image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Mowida
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • mowida
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

9 maggio 2021

Noi, i Ragazzi dello Zoo di Berlino:
non basta David Bowie (in cover)
per essere una buona serie

  • di Damiano Panattoni Damiano Panattoni

9 maggio 2021

Dov'è la rabbia e la disperazione di Christiane F.? Dov'è il disgusto e la paura? Dov'è l'incubo reale dell'eroina? Nello show di Prime Video in otto puntate manca il senso assoluto di ciò che è stata una storia tanto drammatica quanto generazionale
Noi, i Ragazzi dello Zoo di Berlino: non basta David Bowie (in cover) per essere una buona serie

E subito giù durissimi: ma avevamo davvero bisogno di una nuova versione de Noi, i Ragazzi dello Zoo di Berlino? La risposta, in questo caso sibillina, non lascia spazio ai dubbi: no. Perché no? Lo spieghiamo subito. In un mondo in cui la serialità ha il dominio incontrastato del mercato, imponendo standard altissimi, il remake sotto forma di serie tv (che trovate su Amazon Prime Video), avrebbe dovuto quanto meno ripercorrere le sfumature del film di Uli Edel, datato '81, tratto a sua volta dall'omonimo romanzo di K. Hermann e di H. Rieck. Dramma, disperazione, l'oscurità della prostituzione e il tunnel senza uscita della tossicodipendenza giovanile da eroina. Il tutto, sotto la cappa grigia della Berlino Ovest. Ecco, nella serie tedesca in otto episodi, tutto questo è solo abbozzato e profondamente edulcorato, in funzione di una narrazione che tenta di rileggere in chiave moderna (sic!) la storia di Christiane F. e del suo gruppo del Bahnhof Zoo (che è una stazione, e non lo zoo...).

20210509 114632114 6807
Christiane F. in Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino

Il plot, dunque, prova a (ri)portarci in una strana Berlino, nelle notti che suonano la techno e l'underground, facendoci conoscere questa banda di teenager tormentata e decontestualizzata, interessata solo a fare festa consumando la vita il più velocemente possibile. Poi, scopriamo che dietro al disagio (molto confuso, molto superficiale) ci sono le tematiche più classiche: assenza dei genitori, assenza di una figura chiave, assenza di un lucido ideale. Ed è proprio qui che la nuova versione spreca la possibilità di essere rilevante: non si può confrontare la disperazione e la rabbia della vera Christiane F. con questa che invece è glamour, affascinante (e qui citiamo la brava e giovane protagonista, Jana McKinnon) e contemporanea. Già, perché il romanzo e il film di Edel facevano leva sul passaggio tra gli Anni Settanta e Ottanta, mentre nello show di Prime non c'è una vera traccia temporale. È oggi? È ieri? È domani? La messa in scena non aiuta, tentando di strizzare quanto più l'occhio verso il pubblico young adult, che – strano ma per fortuna vero – sa riconoscere perfettamente quando viene preso in giro (come in questo caso) o quando viene reputato intelligente (vedi Skam, vedi Baby).

Ah, dimenticavamo ciò che vi stavate chiedendo dall'inizio: ma c'è David Bowie? Eh... senza fare spoiler, torniamo ancora nel 1981 e sottolineiamo quanto il Duca Bianco era l'elemento fondamentale per il film e per l'evoluzione di Christiane F., essendo protagonista con Low, Heroes, Station to Station e il folgorante “Periodo Berlinese”. Qui, un po' come per l'arco temporale, è tutto mischiato, compresa la soundtrack di Bowie che, furbescamente, mischia i più grandi successi, facendoceli ascoltare pure in versione cover. Starman, Modern Love, Changes. E sì, c'è anche Heroes, ma in un arrangiamento onirico che – improvvisamente – diventa Chandelier di Sia (ma cantata da Damien Rice...). Il risultato, in questo caso, non è affatto male, ma che – ancora una volta – stride con il titolo voluto dare alla serie.

More

Miguel Gobbo Diaz: «Se uno ti fa notare il colore della pelle è un suo problema, non il tuo»

di Damiano Panattoni Damiano Panattoni

PERSONAGGI

Miguel Gobbo Diaz: «Se uno ti fa notare il colore della pelle è un suo problema, non il tuo»

Lars Von Trier, i 65 anni del regista che ha dato forma ai nostri incubi peggiori

di Maria Eleonora Mollard Maria Eleonora Mollard

Cinema

Lars Von Trier, i 65 anni del regista che ha dato forma ai nostri incubi peggiori

Il cinema civile? Oggi ha per protagonista un polpo e la sua saggezza (che ci riempie l'anima)

di Giada Tommei Giada Tommei

Cinema

Il cinema civile? Oggi ha per protagonista un polpo e la sua saggezza (che ci riempie l'anima)

Tag

  • noi i ragazzi dello zoo di berlino
  • Cinema

Top Stories

  • Dio protegga Alberto Angela, visto che la Rai non lo fa. La puntata in piano sequenza su Versailles è una dimostrazione di talento, cultura e spiega al governo cos’è la vera tradizione

    di Riccardo Canaletti

    Dio protegga Alberto Angela, visto che la Rai non lo fa. La puntata in piano sequenza su Versailles è una dimostrazione di talento, cultura e spiega al governo cos’è la vera tradizione
  • Beatrice Venezi, quello che avevamo scoperto e ora è ufficiale (e l’orchestra insorge)

    di Riccardo Canaletti

    Beatrice Venezi, quello che avevamo scoperto e ora è ufficiale (e l’orchestra insorge)
  • Nino Frassica asfalta Valeria Marini dopo l’imitazione a Sanremo: lei pretende delle scuse ma lui le ricorda quando rideva in diretta a “Che tempo che fa”

    di Marika Costarelli

    Nino Frassica asfalta Valeria Marini dopo l’imitazione a Sanremo: lei pretende delle scuse ma lui le ricorda quando rideva in diretta a “Che tempo che fa”
  • Aldo Grasso asfalta Stefano De Martino: “Un animatore per feste a domicilio. Il suo è il più grande salto di carriera fatto in Rai”

    di Irene Natali

    Aldo Grasso asfalta Stefano De Martino: “Un animatore per feste a domicilio. Il suo è il più grande salto di carriera fatto in Rai”
  • Le femministe indignate per la vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo: “Se non sarà per sempre sì, sei autorizzato ad ucciderla?”. No, non è uno scherzo. Il meme che diventa realtà

    di Marika Costarelli

    Le femministe indignate per la vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo: “Se non sarà per sempre sì, sei autorizzato ad ucciderla?”. No, non è uno scherzo. Il meme che diventa realtà
  • Che figura di mer*a! La Rai aveva licenziato il caporedattore di Rai Sport per un’email ma ora deve sborsare 200 mila euro perché fu una decisione illegittima

    di Irene Natali

    Che figura di mer*a! La Rai aveva licenziato il caporedattore di Rai Sport per un’email ma ora deve sborsare 200 mila euro perché fu una decisione illegittima

di Damiano Panattoni Damiano Panattoni

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Elogio del Televideo, sempre uguale mentre tutto cambia

di Alessandro Mannucci

Elogio del Televideo, sempre uguale mentre tutto cambia
Next Next

Elogio del Televideo, sempre uguale mentre tutto cambia

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy