Silenzio in aula, e se qualcuno ha qualcosa da dire, alzi la mano: ricorda stanze scolastiche particolarmente disciplinate, lo studio di NewsRoom, il programma d'informazione di Rai 3 condotto da Monica Maggioni. Stanze piuttosto rare e, sotto questo aspetto, analoghe a quelle televisive: a NewsRoom si parla uno per volta. Regola fondamentale per la comprensione, eppure quasi una novità rivoluzionaria negli studi televisivi, divenuti ormai teatri in cui la drammaturgia dei talk show si sviluppa articolandosi lungo una direttiva ben precisa: la sfilata degli ospiti. Ciascuno munito di un'appartenenza, la maschera di un'opinione e, al momento opportuno, un "Io l'ho lasciata parlare, non mi interrompa".
Qui poi, lo stacco è netto: il testimone al programma infatti, passa da Lo Stato delle Cose di Massimo Giletti, giornalista ben più sanguigno che non solo ha ormai virato completamente sulla cronaca nera, ma non disdegna intemerate a favore di primo piano. A questa costruzione narrativa, Monica Maggioni oppone uno stile asciutto, volto più all'approfondimento che al dibattito e - come avviene spesso, troppo spesso, in prodotti simili - all'intrattenimento. Insomma: quello che interessa a NewsRoom, è l'informazione.
Proprio dal ruolo di direttrice dell'offerta informativa, la giornalista si era dimessa alcuni mesi fa: la notizia non era stata diffudsa dall'azienda di Viale Mazzini, ma dal Corriere della Sera lo scorso agosto. Entrata in Rai con concorso nel '92, Monica Maggioni è rimasta come collaboratrice esterna, con l'obiettivo di dedicarsi alle sue trasmissioni: In mezz’ora e, appunto, NewsRoom.
Ecco allora che NewsRoom è tornato in onda, circa un mese dopo rispetto all'edizione precedente: il 21 marzo nel 2025, il 20 aprile nel 2026. E in confronto all'edizione passata, la prima puntata è partita con quasi 200mila telespettatori in più: 605mila contro i 433mila dell'anno passato, il 4,3% di share a fronte del 2,41%. Complice la complessa congiuntura politica internazionale, sebbene lontana dai risultati del collega che le ha lasciato in eredità la prima serata del lunedì, l'ex direttrice del Tg1 è ripartita con uno sguardo su I padroni del mondo, titolo di questo primo appuntamento.
Sette in totale le puntate previste, in onda fino al primo giugno.
Da Gaza in cui nessun giornalista indipendente può entrare, a Trump, Putin e Xi Jinping, la Maggioni ha portato in studio gli interventi di ospiti che, di certo non affollano i nostri schermi. Il coordinatore di Emergency a Gaza Giorgio Monti ad esempio, oppure il giurista Sabino Cassese o, ancora, Mary L. Trump, la nipote del Presidente degli Stati Uniti che, da psicologa e autrice, ha analizzato la figura del potentissimo zio come quella di un uomo incapace di essere investita da un simile potere. Il filo conduttore della puntata è stato raccontare chi prende le decisioni che influenzano le nostre vite: quanto le biografie personali contano, influiscono, nel capire le figure dei leader.
Anziché il classico tavolo o confronto, NewsRoom ha puntato così su singole interviste che, una dopo l'altra, hanno restituito il quadro complessivo delle vicende approfondite, preferendo il contesto al singolo fatto e, di conseguenza, un approccio che poco si sposa con i personalismi di molti talk show. Prediligendo insomma, la comprensione allo show. Che poi, a ben pensarci, è quello che dovrebbe fare ogni programma che ha l'ardire di proporre i suoi contenuti sotto l'etichetta dell' "informazione".