Suoi gli album: Mentre nessuno guarda, Stupido amore e Bromance. Di amore e altre storie abbiamo parlato a Sanremo con Mecna, al Festival per la serata delle cover insieme a Mara Sattei. Hanno scelto L'ultimo bacio di Carmen Consoli. Una performance incredibile. Ma non è l'unica volta che i due artisti hanno lavorato insieme, proprio quest'anno, infatti, è uscito il brano “Eravamo un’idea”.
“E, ti giuro, l'inverno è un posto perfetto
Perché posso piangere in pace e non fingere
E disegno tutte le case, ci vivo dentro
E disegno te che mi guardi e resti per sempre”.
(Mara Sattei feat Mecna, Eravamo un'idea)
Così gli abbiamo chiesto se ci sono, in Mecna, dei progetti e ambizioni, rimasti dentro di sé, delle idee mai concretizzate e, domanda dopo domanda, è arrivato anche il momento di evocare la dimensione collettiva (o individuale?) dell'arte, della musica. Un tempo, pare, che funzionasse così. La vita come la musica, l'arte. Ci si trovava ai tavoli di un bar e lentamente ci si ispirava. Insieme. E adesso cos’è cambiato?
L'intervista è stata realizzata prima della serata dei duetti
Mecna, sei qui per la serata delle cover con Mara Sattei. Canterete un grande classico della musica italiana: L’ultimo bacio di Carmen Consoli. Sei emozionato?
Hai detto bene: un classico. Quando Sara mi ha chiesto di fare questa cover con lei ho detto assolutamente sì, è un pezzo quasi intoccabile, identitario. Devo dire che abbiamo fatto un bel lavoro. Poi so che Carmen l'ha ascoltato e ha dato il suo benestare. So che le è piaciuto.
Secondo te che cosa rende attuale questo pezzo nonostante siano passati tanti anni? Qual è la sua forza?
Ha una scrittura molto particolare che lo rende senza tempo. L'uso di queste parole, veramente poetico. È un brano che conoscevo bene, poi l'ho riascoltato con le orecchie di adesso ed è un pezzone.
A proposito di sentimenti e di amore, nei tuoi testi torna spesso questo concetto. Oggi qual è il peso e dove si nasconde l'amore?
Io lo vedo nelle persone, ma risponderei probabilmente nella musica. Lì lo trovo sempre, anche quando negli altri si fa fatica a vederlo.
Come vi siete conosciuti tu e Mara Sattei? Cosa vi ha unito?
In realtà abbiamo collaborato, l’ho avuta nel mio disco recentemente, e poi nel suo disco che è uscito adesso. Ci siamo trovati super bene, ci conoscevamo, però io l'avevo invitata ad una serie di serate che avevo fatto a Milano, ad un evento mio che era una sorta di residenza artistica in cui facevamo per cinque sere con cinque artisti diversi dei live, con una mostra, insomma una cosa molto particolare. Per una delle serate avevo chiamato Mara Sattei, ci siamo realmente conosciuti in quel momento e ci siamo trovati subito bene. Infatti poi siamo andati in studio per dire vediamo cosa esce. Da lì è stato immediato.
Leggo che sei anche un graphic designer. Rap, musica, grafica. Come si uniscono questi linguaggi nel tuo lavoro?
Si uniscono alla perfezione perché lavoro come grafico esclusivamente per la musica. Nella grafica, soprattutto all'inizio, quando ho iniziato a lavorare nelle agenzie, c'era una parte di pensiero un po' più tecnico, però comunque era un'espressione artistica, quindi attinge sempre da lì.
Un tempo si parlava di questa unione tra artisti, di musicisti che si trovavano in un luogo e discorrevano di musica e si ispiravano tra loro. Senti che questa cosa oggi si è persa? La musica è diventata più individuale oppure no?
Penso di sì. Sono rari i momenti in cui si possono avere questi dibattiti, è tutto molto frenetico ed è anche a causa dell'evoluzione che si è avuta nella tecnologia, nella musica. Forse si fa musica un po' più da soli, anche se ovviamente c'è tanta contaminazione. Però ecco, trovarsi in un bar e iniziare a parlare di spunti creativi oppure melodie, accordi, non è impossibile, ma più raro.
Parlando di tecnologia, l'intelligenza artificiale come la vedi?
Sicuramente è una risorsa. Non ti saprei dire in quale direzione, perché comunque sta invadendo tutto ed è un po' spaventoso anche. Però sicuramente è una risorsa, quindi se sfruttata nel modo migliore potrebbe aiutare. Ma ahimè siamo umani e quindi non la useremo nella maniera migliore. Quindi andrà tutto a rotoli.
Con Mara Sattei hai realizzato un altro brano, “Eravamo un'idea”. Pensando a te da piccolo, da adolescente, cosa è rimasta un'idea mai concretizzata?
Da adolescente ho capito le mie due passioni, che erano la musica e la grafica. Forse il basket, anche se non è mai stata una mia passione, mi hanno più spinto a farlo. A quell’età sì, pensavo di poter diventare qualcuno in quell'ambito, essendo molto alto. Ma non è stato così.