image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

23 febbraio 2021

La separazione dei Daft Punk?
È come se i Beatles si fossero sciolti un'altra volta

  • di Damiano Panattoni Damiano Panattoni

23 febbraio 2021

Niente volti, solo musica. Lo scioglimento del duo parigino ha creato un solco nella storia della musica, dell'arte e della cultura pop. E allora il ricordo torna forte a quella notte del 2014, quando tornarono dalle stelle per mostrarci la via maestra
La separazione dei Daft Punk? È come se i Beatles si fossero sciolti un'altra volta

Il colpo di fulmine è arrivato relativamente tardi. Era il 26 gennaio del 2014, e la loro discografia brillava con Homework, Discovery, Human After All e con quel capolavoro di Random Access Memories. Il colpo di fulmine, dicevamo, fu immediato, sconvolgente, dinamitardo. In Italia era notte e, dall'altra parte del mondo, c'erano i Grammy Awards. Ad un certo punto, come un sogno vivido e reale, ecco Pharrell Williams che attacca con Get Lucky, mentre alla chitarra c'è Nile Rodgers. Ad accompagnarli, in un crossover da lacrime, nientemeno che Steve Wonder, caldo, placido e meraviglioso. Fu incredibile. La musica, i brividi, la strana sensazione di avere il cuore scoperto e i sensi finalmente risvegliati. E poi loro, dietro la console: i caschi (quei caschi) che riflettevano la platea dello Staples Center di Los Angeles e un completo total white che sembrava venire direttamente dai confini dell'universo.

 Nile Rodgers, Pharrell Williams, i Daft Punk e Stevie Wonder sul palco dei 56esimi Grammy Awards allo Staples Center di Los Angeles il 26 gennaio del 2014
Nile Rodgers, Pharrell Williams, i Daft Punk e Stevie Wonder sul palco dei 56esimi Grammy Awards allo Staples Center di Los Angeles il 26 gennaio del 2014. In apertura, Thomas Bangalter, "mezzo" Daft Punk, riceve il Grammy dalle mani di Yoko Ono, per l'album Random Access Memories

Ripensandoci oggi - ancora a caldo dopo la distruttiva separazione avvenuta tramite la pubblicazione del video Epilogue - quell'esibizione ha un sapore totalmente diverso. E rafforza un'idea: abbiamo vissuto – via YouTube – al più impressionante scioglimento musicale dai tempi dei Beatles. Nessuna esagerazione, nessuna blasfemia musicale. E a chi pensa sia una provocazione, un consiglio: ascoltate i Daft Punk, ascoltate un loro brano, approfondite la loro carriera, andate oltre le apparenze e le etichette. Sono stati leggenda e rivoluzione, mistero e bellezza. Senza volto, solo arte. Come William Shakespeare, come J.D. Salinger e come Robert Johnson che aveva patteggiato con il diavolo per essere il più grande di tutti. Loro il patto lo avevano fatto con sé stessi. Mai rivelarsi, mai contrapporre l'uomo alla musica. Una musica essenziale ed elegante, sintetizzata ed infinita.

Così, mentre Get Lucky suona per l'ennesima volta, ci stropicciamo gli occhi e ancora non ci crediamo. Di certo non mancano le domande, che si susseguono e ci tormentano come quando ti molla la ragazza all'improvviso. Perché lo hanno fatto? Probabilmente non lo sapremo mai. Perché dircelo? Perché non lasciarci in una perenne e illusoria attesa? Li avremmo aspettati ancora, inutilmente e utopisticamente. Almeno avremmo continuato a sperare, a credere forte che sarebbero tornati dalle stelle per farci ballare, sudare, amare. Per farci risvegliare da un'anestesia constante. E rimettiamo da capo Epilogue, provando a leggere qualche dettaglio che era scappato. Magari è solo l'ennesimo enigma, magari è l'annuncio di un nuovo album. Poi, però, serpeggia la verità, l'accettazione, la rassegnazione di aver vissuto una pagina incredibile di storia della musica e, più in generale, della cultura pop. Sembra assurdo eppure è così: i Daft Punk non esistono più. Ma chissà, come i sogni più belli, forse non sono mai esistiti davvero. Like the legend of the phoenix – huh - all ends with beginnings.

More

Ciao Daft, umani, dopo tutto

di Marco Braggion Marco Braggion

Musica

Ciao Daft, umani, dopo tutto

Si sono sciolti i Daft Punk, pionieri della musica elettronica, appassionati d’auto sportive

di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

Musica

Si sono sciolti i Daft Punk, pionieri della musica elettronica, appassionati d’auto sportive

Celine è il nuovo album di Amill Leonardo: "La street credibility? Faccio musica per uscire dalla strada, non per restarci"

di Lorenzo Monfredi Lorenzo Monfredi

Nuovo album

Celine è il nuovo album di Amill Leonardo: "La street credibility? Faccio musica per uscire dalla strada, non per restarci"

Tag

  • Daft Punk
  • Musica

Top Stories

  • Corona trova il video di Sara e Gabriele, ma gode davvero quando può sparare su Maria De Filippi: "Temptation Island? Non ci ha messo la faccia, vi prende in giro"

    di Irene Natali

    Corona trova il video di Sara e Gabriele, ma gode davvero quando può sparare su Maria De Filippi: "Temptation Island? Non ci ha messo la faccia, vi prende in giro"
  • Ci siamo ubriacati per vedere il nuovo video di Fabrizio Corona: dentro “Coronasland” c'è tutto, tra bestemmie, Adinolfi, Signorini e Garlasco, tranne un motivo per arrivare fino alla fine

    di Irene Natali

    Ci siamo ubriacati per vedere il nuovo video di Fabrizio Corona: dentro “Coronasland” c'è tutto, tra bestemmie, Adinolfi, Signorini e Garlasco, tranne un motivo per arrivare fino alla fine
  • La polemica di Masneri e Minuz contro i “baby opinionisti” (tra Prati, Giuliani, Zavalani e Cornelio) mi ricorda certi film in cui i vecchi nobili suprematisti parlavano dei “ne*ri”

    di Riccardo Canaletti

    La polemica di Masneri e Minuz contro i “baby opinionisti” (tra Prati, Giuliani, Zavalani e Cornelio) mi ricorda certi film in cui i vecchi nobili suprematisti parlavano dei “ne*ri”
  • Geppi, no, “Ballando con le stelle” non è la tua “Splendida cornice”: ti vogliamo troppo bene per vederti giudice su Rai1

    di Irene Natali

    Geppi, no, “Ballando con le stelle” non è la tua “Splendida cornice”: ti vogliamo troppo bene per vederti giudice su Rai1
  • Paky vero ghetto boy che pacca “Nuova Scena” nella puntata dedicata ai duetti. Ma è tutto un fake?

    di Marika Costarelli

    Paky vero ghetto boy che pacca “Nuova Scena” nella puntata dedicata ai duetti. Ma è tutto un fake?
  • Woody doveva morire: “Toy Story 5” è così piccolo da passare quasi inosservato

    di Mattia Nesto

    Woody doveva morire: “Toy Story 5” è così piccolo da passare quasi inosservato

di Damiano Panattoni Damiano Panattoni

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Sandro Veronesi: "Nessun leghista adatto alla cultura"

di Giada Tommei

Sandro Veronesi: "Nessun leghista adatto alla cultura"
Next Next

Sandro Veronesi: "Nessun leghista adatto alla cultura"

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy