La svastica di Kanye West non ha a che fare con il politicamente corretto o scorretto, è un reato. Ed è un concetto totalmente lontano da quel che si chiama politicamente corretto o scorretto. Il politicamente corretto è legato al microcosmo della quotidianità, ai granelli di comportamento che, messi assieme, fanno lo stile e la mentalità di una persona o di un gruppo. Non c’entra nulla il simbolo della svastica, non è usato per combattere il perbenismo e non è provocatorio. È rivelatorio. La svastica è vietata, come è vietato fare atti osceni in luogo pubblico. Non si combattono i radical chic tirandosi fuori il membro in piazza, a meno di non essere squilibrati. Quando, invece, si potrebbe verificare di esibire il pene? Magari in un film (infatti questo è un disco), in un'opera di denuncia (è un disco dissidente), ma perché si denuncia un’ipotetica dittatura di perversi, allora si rappresenta simbolicamente nell’opera.

Quindi risparmiatemi, per favore, l’ennesimo spettacolino imbarazzante dei critici italiani, anzi della stampa italiana tutta, che brancola nel buio perché è accecata dalla più servile esterofilia, che manco gli è utile per imparare almeno l’inglese. Ma è possibile vivere in mezzo a un ammasso di burattini che fanno gli haters sotto compenso e i bulli invidiosi, furiosi massacratori di arte e umanità, bigotti e cattivi, che puniscono, licenziano, escludono, uccidono un artista come me, emarginandolo, negandogli i meriti e sputandogli in faccia in massa, e fanno gli occhi dolci se gli arriva una svastica da Lugano?

Volete sapere la mia svastica a quando risale? A dieci anni fa, signori miei. Caro Kanye West, sei un po’ indietro. Fa ridere i polli la tua svastica, piace giusto a qualche sfigato leone da tastiera. Ma la mia svastica era una proposta di logo per Facebook, per il vostro amato covo di lobotomizzati telecomandati dal nazi algoritmo di turno. Ho visto la copertina e mi sono cadute le palle tre piani sotto la mia stanza d’albergo, quando mi è stato detto che la stampa grida alla rivoluzione. Non ho ancora ascoltato il disco e non ho una gran voglia di farlo, da quanto mi fa schifo e mi fa male essere uno dei pochi artisti onesti e autentici ancora vivo su questa terra, e combattere ogni istante della mia vita per sopravvivere in questa realtà di ignoranti che mi sbattono le porte in faccia, umiliandomi senza manco avere idea di cosa si perdono.
