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La Preside con Luisa Ranieri, ecco la novità di Rai 1: un'altra fiction ambientata a Napoli...

  • di Irene Natali Irene Natali

  • Foto di: ufficio stampa Rai

19 gennaio 2026

La Preside con Luisa Ranieri, ecco la novità di Rai 1: un'altra fiction ambientata a Napoli...
Nella serie di Rai 1 interpretata da Luisa Ranieri ci sono tutti gli elementi della Napoli da fiction: La Preside è una storia vera, ma dove finisce la realtà, comincia la scrittura che va avanti col pilota automatico...

Foto di: ufficio stampa Rai

di Irene Natali Irene Natali

Oltre 300mila chilometri quadrati di territorio, venti regioni, una varietà pressoché infinita di dialetti e accenti, ma a guardare le nostre serie televisive, l'Italia è una repubblica fondata su due città: Roma, la capitale, e Napoli. Gli accenti?  Pure quelli, rigorosamente romano e napoletano; la cadenza romana, in via eccezionale, è una potenza di fuoco tale che riesce a sbucare anche quando la serie non è ambientata a Roma.
Due sole città nel racconto televisivo del Paese, ma potremmo estendere il discoso anche a quello cinematografico. Le eccezioni? Poche, pochissime; un evento talmente raro che, quando si verifica, si sente la necessità di sottolinearlo come fosse uno strappo alla regola.

La preside
La preside e i suoi studenti ufficio stampa Rai

Un Don Matteo a Spoleto (ora don Massimo) o un Montalbano a Licata non fanno primavera. Prendiamo ad esempio l'ultima fiction made in Rai: La Preside, interpretata da Luisa Ranieri su Rai 1. Tratto liberamente dalla storia vera di Eugenia Carfora, è il racconto di come la dirigente scolastica dell' Istituto Morano al Parco Verde di Caivano sia riuscita a raccogliere la sfida di trasformare una scuola situata in piena area di spaccio, in un'eccellenza.
Napoli, la marginalità, i ragazzi difficili: suona già sentito? La cara, vecchia, immobile Rai, si dirà. Giusto un paio di giorni prima però, Sky aveva lanciato Gomorra-Le origini: con altro budget e scrittura, certamente, ma sempre giocando nella stessa area del campo.Prima de La Preside, pescando tra i titoli senza nemmeno sforzarsi troppo, ci sono stati I bastardi di Pizzofalcone, Mare Fuori, Napoli milionaria, Noi del Rione Sanità, Mina Settembre. Si tratta solo di alcuni titoli, i primi che ci sono venuti in mente pescando dalle stagioni più recenti; a dimostrazione che Napoli è un contesto che ormai suona come consuetudine.

Luisa Ranieri La Preside
Un'immagine della serie ufficio stampa Rai

Ne La Preside ad esempio, ci sono tutti gli elementi della Napoli da fiction: l'abbandono scolastico, l'abusivismo, le regole ignorate, la piccola criminalità.
Il personaggio di Luisa Ranieri, che nella serie si chiama Eugenia Liguori, decide che se su 700 alunni a scuola se ne sono presentati solo venti, allora andrà a prenderli casa casa: come Paolo Villaggio in Io Speriamo che me la cavo, film del '92 dove la fotografia è meno patinata rispetto alla serie di Rai 1, eppure la città non sembra poi così diversa.
Ma se questa è la storia vera della preside Carfora, la fiction inizia dove la serie usa toni fin troppo concilianti: davvero, in una realtà tanto complessa, i ragazzi sono così facili da avvicinare? Davvero basta arrivare, richiamare il personale scolastico, e i dipendenti iniziano a fare il proprio dovere dopo una vita di regole non rispettate? Tranne un paio di persone che fanno eccezione, la rivoluzione della preside appare piuttosto lineare: forse un po' troppo, per una donna che viene addirittura soprannominata “la pazza”. Del resto la regia è di Luca Miniero, quello di - tra i tanti titoli - Benvenuti al Sud e il sequel Benvenuti al Nord: uno che di commedia se ne intende, ma di cliché ancora di più.
Non sorprende che finora La Preside sia sembrata una serie che va avanti col pilota automatico. Bello quando la serialità vuole ispirare, ma prima potrebbe almeno ispirarsi a sua volta.

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Foto di:

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