I cattivi hanno sempre una marcia in più. Disney sembra averlo capito molto bene e per questo ha pensato di investire su un live action dedicato alla storia di Anastasia e Genoveffa, le sorellastre di Cenerentola, nonché le più stron*e dei cartoni. Il titolo: Stepsisters.
Il progetto avrà la regia di Akiva Schaffer e gli sceneggiatori saranno Dan Gregor e Doug Mand, rispettivamente, regista e duo di sceneggiatori di Una pallottola spuntata, del 2025.
Pare che il live action sarà sorprendente, in quanto potrebbe riprendere le due protagoniste in un film narrato in chiave comica.
Non è ancora chiaro se si tratti di un sequel - l’ultimo film è stato Cenerentola III - Il gioco del destino - o se, invece, sia uno spin off incentrato sulle due.
Questo non è il primo live action di Disney. Alcuni che lo hanno preceduto: Il libro della giungla, considerato il miglior remake; La Bella e la Bestia con Emma Watson; Aladdin; Il Re Leone; Crudelia con Emma Stone; La Sirenetta; Pinocchio e altri ancora in sviluppo e in arrivo nel 2026 tra cui: Oceania (Moana), Hercules, Gli Aristogatti e Bamby.
I grandi classici rivisitati che indagano sulla vita di alcuni personaggi, non sempre hanno ricevuto ottimi feedback dalla critica.
Di Stepsisters, l’aspetto che potrebbe rivelarsi più interessante è che questa sorta di spin off che non mira ad analizzare il cattivo principale - che è appunto la matrigna - potrebbe però indagare sulle conseguenze del comportamento materno sulle figlie femmine. Una buona dose di psicologia renderebbe tutto più contemporaneo, con approccio freudiano o, magari con un azzardo, un accenno ai tanto chiacchierati sistemi familiari.
Questa è solo una nostra ipotesi, che forse gioca un po’ troppo di fantasia.
Quello che, invece, è certo è che la nostalgia si conferma l’operazione di marketing più efficace. E, al di là di ciò che potrebbe essere innovativo o rivoluzionario, ciò che conta, si sa, sono gli incassi, spesso derivati anche dalle polemiche che i prodotti cinematografici targati Disney sollevano.
Perché la nostalgia non basta a placare la critica. La polemica woke con Disney è sempre alle porte: e se anche il film su Anastasia e Genoveffa celasse l’intento woke?
D’altronde lo abbiamo visto con il live action su Biancaneve, uscito nelle sale lo scorso anno. Il film ha attirato insulti ancor prima della proiezione. I motivi?
L’acceso dibattito sulla dinamica tra Biancaneve e il principe, che non restituirebbe una visione sana e romantica, ma piuttosto l’immagine di un principe molesto che fa stalking alla protagonista. Per non parlare del discorso sul consenso da parte della donna che, secondo molti sostenitori del pensiero woke, sarebbe stato totalmente ignorato dai fratelli Grimm, creatori della fiaba originale.
Inoltre, sempre Biancaneve, era stata interpretata da un’attrice colombiana di carnagione scura: un totale negazione dell’estetica originale che vede Biancaneve emblema di pallore, nonché un atto di infedeltà allo storico personaggio. Il tutto per concedere una strizzatina d’occhio al politically correct, che da un po’ di anni Disney non si fa mancare.
Ciò che viene criticato maggiormente non è la scelta in sé, quanto più la “politica” con la quale viene effettuata.
Da anni ormai pare che alla Disney importi più attirare polemiche che “lanciare messaggi”, forse perché conosce la debolezza di questi remake?
A questo punto la domanda non è: come sarà il live action sulle sorellastre di Cenerentola, ma: su quale polemica punterà stavolta la Disney?