"Se non ti fermi quando ti devi fermare, offendi tutto ciò che hai fatto di bello": sia lode a Drusilla Foer che, ospite di Gianluca Gazzoli al Basement, invita a ragionare sul silenzio e sul confine tra persona e personaggio. Un ragionamento che, se ci pensiamo, non si ferma a lei che è persona di spettacolo ma a tutti noi uomini e donne contemporanei, che portiamo avanti identità virtuali come fossero il nostro personaggio in scena. Ma è anche un'altra la riflessione importante: la libertà d'espressione non esiste, almeno non come la pensiamo noi.
Drusilla Foer è l'alter ego di Gianluca Gori, attore e regista teatrale. Un tempo molto presente in tv, tanto da aver anche co-condotto il Festival di Sanremo nel 2022, la Foer si è ora allontanata dal piccolo schermo. Proprio perché, come dice lei stessa a Gazzoli, quando lei ha iniziato ad apparire in tv, c'era bisogno di liberare le persone, di avere una sorta di funzione sociale: ora che la situazione è cambiata, bisogna appunto capire quando occorre fermarsi.
La riflessione di Drusilla Foer è più ampia, coinvolge il web, i ragazzi e la differenza tra persona e personaggio. Il web ha attivato un sistema di velocizzazione, in quanto il rapporto con la rabbia, la reazione, l'emulazione, tutto è più veloce. Chiunque abbia avuto un'educazione sentimentale, non si metterebbe a insultare subito una persona: invece un ragazzino si, e a ragione, perché sono cambiati i punti di riferimento. O meglio, parafrasando: il mondo virtuale, quello che accade nei social, sono il suo punto di riferimento. Sono quelli che la Foer chiama "cerchi": dei contesti, situazioni, modelli da prendere ad esempio e rispetto a cui pensarsi, collocarsi. Non necessariamente positivi, ma comunque esistenti e definiti. Cerchi che, al contrario, mancano ora ai più giovani: "Gli abbiamo restituito un mondo pieno di facilitazioni, ma non gli abbiamo dato l'urgenza dell'affettività".
Ma la riflessione più interessante è un'altra: quella sulla libertà di espressione. Che non è avere il diritto di esprimersi in maniera becera o insultare: quello è abuso di possibilità di esprimersi. Per parlare di libertà d'espressione invece, serve che ci siano dei presupposti: l'espressione necessita di un linguaggio, del rispetto di se stessi e degli altri: è insomma, andando ad interpretare, la capacità di esprimersi, di possedere gli strumenti che ci permettono di articolare un pensiero valutando contesto e conseguenze. Ed è qui che ritorniamo al punto di partenza: "Esprimere opinioni in modo aggressivo, lo si fa per una rappresentazione del sé, non del proprio sentire". Succede quando parliamo non perché l'altro capisca, ma per sentire noi stessi mentre diciamo quelle cose. Ed ecco dunque che siamo, di nuovo, al bisogno di fermarsi; e decco che, allora, si capisce perché secondo Drusilla Foer la libertà d'espressione non c'è.