image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Mowida
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • mowida
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

Ma da quando l'Eurovision
è l'evento dell'anno per l'Italia?

  • di Redazione MOW Redazione MOW

6 aprile 2022

Ma da quando l'Eurovision è l'evento dell'anno per l'Italia?
Il carrozzone dell'Eurovision quest'anno si terrà nel maggio prossimo a Torino e sui social è già un fiorire di patriottico entusiasmo. Fino a ieri l'altro, però, eccezion fatta per gli addetti ai lavori, dubitiamo che fossero in molti nel nostro bel Paese a trepidare per un evento che è da sempre importantissimo per l'Europa intera. Italia serenamente esclusa

di Redazione MOW Redazione MOW

Una semplice domanda. No, non quella di Alessandro Cattelan su Netflix, non ve ne vogliamo ancora così tanto. Una semplice domanda, dicevamo: ma da quando per l’Italia l’Eurovision è diventato l’evento dell’anno? Va bene il trionfo dei Maneskin della passata edizione, fu una gioia patriottica bissata poi solo dalla vittoria agli Europei di calcio. Ma da qui a dire che la manifestazione tenga “core italiano” ne passano di aperture ai Rolling Stones sotto i ponti. Se anche voi, all’interno della vostra bolla social non leggete altro che #Torino2022 e non riuscite a capire come mai la nostra nazione stia impazzendo per l’annuale sagra di Paese europea, ebbene: il disorientamento che percepite ha strenua ragione di esistere.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Eurovision Song Contest (@eurovision)

Partiamo dalle origini del Male: l’Eurovision è una kermesse che ha visto la sua prima edizione nel 1956. Di cinque anni più giovane del Festival di Sanremo, la gara canora ha assunto, di anno in anno, proporzioni sempre più esagerate per l’Europa tutta, Italia esclusa. Non che non ci avessimo partecipato con ardore, certo. Ma la partecipazione del nostro bel Paese è stata piuttosto intermittente nel corso del tempo. Un anno ci girava che sì, altri cinque, invece, che no. 

Il periodo di letargo più lungo che abbiamo osservato rispetto al sacro evento è durato ben 13 anni e si è interrotto nel 2011 con la partecipazione di Raphael Gualazzi perché quell’anno dalla centrale operativa di Sanremo, si era deciso che il vincitore della kermesse nella città dei fiori, sarebbe volato, di diritto, a cantarle all’Europa in una gara di cui, fino al giorno prima, nessuno sapeva pressoché nulla. E l’interesse medio, nell’ultimo decennio, non è che sia diventato poi così dirompente. Perfino la Rai mandava in onda la kermesse su qualche canale satellite che, ai tempi del telecomando con i tasti grandi, era questione di tecnica delle castagne riuscire a trovare. 

Ben prima dei Maneskin, ci hanno partecipato un po’ tutti: da Nina Zilli a Francesco Gabbani con la scimmia, fino a Mahmood che quest’anno ritorna in compagnia di Blanco per cercare di regalare Brividi all’Europa intera. Insieme a bici di diamanti, s’intende. Perché quest’anno le cose si fanno in grande: l’evento verrà trasmesso da Rai 1 e vedrà alla conduzione Laura Pausini, Alessandro Cattelan e Mika. Potremo così ammirare le sia le semifinali che la finalissima della competizione, prevista per il prossimo 14 maggio. 40 i Paesi a darsi battaglia sul palco del neonato Eurovillage al parco del Valentino di Torino.

20220406 152805544 9326

Come mai proprio Torino? Il capoluogo sabaudo è stato a lungo in ballottaggio con Roma, patria natia dei Maneskin e Milano, accaparrandosi per un soffio il privilegio di diventare location di questo tanto blasonato evento. Verrebbe da pensare che, metteteci pure i biglietti per la finale che vanno da 100 a 350 euro a cranio, forse non ci sia mai stata grandissima speranza in un’affluenza di massa da parte del pubblico nostrano. Ma questo lo ipotizzerebbero solo le malelingue che dopotutto siamo. 

Insomma, se proprio non riuscite a comprendere questa patriottica fibrillazione mediatica verso l’Eurovision, non siete i soli. Passerà anche questa Eurosciagura e nessuno ne Europarlerà più. Come, almeno qui da noi, è sempre stato. 

More

La cover di Vanity Fair con Mahmood e Blanco è banale: ma allora fateci vedere i membri!

di Ray Banhoff Ray Banhoff

Horror da copertina

La cover di Vanity Fair con Mahmood e Blanco è banale: ma allora fateci vedere i membri!

Morgan: “Mahmood è la caricatura di un cantante. Con Blanco dopo Sanremo servono tir di autotune”

di Grazia Sambruna Grazia Sambruna

E gli vengono i brividi, brividi

Morgan: “Mahmood è la caricatura di un cantante. Con Blanco dopo Sanremo servono tir di autotune”

Sanremo, vince la canzone più paracula (e bella) del Festival: ma Mahmood non era contrario al coming out?

di Grazia Sambruna Grazia Sambruna

I nuovi Tatu?

Sanremo, vince la canzone più paracula (e bella) del Festival: ma Mahmood non era contrario al coming out?

Tag

  • Rai
  • Alessandro Cattelan
  • Torino
  • Eurovision

Top Stories

  • Riccardo Muti asfalta i critici di Beatrice Venezi a La Fenice: “Lasciatela dirigere e poi le orchestre decideranno. Giudicarla è sgradevole”

    di Riccardo Canaletti

    Riccardo Muti asfalta i critici di Beatrice Venezi a La Fenice: “Lasciatela dirigere e poi le orchestre decideranno. Giudicarla è sgradevole”
  • La classifica dei libri più letti nel 2025 è una tragedia: tranne il Premio Strega non ci sono romanzi italiani (ma Cazzullo e Alberto Angela sì). Paolo Di Paolo: “Il libro dei giornalisti è diventato una specie di totem ingombrantissimo”

    di Riccardo Canaletti

    La classifica dei libri più letti nel 2025 è una tragedia: tranne il Premio Strega non ci sono romanzi italiani (ma Cazzullo e Alberto Angela sì). Paolo Di Paolo: “Il libro dei giornalisti è diventato una specie di totem ingombrantissimo”
  • Addio Striscia la Notizia? Dopo l'ultima puntata, possiamo dirlo: la promozione in prima serata è stata davvero il delitto perfetto di Pier Silvio Berlusconi

    di Irene Natali

    Addio Striscia la Notizia? Dopo l'ultima puntata, possiamo dirlo: la promozione in prima serata è stata davvero il delitto perfetto di Pier Silvio Berlusconi
  • Pier Silvio Berlusconi scappa dalle Olimpiadi, toglie la fiction di Gabriel Garko e piazza una turcata all'ultimo minuto: ma Canale 5 non aveva deciso di fare concorrenza alla Rai? La tv è sempre più piatta...

    di Irene Natali

    Pier Silvio Berlusconi scappa dalle Olimpiadi, toglie la fiction di Gabriel Garko e piazza una turcata all'ultimo minuto: ma Canale 5 non aveva deciso di fare concorrenza alla Rai? La tv è sempre più piatta...
  • Falsissimo, ma davvero Marina e Pier Silvio Berlusconi “hanno chiamato la Rai” per cancellare l’intervista di Corona da Giletti a Lo Stato delle cose?

    di Irene Natali

    Falsissimo, ma davvero Marina e Pier Silvio Berlusconi “hanno chiamato la Rai” per cancellare l’intervista di Corona da Giletti a Lo Stato delle cose?
  • Pucci rinuncia a Sanremo, ma non è lui il fascista: lo sono le risate all’olio di ricino di chi va ai suoi spettacoli. La finta comicità e il conformismo spacciato per libertà d’espressione

    di Gianni Miraglia

    Pucci rinuncia a Sanremo, ma non è lui il fascista: lo sono le risate all’olio di ricino di chi va ai suoi spettacoli. La finta comicità e il conformismo spacciato per libertà d’espressione

di Redazione MOW Redazione MOW

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Cara Alessandra Celentano, il siciliano è una lingua! Prenda esempio da suo zio: il “re degli ignoranti”

di Ottavio Cappellani

Cara Alessandra Celentano, il siciliano è una lingua! Prenda esempio da suo zio: il “re degli ignoranti”
Next Next

Cara Alessandra Celentano, il siciliano è una lingua! Prenda...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy