image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

1 giugno 2023

Houellebecq non è invecchiato male, è sempre stato vecchio. E “Qualche mese della mia vita” dimostra il bluff

  • di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

1 giugno 2023

L’ultimo libro di Michel Houellebecq dice quello che nessuno ha avuto mai il coraggio di dire sul suo autore: un grande bluff. Houellebecq è nato obsoleto e non è mai stato davvero eretico. Alla moda, allettante per chiunque mastichi un po’ di letteratura, ma senza grandi meriti. E questo libro lo dimostra, tra vittimismo e giustificazioni, spaventato dai bei tempi andati in cui finiva in prima pagina
Houellebecq non è invecchiato male, è sempre stato vecchio. E “Qualche mese della mia vita” dimostra il bluff

La potremmo chiamare età dell’elio. Finito di sfogare i propri naturali pensieri, lo Scrittore prende il palloncino e fa una bella tirata, nella speranza di ricaricarsi: ma quello che esce è una parodia della sua voce, per di più autoinflitta. Qualche mese della mia vita (La Nave di Teseo, 2023) è l’acuto comico di uno scrittore che ha saputo ingannare tutti, persino se stesso, convinto di essere qualcosa che non è mai stato: se non giovane, almeno ribelle.

Un volumetto scritto di fretta, un tentativo di accampare scuse per alcuni degli ultimi eventi che lo hanno investito, dalla lite con il filosofo Onfray, altro acrobata del nulla come lui ma – proprio come lui – molto quotato, al rischio di finire nei manifesti 100x140 con un porno d’autore in cui un vecchio tenta una cosa a tre con sua moglie e un'altra donna. Qualcosa che, nella sua testa, sarebbe dovuto finire solo su OnlyFans. Sarebbe stato ingannato dalle clausole scritte in piccolo nel contratto. Ironia: uno scrittore fregato per non aver letto.

Ha tentato anche una causa e nonostante le poche speranza questo libro si inserisce nel grande tentativo di boicottare l’oblio a cui si sente destinato e che sta affrontando con enorme dramma (molto più di quello che ci aspetteremmo da uno come lui). Gerard Depardieu, d’altronde, lo ha caricato a molla. Così il pupazzo Houellebecq tenta invano di alimentare la sua fama pedalando a vuoto sulla bicicletta scassata delle sue contraddizioni: l’animale feroce impegnato per una vita a smontare il politicamente corretto fa la lista della spesa delle sue giustificazioni (e quando fece arrabbiare i mussulmani, e il raggiro per fargli girare un filmino erotico, e perché si possa ancora lottare contro l’eutanasia...).

Michel Houellebecq in una delle scene del filmino erotico
Michel Houellebecq in una delle scene del filmino erotico

Poco più di cento pagine per mostrare in tutte le sue sfumature la sua neanche troppo originale forma senile di vittimismo: è stato raggirato, frainteso, messo da parte. Nonostante questo, comunque convinto che si possa credere alla gente più che alle idee: “Tutto sommato, l'effetto principale di questi ultimi mesi è stato quello di rafforzare e di confermare definitivamente in me una vecchia tendenza. Non credo nelle idee, credo nelle persone”. Lo dice mentre nega qualsiasi carità interpretativa dei suoi lettori e soprattutto dei suoi critici. Anche questo, ovviamente, poco originale. Spesso i criticoni vorrebbero essere impermeabili alle critiche. 

Leggendo questo libro ci chiediamo: ma quand’è che Houellebecq è invecchiato? Non ce ne siamo accorti? A leggere il suo Annientare (2022) ci sembrava tutto ok, solita anima nera. E invece ora ce lo ritroviamo sincero e trasparente, persino conciliante a tratti. Insomma, obsoleto. Semplicemente senza più energia. Possibile che un anno faccia così tanto? Ovviamente no.

Michel Houellebecq
Michel Houellebecq

Houellebecq ha sempre giocato al ribasso girando intorno alle solite quattro idee, scritte nel solito modo, nella speranza di poter apparire nei giornali e nelle discussioni su qualsiasi tema di attualità pescando nel cesto. Nulla di male fin qui se solo non ci si accontentasse di avere delle idee, puntando invece ad averne anche di intelligenti. Ma mai chiedere a un uomo stanco come Houellebecq di sforzarsi. Eccolo il grande bluff. A metà tra il voler essere un maledetto e il non voler passare per una maschera (mi si nota di più se faccio il marcio o se dimostro di essere marcio davvero?), lo Scrittore dà alle stampe la sua excusatio non petita.

Houellebecq è un po’ come quei bar ecosolidali che fanno pagare i frullati dodici euro e servono cappuccini di soia, perché sono cruelty free, ma aprono alle 9:30 del mattino, appunto per chi non ha niente da fare, mentre il piccolo bar tabaccheria è aperto dalle sei, pieno di operai onnivori e poster ingialliti. Allo stesso modo, lo Scrittore prossimo al pensionamento deve tirare i remi della pantomima in barca e ammettere che sì, l’anticonformismo non l’ha mai trovato aperto; passava di lì, ma l’intelligenza letteraria del francese aveva ancora le saracinesche chiuse. Avrebbe aperto con comodità alle 9:30, in tempo per passare di moda.

Michel Houellebecq
Michel Houellebecq

More

Ma Postorino è davvero brava? Il romanzo candidato allo Strega è un fallimento in cui la Storia passa per scema

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

Arrivano le Streghe?

Ma Postorino è davvero brava? Il romanzo candidato allo Strega è un fallimento in cui la Storia passa per scema

“La Malnata” di Beatrice Salvioni mima altri libri per entrare in certi salotti. Era questo l'intento? Centrato!

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

Stroncature "sinistre"

“La Malnata” di Beatrice Salvioni mima altri libri per entrare in certi salotti. Era questo l'intento? Centrato!

Tasmania, il romanzo sul clima di Paolo Giordano, è deprimente e poco intelligente. Ma va di moda

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

Recensioni

Tasmania, il romanzo sul clima di Paolo Giordano, è deprimente e poco intelligente. Ma va di moda

Tag

  • Michel Houellebecq
  • Libri
  • Letteratura

Top Stories

  • Guccini è stato tutto tranne il santo che continuate a raccontare: genio, uomo normale, libertario e pure pieno di contraddizioni

    di Dino Giarrusso

    Guccini è stato tutto tranne il santo che continuate a raccontare: genio, uomo normale, libertario e pure pieno di contraddizioni
  • Allora alla Marvel si ricordano ancora come si fa il mestiere. Il secondo trailer di Avengers:Doomsday rimette la chiesa al centro del villaggio

    di Mattia Nesto

    Allora alla Marvel si ricordano ancora come si fa il mestiere. Il secondo trailer di Avengers:Doomsday rimette la chiesa al centro del villaggio
  • Com'è Stuart Fails to Save the Universe, lo spin-off di Big Bang Theory? Un piccolo disastro da evitare il più possibile

    di Ottavio Cappellani

    Com'è Stuart Fails to Save the Universe, lo spin-off di Big Bang Theory? Un piccolo disastro da evitare il più possibile
  • Striscia la Notizia è morta, ma nessuno ha avuto il coraggio di dirglielo: Jimmy Ghione che trasloca da Milly, è la conferma definitiva che sul “tg satirico” di Antonio Ricci cala il sipario

    di Irene Natali

    Striscia la Notizia è morta, ma nessuno ha avuto il coraggio di dirglielo: Jimmy Ghione che trasloca da Milly, è la conferma definitiva che sul “tg satirico” di Antonio Ricci cala il sipario
  • Alla fine Amadeus se lo piglia davvero Mediaset: dopo il flop al Nove, Maria De Filippi gli prepara la cattedra ad Amici. Ma è davvero un rilancio?

    di Irene Natali

    Alla fine Amadeus se lo piglia davvero Mediaset: dopo il flop al Nove, Maria De Filippi gli prepara la cattedra ad Amici. Ma è davvero un rilancio?
  • Milo Infante, trasloco da Rai a Mediaset col telecomando rotto: “Ore 14” diventa “Ore 11”, poi “Verità Nascoste”. E intanto Garlasco resta sempre lì

    di Irene Natali

    Milo Infante, trasloco da Rai a Mediaset col telecomando rotto: “Ore 14” diventa “Ore 11”, poi “Verità Nascoste”. E intanto Garlasco resta sempre lì

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Daniele Silvestri vi percula: la magistrale lezione sui feat. studiati a tavolino

di Maria Francesca Troisi

 Daniele Silvestri vi percula: la magistrale lezione sui feat. studiati a tavolino
Next Next

Daniele Silvestri vi percula: la magistrale lezione sui feat....

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy