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La benedizione

Erri De Luca è stato fatto fuori dal Festival di Salerno dai sergenti Garcia della cultura italiana e dalla solita vigliaccheria della sinistra

Riccardo Canaletti

5 giugno 2026

È la solita vigliaccheria che attraversa tutto il mondo culturale. Se non sei esattamente di sinistra nel modo in cui devono essere di sinistra tutti gli intellettuali italiani, allora vieni fatto fuori. Non serve neanche che tu sia di destra, basta essere come Erri De Luca, più sinistra dei tanti manichini messi nei premi e nelle fiere, ma colpevole di essere pure sionista e di non aver definito il massacro di Gaza “genocidio”

Foto: Ansa

Lo scrittore Erri De Luca è stato cancellato dal Festival della letteratura di Salerno. 

I curatori si sono affrettati a dire che no, non è vero, gli hanno solamente chiesto di rinunciare alla prolusione, cioè al discorso principale, e di partecipare a qualche evento minore. E si stupisco che lui abbia gentilmente declinato dopo essere stato degradato. 

Il motivo? Le parole dello scrittore su Israele e Gaza. Intanto perché definisce quello che accade ai palestinesi un massacro e non un genocidio. Non è l’unico, né il primo; e non sarà l’ultimo. In più ha avuto pure il coraggio di definirsi sionista, e cioè uno che crede che Israele abbia diritto a esistere. 

Non è chiaro perché secondo i curatori questo non rispecchi l’identità del Festival, dal momento che si tratta di un evento letterario e non di una raccolta fondi per Emergency. Forse confondono letteratura e politica, dal momento che il sistema cultura in Italia è tale più per motivi politici che non per i meriti letterari di chi lo frequenta  

Bene, tanto è bastato a defenestrarlo, simbolicamente si intende, da uno dei tanti eventi costruiti intorno all’idea di letteratura come performance, come vetrina, come spazio che, se vuoi avere un minimo di peso in un certo mondo, è meglio frequentare. 

Ma se credete che il motivo della censura sia da ricercare nelle parole su Gaza vi sbagliate di grosso e non avete capito niente di come funziona il sistema culturale italiano. 

L’ideologia, le opinioni politiche, non c’entrano niente. O meglio: c’entrano nel senso che tutto l’ambiente è un ambiente di sinistra e quindi a essere fatti fuori sono quelli che non seguono l’ortodossia di sinistra, la nuova religione petalosa ben tratteggiata da chi bazzica lo Strega eccetera eccetera. Ma qui il tema vero è la solita vigliaccheria, l’ordine pubblico. 

Erri De Luca è stato fatto fuori perché i sergenti Garcia della cultura italiana non sanno più gestire il dissenso, le controversie, il dibattito vero, non quello alimentato dai soliti quattro volti puliti e sbarbati. 

Il problema del Festival e dei suoi curatori, diciamocelo, non riguardava le parole di De Luca, ma l’ordine pubblico. Perché invitare De Luca a Salerno è come ospitare la ministra Roccella al Salone del libro di Torino, o una casa editrice di estrema destra, o Leonardo Caffo a Più Libri Più Liberi.  

Quindi svegliamoci e smettiamola di credere che siano battaglie di principio. Perché si tratta sempre della solita corsa ai ripari dettata dalla fifa di non essere più considerati nella schiera dei buoni, cioè di quelli di sinistra. Cioè di quelli, pensate come sono messi, che agli intellettuali come De Luca chiudono le porte in faccia. 

https://open.spotify.com/show/5T9xxCp5taZVjub6B8YF56

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