Ma che succede in quel di Taormina? Mancano ancora due settimane per la serata che dovrà celebrare i 50 anni del festival di teatro nella città siciliana, ma questo 50ennale del Premio Fondazione Taormina Arte, va già a fuoco. Fuor di metafora, l’evento che si terrà giovedì 3 settembre è già al centro delle polemiche, giusto per uscire di metafora e ricorrere a una frase fatta. Ma è proprio quello che sta succedendo: l’attore Leo Gullotta infatti, ha parlato all’Ansa di una “manina destra” che avrebbe cancellato il suo nome dalla lista dei premiati.
Insomma, a Gullotta era stato annunciato l’invito, a cui aveva anche fatto seguito la conferma: ma qualche giorno dopo, è arrivata la telefonata che gli dava tutt’altra notizia. E cioè che il suo nome non figurava tra quelli della lista dei premiati.
Secondo quanto raccontato da Gullotta all’Ansa, la direttrice artistica Simona Celi lo ha chiamato con “voce dispiaciuta e anche un poco di rabbia”, riferendogli che l’attore non sarebbe più stato tra i premiati. “Lei, molto delicatamente, non mi ha detto – ha dichiarato Gullotta – chi c'era dietro questa decisione, ma la nota dei premiati è della Regione. E il mio sospetto è che sia stata una manina "destra" a cassare il mio nome”.
Ci sarebbe dunque dell’ “amichettismo”, dietro questo cambio di rotta? In Regione naturalmente l'assessora regionale al Turismo Elvira Amata sostiene di non saperne niente, tantomeno di entrare nelle scelte della Fondazione Taormina. La stessa Simona Celi ha una versione diversa di come si è consumato questo fattaccio che ora getta un’ombra sinistra, anzi destra, sulla premiazione. Nelle parole della Celi, nella “fase di costruzione dell’iniziativa” sarebbero stati contattati quasi 100 artisti, da cui se ne sarebbero dovuti selezionare solo 12, per cui ci sarebbe stata una semplice scelta tra le tante personalità prese in considerazione. Per Gullotta che, nel 2020 fu direttore artistico del Taormina Film Fest, la stima sarebbe immutata.
Nella tarantella di spiegazioni, accuse e “non so” tipica di situazioni come questa, ne abbiamo viste tante, rimane un Gullotta che non ci sta ad essere trattato così, a 80 anni di cui 65 di carriera, dopo essersi speso per la sua terra anche in maniera gratuita.
Un pasticcio che se anche non avesse a che fare con eventuali “manine destre”, ce l'ha di certo con una pessima comunicazione. Ma davvero dobbiamo pensare che un artista come Leo Gullotta, una vita di palchi alle spalle, possa essere chiamato per una premiazione e poi, alla fine, dirgli di essere stato scartato come fosse una concorrente di Miss Italia? Quello che è certo invece, è che Leo Gullotta non è certo “amico” della destra al governo.