Intervistare Senhit è godibile quasi tanto quanto assistere a una sua performance. La sua energia è travolgente e si sente fuori e dentro il palco. Per l’Eurovision previsto a maggio a Vienna, la cantante sta preparando uno spettacolo che non vuole spoilerare, ma che sarà straordinario: “Non avete ancora visto nulla”, assicura.
La sua vittoria al San Marino Song Contest non lascia dubbi: Superstar è una canzone che si presta a conquistare l'Europa. La produzione di Boy George conferisce al brano quel sound EDM che mescola nostalgia e contemporaneità e la presenza vocale e scenica di Senhit farebbe “muovere il culo” a chiunque. Per l’Eurovision: “Non vedo l’ora, sono gasatissima”, afferma.
Boy George stavolta sarà con te sul palco dell’Eurovision. Come mai non è stato presente a San Marino? La sua assenza è forse collegata alla “piccola discussione” che avete avuto (come dichiarato)?
Assolutamente no. È stata una discussione a livello creativo che è nata mentre lavoravamo al brano, prima di sapere della nostra partecipazione al festival. Io volevo un certo tipo di canzone con un certo tipo di sonorità e lui, giustamente dall’alto della sua esperienza, mi proponeva altro. Io sono una testona e volevo un brano che mi stesse bene addosso. Ma alla fine abbiamo trovato un grande compromesso. Boy George è anche un grande DJ, quindi voleva dare un tocco più lounge a Superstar, io invece volevo qualcosa da ballare e che mi facesse sfogare sul palco. Alla fine siamo riusciti a trovare una quadra ed è nato questo capolavoro. C’è la possibilità che uscirà un suo remix del brano, magari proprio in prossimità di Eurovision, era il suo desiderio iniziale e il motivo per cui abbiamo discusso, io volevo prima lavorare alla versione che avete sentito. Stiamo parlando di Boy George, una star mondiale, ma io mi sono fatta valere e lui ha capito le mie ragioni. Non era presente a San Marino perché era in tour, adesso stiamo già lavorando insieme allo staging per Vienna.
Questa sarà la tua terza volta all’Eurovision come rappresentante della Repubblica di San Marino. Qual è la differenza che percepisci con le scorse partecipazioni?
Un abisso. La mia prima volta è stata nel 2011 a Düsseldorf. Venivo trascinata in questo carrozzone di mille colori, lingue e culture, ma io ero completamente inerme, non sapevo neanche cosa fosse l’Eurovision. Una persona che ancora mi produce aveva insistito affinché io partecipassi a questo evento, ma all’epoca non se ne parlava molto, l’Eurovision ha avuto una grande ascesa in Italia negli ultimi anni. Quando sono arrivata mi sono chiesta: “dove sono capitata?”, ma avevo quella strafottenza e arroganza di quegli anni. La canzone che presentavo mi piaceva, ma non ero contentissima. Standby era una ballad melanconica e struggente, bella ma che non sentivo del tutto mia. Ricordo di essere tornata a casa con l’amaro in bocca. Una bella esperienza che non mi sono goduta al cento per cento e quindi mi ero promessa che se mai avessi avuto la possibilità di ricalcare quel palco, sarei arrivata preparatissima. L’Universo mi ha ascoltata e dieci anni dopo San Marino mi ha chiesto di partecipare. Dopo l’imprevisto della pandemia che non mi aveva permesso di calcare il palco dell’Eurovision con Freaky! nel 2020, nel 2021 sono tornata a Rotterdam con Adrenalina, una canzone giusta, nel momento giusto e con il partner giusto (la canzone vede la partecipazione non accreditata del rapper Flo Rida). Eurovision era il primo live che apriva le porte alla gente dopo il lungo periodo del covid, è stata letteralmente un’esplosione di adrenalina. Superstar è un’Adrenalina 2.0. È un manifesto degli anni ‘80 che sono gli anni più belli, non a caso sono tornati anche in alcune serie tv come Stranger Things. Lavorare a Superstar è stato catartico. Anche nel piccolo mondo di ognuno di noi, tutti possiamo essere superstar, è questo ciò che celebra la canzone. È un inno al valore della persona e il messaggio sarà chiaro anche a livello scenografico sul palco di Vienna.
Boy George ha dichiarato di aver scritto cinque album con l’Intelligenza Artificiale. Tu cosa ne pensi? Secondo te la musica può avere lo stesso impatto sulle persone anche se creata da una macchina?
Non sono totalmente contraria all’IA. Tutto dipende dalla misura in cui si usano le cose. È vero che bisogna guardare avanti ed evolversi, ma io faccio ancora fatica a pensare che la musica, il cinema o la scrittura possano essere solamente scritta dall’IA, è necessario che ci sia un’emozione reale. Tra l’altro questo è argomento anche del videoclip di Superstar, perché ci stanno suggerendo di fare qualcosa di molto tecnologico ed è una scelta stilistica che a me va bene, ma prima di diventare un avatar nel video voglio esserci io: fammi ballare, fammi muovere il culo! Altrimenti diventa tutto troppo freddo e distante.
Cosa pensi di Sal Da Vinci, il tuo connazionale che rappresenterà l’Italia a Vienna?
A me piace tantissimo. La sua vittoria a Sanremo è stata inaspettata. Personalmente speravo tantissimo che vincesse una donna perché secondo me c’erano delle voci meravigliose con dei brani che meritavano. La vittoria di Sal Da Vinci ha coperto una fetta di popolo che è diverso da quello che ci si aspettava. Amadeus era stato bravissimo con Mahmood e con i Maneskin a dare quel tocco di novità, invece con Sal Da Vinci forse musicalmente abbiamo fatto un passo indietro con l’Italia. Io amo lui e la sua canzone ce l’ho nella playlist, ma avrei preferito altre vittorie. Ho amato in particolare Serena Brancale, ma non solo. Lei la conosco e la seguo da tantissimo, da quando faceva musica jazz. Ha una proprietà di voce e di uso della musica pazzesca e quest’anno a Sanremo aveva una canzone bellissima. Anche le altre donne si sono fatte valere sul palco dell’Ariston: Levante, Arisa, Ditonellapiaga, sono state molto coerenti. Peccato non abbia vinto una di loro, magari mi propongo io l’anno prossimo a Sanremo! Magari Stefano De Martino ha voglia di sperimentare con la dance!
Che progetti hai dopo l’Eurovision?
Con George abbiamo in mente un po’ di date, lui ne farà una anche in Italia e potrei essere presente anche io. Nel frattempo ci sono già diverse proposte: i pride mi stanno già cercando, ci saranno eventi all’estero e opportunità legate alla visibilità che ti regala l’eurovisione. Abbiamo anche dei brani nuovi che pensiamo di far uscire in estate, ma è tutto da vedere. Per ora preferisco concentrarmi su Superstar e sull’Eurovision. Se salgo sul podio, giuro che prendo il microfono e urlo il tuo nome!