianello

Ciò che si ricorda con dolcezza di queste due persone non sono solo i loro siparietti di Casa Vianello, in cui si punzecchiavano sempre con enorme rispetto l’uno per l’altra e riuscendo sempre a essere estremamente comici e mai volgari o scontati.

Sandra e Raimondo erano e sono un simbolo. Simbolo di un amore d’altri tempi, inscindibile, magico, da invidiare. Erano la coppia per eccellenza, un duo inseparabile.

Sono sicura che se tu sentissi il nome Sandra, la tua mente non potrebbe fare a meno di pensare al nome Raimondo e viceversa. Inoltre, soprattutto negli ultimi anni della loro vita, hanno rappresentato quella coppia di anziani che vedi passeggiare per strada mano nella mano e per la quale non puoi fare a meno di provare un pizzico di invidia, perché sai che quel tipo di amore oggi è più difficile da trovare di un diamante in una spiaggia. Un amore stabile, rassicurante, un porto sicuro in cui rifugiarti nei momenti più tempestosi.

Il loro matrimonio è durato 48 anni, ma ne sarebbe durati anche 50, 60 se avessero potuto vivere abbastanza. L’unica separazione fisica che hanno subìto è stata nella loro sepoltura (Raimondo è sepolto a Roma e Sandra a Milano).

Anche dopo la loro scomparsa sono sempre stati ricordati con tantissimo affetto, i loro spettacoli sono ancora ripresi da alcuni programmi nostalgici.

Il ricordo del loro amore è ancora vivo, a tal punto che a Milano è stata fatta una proposta. Il consigliere Gabriele Luigi Abbiati ha chiesto al Comune, in occasione del decimo anniversario dalla dipartita della coppia, di dare i loro nomi a due vie di Milano che si intersecano in modo indissolubile come indissolubile è stato il loro amore.

La proposta è stata accolta bene e adesso devono solo essere trovate le vie adatte, che saranno probabilmente nel quartiere in costruzione di Adriano. Questo significa rimanere insieme anche dopo la morte. Non solo nella memoria di tutti noi, ma in modo tangibile ed eterno.

Penso non ci sia modo più rappresentativo di ricordarli. Possiamo sperare che vedendo quei nomi le persone, soprattutto le generazioni più giovani, si chiedano chi siano quei personaggi e che conoscano un po’ la loro storia, per ricordarsi che esiste una cosa chiamata amore.

 

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