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28 maggio 2025

Ma il concerto di Elisa a San Siro è davvero a impatto zero? Coldplay e Massive Attack esempi virtuosi all’estero. E in Italia? Perché non lo fanno anche gli altri?

  • di Benedetta Minoliti Benedetta Minoliti

28 maggio 2025

Organizzare concerti davvero sostenibili è possibile? Elisa ci sta provando, con un live a San Siro alimentato a biofuel e potenziamento dei mezzi pubblici. È la prima artista italiana a farsi portavoce degli obiettivi dell’Agenda 2030 per l’ONU. E con il progetto Plantasia vuole bonificare un’ex cava con la musica e le piante…
Ma il concerto di Elisa a San Siro è davvero a impatto zero? Coldplay e Massive Attack esempi virtuosi all’estero. E in Italia? Perché non lo fanno anche gli altri?

I concerti “ecologici” sono davvero possibili? Nel concreto, senza troppi giri di parole, è davvero possibile organizzare degli eventi che siano anche sostenibili per l’ambiente? Non c’è una risposta netta, ma alcuni artisti ci stanno provando. All’estero abbiamo gli esempi di Coldplay e Massive Attack. E in Italia? C’è Elisa, che ha preso seriamente la tematica ed è la prima artista italiana a farsi portatrice per le Nazioni Unite della promozione dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. “Dobbiamo favorire il cambiamento di paradigma dall’antropocentrismo all’ecocentrismo” ha spiegato Elisa in un incontro coi giornalisti, raccontato anche da Rolling Stone, organizzato per presentare il suo concerto (sold out) del 18 giugno a San Siro a Milano. Ma, concretamente, in che modo il live della cantante sarà sostenibile? Elisa ha raccontato che il palco non sarà alimentato a diesel, ma con biocombustibile composto da materie di scarto e biomassa agricola. “Già questo permette di ridurre del 70% le emissioni” ha spiegato, aggiungendo che questo sarà il primo show alimentato a biofuel nella storia dello stadio milanese. Per quanto riguarda invece l’aspetto della mobilità, non secondario visto che si muoveranno cinquantamila persone per questo evento, Elisa ha spiegato che è stato chiesto e ottenuto dal Comune di Milano un aumento dei mezzi pubblici. Inoltre, sarà organizzata (grazie a VestiSolidale) una raccolta di indumenti usati fuori dallo stadio. “Abbiamo migliorato la raccolta differenziata, anche se non è facile cambiare le abitudini di chi ha in appalto il food & beverage dello stadio”.

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L’impegno di Elisa, però, non si è fermato qui. Visto che azzerare le emissioni è impossibile, la cantante ha lanciato il progetto del parco sonoro Plantasia con la sua Fondazione Lotus. Di cosa si tratta? Ispirato al concept ambientalista anni ‘70 Mother Earth’s Plantasia di Mort Garson, sarà finanziato da fondi pubblici e crowfunding e sorgerà a pochi chilometri da San Siro,in via Quarenghi, in un’ex cava contaminata. “L’area sarà bonificata attraverso tecniche di fitobonifica, ovvero con l’uso di specie vegetali che assorbono sostanze tossiche” ha spiegato Elisa. E poi? Dopo la bonifica verranno installati degli altoparlanti che diffonderanno musica classica. Fare un concerto totalmente sostenibile è difficilmente possibile, ma riuscire ad avvicinarsi a uno standard che sia accettabile, se non buono, è un’impresa totalmente impossibile. Elisa è la prima in Italia a provarci concretamente. Adesso toccherà anche agli altri fare la loro parte, o dare almeno un segnale.

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