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22 luglio 2026

Ella Langley eguaglia Whitney Houston e Mariah Carey con “Choosin Texas”, ma perché questa canzone funziona così tanto? La chitarra, lo stile primi anni Duemila e un’America prima di Trump

  • di Marika Costarelli Marika Costarelli

22 luglio 2026

Se siete stanchi dell’America della battutacce volgari che hanno la faccia di Donald Trump, del suo sensazionalismo e delle provocazioni da trash show, non siete i soli. Buona parte degli USA lo è. Per questo una canzone come “Choosin’ Texas” sta dominando le classifiche. A cantarla è Ella Langley, che non è Whitney Houston o Mariah Carey, ma con loro ha in comune risultati che non possono passare inosservati. E se la musica è specchio della società, questo nuovo successo ci racconta qualcosa di più

foto di Ansa

Ella Langley eguaglia Whitney Houston e Mariah Carey con “Choosin Texas”, ma perché questa canzone funziona così tanto? La chitarra, lo stile primi anni Duemila e un’America prima di Trump

Se pensate agli Stati Uniti di Trump, che melodia vi viene in mente? Probabilmente Kid Rock con American Bad Ass: urlata, volgare, chiassosa. Peraltro lo stesso Rock è un dichiarato sostenitore dell’attuale presidente degli Stati Uniti d’America. Ma c’è un altro spaccato di questa stessa realtà che forse fa meno rumore, ma che svela un’America diversa da quella che siamo abituati a figurarci. Non è qualcosa di vicino a Born in the USA di Bruce Springsteen e nemmeno ad American Idiot dei Green Day. Non si tratta di una risposta incazzata al mito, al nazionalismo e alla politica americana. Non si tratta nemmeno di una risposta, ma più semplicemente di una moderata forma di resistenza. D’altronde quale modo più efficace della moderazione per resistere agli estremismi di questo secolo?
A darle voce è un’artista chiamata Ella Langley, che negli Stati Uniti sta vivendo un momento straordinario. Il suo singolo Choosin' Texas ha raggiunto un traguardo riservato a pochissime artiste: è rimasto per 14 settimane consecutive al primo posto della Billboard Hot 100, eguagliando due classici della musica americana come I Will Always Love You di Whitney Houston e We Belong Together di Mariah Carey.
Parlare di record tra epoche diverse è sempre un terreno delicato. Oggi, infatti, le classifiche si basano soprattutto sugli streaming, mentre in passato erano determinate dalle vendite dei singoli fisici. Non di certo un dettaglio. Perché un conto è ascoltare - magari anche distrattamente - un brano possibilmente proposto da una playlist editoriale di Spotify, un altro è recarsi nel negozio fisico e acquistare un disco. Nonostante questo, il risultato di Langley resta significativo e non può passare inosservato, perché la inserisce in una ristrettissima cerchia di artiste capaci di dominare il mercato americano per così tanto tempo. L'unico brano femminile che ha fatto meglio è All I Want for Christmas Is You di Mariah Carey, diventato ormai un fenomeno ricorrente durante il periodo natalizio.
Il successo della cantante non si ferma qui. Oltre al primo posto conquistato con Choosin' Texas, Langley occupa anche altre posizioni di rilievo nella Top 10 della Billboard, confermando un momento d'oro che la consacra come uno dei nomi più forti del country-pop contemporaneo.

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Ma al di là dei numeri, che aprono sempre un discorso noiosissimo, il successo di Ella Langley sembra raccontare qualcosa di più ampio. Tralasciando il testo, che parla di un amore perduto a causa della scelta dell’amato di tornare alle proprie radici, incarnate dal Texas. Fermarsi al significato manifesto sarebbe limitante, proviamo ad andare oltre. Perché la sua musica richiama atmosfere leggere, rassicuranti, quasi nostalgiche, che ricordano da vicino quelle di serie cult dei primi anni Duemila come The O.C., dove il folk-pop e le sonorità acustiche accompagnavano racconti di crescita, amori malinconici della fase adolescenziale. Allo stesso tempo, c'è un legame evidente con la fase iniziale della carriera di Taylor Swift, quando il country si mescolava a melodie semplici e intime, lontane dalle produzioni più imponenti del pop contemporaneo.
È una tendenza che sembra riflettere anche lo stato d'animo del pubblico. In un periodo storico segnato da tensioni internazionali e polarizzazione, con continui stimoli digitali, cresce il desiderio di una musica capace di trasmettere calma, moderazione e una certa innocenza. Sonorità morbide, chitarre acustiche, richiami country e racconti quotidiani evocano un immaginario quasi rassicurante, che riporta alla memoria anche produzioni pop come le prime colonne sonore di Hannah Montana o il teen pop dei primi anni 2000. Prima che il mondo fosse invaso da questa ondata di cinismo che ha sporcato tutto di nero.

Più che una semplice nostalgia, sembra la ricerca di uno spazio emotivo essenziale in cui rifugiarsi: un'estetica fatta di semplicità e provincia americana, quella dei tramonti e delle strade polverose che attraversano storie personali, capace di offrire una pausa dal rumore del presente. Che quasi fa venire voglia di andarci in quell’America lì, come fosse immaginario della inflazionatissima “vita lenta”. Un contrasto potente con quell’America tronfia che vuole imporsi sul mondo con un ego grande come quello di Donald Trump.
Pure il videoclip sembra essere fuori tempo, come appartenesse ad un’altra epoca: essenziale, senza effetti speciali o montaggi raffinati. E forse è proprio questa attitudine il segreto del successo di Choosin’ Texas: che si distingue senza neanche volerlo fare, si distingue proprio perché non lo vuole fare. E in un mondo violento, arrabbiato e dicotomico, privo di qualsivoglia sfumatura, la voce e il messaggio di Langley rappresentano “l’arma” più potente che esista, ma anche la più sottovalutata: il disarmo. Quel “vaffanculo” detto con un fil di voce, liberatorio, saggio e consapevole di chi se ne frega di inseguire i trend rumorosi e sensazionalistici della musica contemporanea e si siede al bancone di un pub a sorseggiare un drink senza ingurgitarlo. Questa è l’immagine di Choosin’ Texas. Una canzone che vince senza bisogno di sgomitare.
Forse è anche per questo che artisti come Ella Langley stanno trovando un pubblico sempre più vasto. Perché non rappresentano soltanto un genere musicale, ma un'atmosfera in cui molte persone oggi sembrano voler tornare. Non possiamo sempre urlare e dimenarci, forse per disinnescare la deriva disumana che sta prendendo questo mondo, il disarmo che evocano certe atmosfere musicali è più che un sollievo: è una possibile soluzione. 

https://www.youtube.com/watch?v=_Iq-3VyRFzM

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