“Che belva si sente?”
“Marzullo”.
Questa sarebbe la risposta perfetta che Gigi Marzullo potrebbe dare sullo sgabello più scomodo e temuto di Rai 2 dopo quanto successo sulla Costiera Amalfitana un paio di giorni fa. Anche se lo sgabello che Marzullo vorrebbe occupare forse non è quello dell’ospite. “Ma la vita è un sogno o sono i sogni che aiutano a vivere meglio?”.
E il sogno Marzullo lo espone sulla pubblica piazza, così come la belvata che rivendica: “Sto parlando con una belva, devo essere un po’ pungente”.
Questa la motivazione data alla domanda posta a Francesca Fagnani a Minori, durante la presentazione del nuovo libro della giornalista, Mala - Roma Capitale. Un libro che parla di criminalità organizzata, non un dettaglio in questa vicenda che sta facendo discutere il web.
La domanda invece, dichiarata pungente da Marzullo, non era altro che noiosa, sterile e sgradevole. Il conduttore chiede a Fagnani se le mancasse l’esperienza della maternità. Fagnani risponde con garbo, anche se comprensibilmente stizzita: “Rispondo solo per far felice te, ma quella sulla maternità è una domanda da non fare”.
Marzullo la ritiene una domanda pungente ed è proprio questo il punto. Se l’intento era quello di pungere, si presuppone che il sottotesto della domanda contenesse una provocazione. E a questo punto, facciamo noi una domanda a Marzullo: cosa c’è di pungente o provocatorio nel chiedere a una donna se le manca essere madre?
Fagnani gli risponde con la dialettica che la contraddistingue: “Mi manca un figlio? Non ho la prova del contrario, non avendo figli non ho vissuto quella esperienza”. E prosegue ponendo l’accento su un passaggio fondamentale, che forse sfugge a Marzullo e a tutti coloro che si ostinano a porre la questione alle donne che non sono diventate madri: “La maternità si esplica in mille modi diversi: con gli amici, con la famiglia, con la protezione, con i cani”. Speravamo che non servisse specificarlo e invece no, nel 2026 serve ancora chiarire l’ovvio.
Persino il pubblico presente a Minori contesta la domanda inopportuna di Marzullo, sia uomini che donne fischiano per solidarietà a Fagnani. Di contro una signora delle prime file chiede a lui se è diventato padre. Paradossalmente quella signora, pur non essendo una giornalista, fa una domanda originale. Perché no, a un uomo non viene mai chiesto: “Perché non sei diventato padre?” oppure se gli manca non esserlo diventato. Perché della paternità non importa niente a nessuno e invece la maternità continua a diventare terreno di curiosità invadente e di voyeurismo?
La domanda di Marzullo era lecita? Certo, ogni domanda lo è, in nome della libertà. Ma in nome di quella stessa libertà resta criticabile, ma soprattutto indelicata e fuori contesto. La Fagnani era stata invitata a Minori per presentare un libro che ha tutt’altro tema, provare a portarsi a casa lo scoop da articolo di cronaca rosa è da giornalismo pigro, senza parlare del fatto che sposta il focus, togliendo valore al tema affrontato nel libro. Davvero quando abbiamo di fronte una donna che scrive di criminalità organizzata, la cosa più “pungente” che ci viene da chiederle è se le manca essere madre?
Ma c’è anche chi ritiene che la Fagnani con questa risposta si sia dimostrata incoerente, in quanto a Belve ha chiesto spesso alle sue ospiti donne di maternità mancate. Persino Striscia la notizia ha pubblicato su Instagram estratti di interviste della giornalista in cui poneva la stessa domanda alle sue ospiti, come a dimostrarne la presunta incongruenza.
Questo, però, non è approfondimento, bensì clickbait. Perché a vedere quegli estratti, a prima vista, la Fagnani risulta spudoratamente contraddittoria: il like scivola con facilità.
Ma fermiamoci un attimo: Belve è un programma televisivo registrato, che ammette la possibilità di effettuare tagli in fase di montaggio. Ma soprattutto Francesca Fagnani, quando pone domande che potrebbero ledere la sensibilità dell’ospite, ha cura di non risultare invadente e sottolinea l’opzione della non risposta. Non solo. Belve è costruito attorno al ritratto personale, con tanto di patto iniziale. Non siamo in una piazza pubblica durante la presentazione di un libro che parla di mafia albanese. Ma almeno Marzullo il libro su cui doveva porre domande lo ha letto? O si è fermato al titolo pensando che Mala fosse l’attitudine dell’autrice, tipo “chica mala”, nonché donna trasgressiva in quanto sprovvista di prole? Il dilemma sorge spontaneo.
E mentre sindaco e organizzatori si sono scusati, lui gongola per l’attenzione che la polemica ha destato. Il web, nel frattempo, è diviso, ma non mancano i tanti commenti di supporto alla tesi della Fagnani: un segnale che fa ben sperare. E allora forse la belva di Rai 2 ha vissuto un momento spiacevole, ma per una giusta causa, perché questa indignazione diffusa è linfa vitale per l’evoluzione intellettuale di questo Paese.
Nel contempo, Fagnani ha regalato un sogno a Marzullo: non sarà la prima serata, ma almeno oggi i giornali parlano di lui.