Può un concorso indetto dalla Rai essere un problema per i suoi stessi programmi? Si, se i programmi sono Report e Presa Diretta, le due trasmissioni d'inchiesta di maggior successo del servizio pubblico. Sigfrido Ranucci e Riccardo Iacona infatti, grazie all'ultima trovata di TeleMeloni, potrebbero ritrovarsi presto con la redazione fortemente ridotta o, come nel caso di Iacona, addirittura azzerata. Del resto, perché mai un collaboratore dovrebbe scegliere di rifiutare condizioni economiche migliori e la stabilità professionale? Esattamente.
A raccontare tutto, un articolo di Andrea Sparaciari su La Notizia. Partiamo dal concorso interno indetto in Rai: concorso pubblico di cui, però, solo i diretti interessati possono controllare la graduatoria cliccando “Selezione riservata a giornalisti professionisti Rai 2025”, nella sezione "lavora con noi" del sito rai.it. Cliccandoci sopra infatti, compare un banner che ricorda che solo gli utenti che hanno aderito al bando possono consultare i risultati. Nel documento che annuncia la graduatoria finale inoltre, viene specificato che “i dati relativi agli esiti dell’iniziativa Rai sono riservati e pertanto non possono essere in nessun caso diffusi scaricati o comunque utilizzati in sedi diverse da quella ufficiale. La Rai tutelerà in ogni sede le eventuali violazioni a tale esclusivo utilizzo”: si chiede dunque di tenere il segreto su qualcosa che, in realtà, non dovrebbe esserlo.
Ma veniamo ai promossi e bocciati; 127 in totale gli idonei e 34 idonei non vicitori. Tra di loro, tanti dei giornalisti che firmavano i servizi dei programmi d'inchiesta: si tratta di collaboratori che costituivano parte integrante delle redazioni. Ora però, la situazione si complica: perché tra gli idonei, solo i primi sette in graduatoria, o al massimo una quindicina, rimarrebbero a Roma.
Cosa succede? Che tutti gli altri giornalisti, qualora decidessero di firmare il nuovo contratto, verrebbero destinati alle sedi regionali. Sempre secondo quanto scrive La Notizia, Report si ritroverebbe con ben cinque collaboratori a rischio; ancora più grave la situazione per Presa Diretta, dove questo rischio si estende a tutti i cronisti di Iacona. Le due trasmissioni di inchiesta di Rai 3 si troverebbero così in forte dfficoltà: non solo perché perderebbero giornalisti fidati il cui lavoro nel programma è ampiamente consolidato, ma anche perché dovrebbero ricostruire la loro squadra.
Nel frattempo, pare che le modalità di selezione non abbiano soddisfatto nemmeno qualcuno dell' UniRai: all'interno del sindacato di destra ci sarebbero malumori perché si sarebbe dovuta privilegiare la pratica rispetto al curriculum, principio che non sarebbe risultato in linea con gli assunnti.