Ma davvero Lo Stato delle Cose chiude il 31 marzo? Si, ma la notizia era già nota: da quanto risulta a MOW infatti, la data era già stata ampiamente fissata e comunicata, tanto che i contratti dei collaboratori avevano come scadenza proprio il 31 marzo. Di più: da quanto risulta a MOW, il programma dovrebbe essere prolungato per altre tre puntate ad aprile, andando di fatto a coprire quasi tutto il mese.
Il talk show condotto da Massimo Giletti su Rai Tre non arriverà alla fine della stagione televisiva, ma in realtà non si tratta di una notizia inaspettata. Lo Stato delle Cose infatti, ha subito dei tagli proprio come avvenuto, e annunciato, per altri programmi d'informazione Rai, ad esempio Report e Far West: il motivo per cui, proprio durante la presentazione estiva dei palinsesti Rai, i giornalisti dell'azienda manifestavano sotto la sede di Napoli.
Certo, non si può fare a meno di pensare alla striscia di Tommaso Cerno che costerà alla Rai ben 848mila euro, così come non si può non pensare ad Alberto Angela che, al contrario, rischia di non vedere rinnovato il suo contratto. È altamente probabile che stesse pensando a questo quadro generale Massimo Giletti, quando ha commentato a Fanpage.it con un lapidario “Viva il merito”.
Il suo programma del resto, non ha certo problemi di ascolto: la puntata di lunedì 16 febbraio aveva registrato un buon 7,2%, con 1milione 102mila telespettatori, quella precedente del 9 febbraio il 6,2% e 1milione di spettatori. Dati in tendenza con l'intera stagione televisiva del talk, attestatosi comunque intorno a un pubblico da un milione di telespettatori circa.
Se Lo Stato delle Cose chiuderà il 31 marzo non è perché è andato a toccare temi controversi, perché ha dato spazio a Fabrizio Corona o altro: semplicemente perchè il budget esaurito di cui si parla, non è una decisione dell'ultimo momento.
La notizia della chiusura anticipata è stata lanciata da Domani, che ha parlato appunto di un esaurimento del budget destinato al programma: secondo la testata, le spese per la trasmissione sarebbero state mal pianificate e avrebbero costretto Giletti a fermarsi in corsa. La notizia è stata poi rilanciata da Dagospia, che si chiedeva se davvero in una Rai che spende e spande, non si trovassero due spicci per Lo Stato delle Cose.
Invece, in realtà, il taglio era già previsto: rientra in una scelta aziendale risalente a mesi fa: prima che iniziasse la stagione televisiva. Scelta che però, alla luce degli ultimi budget allocati proprio in tempi di quesito referendario, non può che stranire ancora di più le redazioni che ne sono rimaste vittime.
Nel frattempo, a proposito della striscia di Cerno su Rai 2, gli stessi giornalisti del Tg2 si sono opposti: ora dovrebbe partire in coda anziché prima dell'edizione delle 13.00, e la messa in onda dovrebbe slittare di una settimana, dal 2 al 9 marzo.