Nella sua puntata d'esordio, Striscia la Notizia ha seguito l'esempio di Fuori dal Coro: nel corso della serata infatti, è andato in onda un servizio riguardante il tema delle case occupate. Realizzato da Francesco Mazza, il servizio è stato in realtà realizzato in Spagna: l'inviato di Striscia infatti, è volato a Madrid per mostrare il fenomeno dei "desokupas", i gruppi privati chiamati dai cittadini a sgomberare le case.
Il servizio viene introdotto spiegando che il fenomeno dell'abusivismo è molto diffuso e che le leggi per contrastarlo ci sono, ma è l'applicazione che risulta tardiva; per questo motivo, visto che anche lì le occupazioni sono una "vera piaga", Mazza è andato in terra iberica. Lì infatti, la situazione sarebbe molto simile a quella del Belpaese per via dell'applicazione lenta della legge.
Per questo motivo, sui social sono comparsi personaggi “molto particolari”. Poi il montaggio li mostra questi personaggi: energumeni tatuatissimi che sostengono di “mediar” ma poi, quando pensano che la telecamera sia spenta, se la ridono dicendo di essere in possesso di molte magliette sporche di sangue. Il riferimento è alle persone pestate: durante il servizio infatti, consci di essere seguti dall'inviato, li vediamo svolgere la pratica in maniera pulita, cioè limitandosi a seguire gli occupanti in strada e parlarci, anche se in maniera minacciosa.
Ma chi sono questi “desokupas”? Come spiega l'inviato di Striscia, si tratta di individui riuniti in una miriade di società private che, su chiamata, intervengono per liberare un immobile. Se la legge impiega tempo per restituire al legittimo proprietario il suo appartamento, ci pensano loro: un business che va da 1500 a 5mila euro a chiamata, a seconda del tipo di intervento. Un business più che redditizio, niente che abbia a che vedere con le istituzioni e che, altrettanto, poco ha a che vedere con la legge.
I "desokupas" infatti sono un fenomeno divenuto popolare, ma al limite della legalità: i tempi lunghi della burocrazia, hanno fatto sì che molti li ritengano l'unica alternativa reale per far valere il proprio diritto alla proprietà privata. In qualsiasi modo.
La capostipite è stata Desokupa, una società spagnola fondata da Daniel Esteve nel 2016. Col tempo il suo leader è diventato un vero e proprio influencer, e oggi non è raro vederlo alla tv, fondendo affari e politica. Nel servizio di Striscia non viene menzionato, ma questi gruppi sono vicini Vox, formati in gran parte da buttafuori, ex detenuti, militanti di organizzazioni nazi-iberiche: a vederli comunque, il dubbio era venuto.
Spacciandosi quindi per tutori della legge, nonostante agiscano senza alcuna autorizzazione giudiziaria, col tempo il fenomeno si è espanso e oltre Desokupa sono nate altre aziende simili che riscuotono la simpatia di molti spagnoli e, in generale, i loro membri sono chiamati appunto “desokupas” o “anti-okupas”.
I "desokupas" sono la deriva di uno Stato in cui i cittadini non si sentono tutelati. La contraddizione è evidente: ma davvero la soluzione alle storture, anziché la legge, possono essere dei tizi che si vantano di avere un sacco di magliette sporche di sangue?
Il servizio di Striscia questo non se lo chiede, ma pone un'altra questione: essendo la situazione spagnola e quella italiana molto simili, questa deriva è un rischio che rischiamo di correre.