Mara Maionchi non le manda a dire. La storica produttrice discografica, talent scout di leggende come Jovanotti, Zucchero e Tiziano Ferro, ha commentato senza filtri la canzone "Per sempre sì" di Sal Da Vinci, il brano con cui il cantante partenopeo ha vinto il Festival di Sanremo 2025 e ha poi rappresentato l'Italia all'Eurovision Song Contest. L'occasione è stata un'ospitata al De Core Podcast, dove Maionchi ha analizzato il pezzo con la sua consueta schiettezza, alternando elogi alla forma e stroncature al contenuto. Sul trionfo di Sal Da Vinci a Sanremo, Maionchi è stata tutto sommato d'accordo con il verdetto del pubblico, anche per motivi di contorno: "Anche io pensavo che avrebbe vinto Sanremo, era l'unica cosa precisa. Mi è piaciuto, e poi voglio dire non è che ci fossero i Beatles eh.” Il giudizio sulla canzone, però, viene fuori poco dopo, quando a distanza di qualche secondo Maionchi, incapace di trattenersi, chiosa così: “Per sempre sì… due cogli**i!” E precisa: “Sai io non amo la canzone tradizionale. Cioè, a Napoli hanno fatto delle robe meravigliose. Sal Da Vinci ha fatto una canzone tradizionale, a Sanremo c'erano delle cose carine, non sufficienti. E ha vinto.” Una nota se la concede anche per quanto riguarda l’ultimo Eurovision: “C'è della roba di mia zia, non è così moderno. Sal Da Vinci è un po' il canto all’italiana.” Full stop.
La conversazione al podcast è poi scivolata sui ricordi più belli della carriera della discografica. Su tutti, Gianna Nannini: "La cosa che mi è rimasta più nel cuore è stata la Nannini. Erano tanti anni fa, sotto tanti aspetti era una pi**a ma aveva questa comunicazione che mi piaceva molto. E poi era una donna, così rivoluzionaria. Lei all'inizio doveva sfogarsi, un giorno esce America e succede il miracolo.” Poi spazio per Mango e Tiziano Ferro: "Mi è rimasto nel cuore anche Mango, un grande cantante con un carattere un po' schivo. Ma anche Tiziano Ferro… bello, io mi son divertita anche quando dopo tanto lavoro è arrivato l'incanto del successo. Pensi anche ai soldi per carità, però la cosa che mi aiuta di più è 'avevo ragione'. Siamo tutti un po' presuntuosi, ci piace avere ragione.” Infine, come ogni intervista con una Maionchi che si rispetti, non poteva mancare una riflessione, brutalmente onesta, sulla musica contemporanea: "La musica di oggi? Continuo a sentirla sì, però sono anche diventata vecchia eh. Non capisco tutto, capisco una parte magari. Il rap? Toglie un grande impegno a chi vuole farlo: anche se non sai cantare, pazienza. Basta che racconti delle cose intelligenti. Se dici pure delle stronzate no, quello che mi sembra troppo. L'autotune? Mi dà un fastidio fisico. Chi canta deve cantare. Io preferisco la realtà. Perché se uno non è capace deve cantare?”