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15 maggio 2023

Ok, ma che caz*o c’entrano
Fazio e la Littizzetto con la rurale
programmazione di Discovery?

  • di Ottavio Cappellani Ottavio Cappellani

15 maggio 2023

Il pubblico di riferimento del pacchetto Discovery ama scenari rurali e “irriflessivi”, quelli che se ne vanno a vivere nei boschi lontano dalla civiltà, o addirittura in Alaska. Adora i camionisti che percorrono i tratti più isolati e pericolosi, i cacciatori di bigfoot, i customizzatori di automobili o di moto, la famigliola con la figlia bellissima che vendono armi, quelli che lasciano la città e decidono di mettere su una fattoria, i rigattieri che raccolgono cianfrusaglie nei fienili abbandonati. Per cui la domanda sorge spontanea: come si scontreranno Fazio e Littizzetto con questo mondo?
Ok, ma che caz*o c’entrano Fazio e la Littizzetto con la rurale programmazione di Discovery?

Tutti a chiedersi come farà la Rai senza Fabio Fazio e nessuno pensa a come faranno gli spettatori di Discovery con Fabio Fazio. Mi spiego. Che Tempo Che Fa è una ottima rilettura dei “late night talk-show” americani, da David Lettermann a Stephen Colbert (ma anche a Jimmy Fallon), in cui si intrecciano ironia e cultura e riflessivismo e il cui pubblico di riferimento è il newyorkese “liberal” e “democrat”, oltre a tutti coloro che a quel modello di riferimento aspirano pur abitando altrove, “wannabe” non newyorkesi, molto spesso del Mid-West. Poi esiste un altro pubblico televisivo: quello dei cosiddetti “redneck” (stati del Sud) principalmente, detti appunto “collo rosso” perché bruciato dal sole dopo intere giornate sui trattori, o Hillbilly (abitanti soprattutto degli Appalachi), che l’immaginario (ma anche la realtà) vuole distillatori abusivi di moonshiner. Siamo dalle parti insomma di “Non aprite quella porta” e “Un tranquillo weekend di paura”.  Ecco, immaginate che in una strada polverosa, in una stazione di servizio rattoppata, con l’insegna che cigola (se l’insegna non cigola non vale), arrivino, su un pick-up sgangherato, Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Nel silenzio rotto solo dal rumore della polvere sollevata da un vento secco, si avvicina il proprietario della stazione di servizio con la salopette impregnata di grasso, il berretto con una qualche marca di olio motore per macchinari agricoli, sdentato, che dopo avere sputato per terra dice ai due: “Dovunque dobbiate andare su questa strada, non andateci. Si raccontano cose strane”

Fabio Fazio e Luciana Littizzetto

E sì, perché il pubblico di riferimento del pacchetto Discovery (io, sono senz’altro io) ama questi scenari rurali e “irriflessivi”, ama quelli che se ne vanno a vivere nei boschi lontano dalla civiltà, o addirittura in Alaska, ama i camionisti che percorrono i tratti più isolati e pericolosi, adorano (io, io) i cacciatori di bigfoot, i customizzatori di automobili o di moto, amano la famigliola con la figlia bellissima, Paige Wyatt, che vendono armi – cercatela - (lei che impugna una Smith & Wesson calibro 50 è un’icona), amano quelli che lasciano la città e decidono di mettere su una fattoria, adorano i rigattieri che raccolgono cianfrusaglie nei fienili abbandonati. Certo, La Nove è l’ammiraglia del pacchetto Discovery, ma anche lì non mancano i contadini che cercano moglie. Come si scontreranno questi due mondi?

Fabio Fazio e Luciana Littizzetto

Probabilmente non si scontreranno né si incontreranno, La Nove ha già programmi riflessivi e liberal. Epperò, in un mondo che cambia, a me piacerebbe che Fazio e Littizzetto, al posto di fare inversione a U (U-Turn, altra bellissima serie di film su Hillbilly incestuosi e cannibali), proseguissero su quella strada, con il gestore della stazione di servizio che sputa di nuovo per terra, si pulisce le mani con uno straccio lurido, fa “no” con la testa, e li lascia al proprio destino.
Fazio e Littizzetto vanno a vivere nel bosco. Che accadrà?

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