Un delitto perfetto: solo così, pescando dalla semantica del crimine, si può spiegare il ritorno di Striscia la Notizia su Canale 5. Prendendo la linea da Gerry Scotti infatti, dopo sette mesi il programma ha trovato spazio in palinsesto in prima serata: una collocazione che è stata, in fin dei conti, l'unica novità dell'edizione appena iniziata.
Antonio Ricci ha mostrato i muscoli, portando sullo schermo una Striscia la Notizia in versione potenziata: riprendendo gli stilemi della trasmissione e della sua produzione televisiva. Del resto, dato che secondo il suo autore Striscia sarebbe il programma “più giovane, più moderno e più sul pezzo che si possa vedere in televisione”, perché tentare di svecchiarla? Al contrario, Ricci ha provato a riaffermarla mettendo in campo i suoi elementi caratterizzanti: i conduttori storici Greggio e Iacchetti, i servizi degli inviati di sempre, la consegna del Tapiro, le imitazioni di Dario Ballantini (trasformato nel Presidente Mattarella), i cartelli di Cristiano Militello, la rubrica de I Nuovi Mostri e le veline, che stavolta sono diventate persino sei. Ai grandi classici, si sono poi aggiunti vari amici di Striscia: Fiorello come destinatario del Tapiro, Maria De Filippi nel ruolo di inviata con Tina Cipollari e Giovannino, Alex Del Piero ospite in studio, Roberta Bruzzone che si parodizza nello sketch di Striscia Criminale. Ma si è trattato, appunto, di innesti che si sono aggiunti a un programma rimasto pressoché immutato: solite risate finte, solita atmosfera anni '90; la sensazione che il meccanismo fosse ormai inceppato. Che quello che veniva percepito come irriverente in passato, nella contemporaneità si tinge di nostalgia.
La puntata si sarebbe potuta salvare con un servizio forte: uno spreco o una truffa importante, come Striscia ne ha smascherati altri in passato. Un servizio che avrebbe garantito eco nelle ore a seguire; ma siccome contenuti di questo genere non sono così ovvi da scovare, il programma è rimasto sguarnito di un'ancora di salvezza. Il servizio di Luca Abete sui cantanti neomelodici che inneggiano alla criminalità ad esempio, il più interessante della serata, non aveva l'impatto necessario per diventare trend o argomento di dibattito. Così come non ce l'aveva la menzione a Corona e Signorini durante la consegna del Tapiro a Fiorello, montata con tanto di Lele Mora che parla di “bomboloni” nella serie Io Sono Notizia.
Per l'occasione di questo chiacchierato ritorno, Mediaset ha tolto dal giovedì Forbidden Fruit, una delle tante turcate che ci propina in prima serata come fossero produzioni che la valgono. Poi ha messo Striscia che, in questo modo, se l'è dovuta vedere con Don Matteo, Splendida Cornice e MasterChef: una serata affollatissima. Una collocazione ad alto rischio flop, poco adatta a preservare un prodotto che si vuole promuovere; senza dimenticare il fattore soldi, dato che la turcata tiene botta in economia, mentre Striscia ha certamente altri costi.
Il motivo per cui Striscia è stata sospesa, sono gli ascolti: in prime time durava un'ora circa, e i telespettatori erano pochi rispetto alla concorrenza. Perciò quale poteva essere la soluzione secondo Ricci? Prendere lo stesso format senza ripensarlo e allungarlo a due ore e mezza, ovviamente. E qui veniamo al delitto perfetto: perché in una simile collocazione, con questi presupposti, sarebbe stata solo questione di tempo. Lo conosciamo bene, il papà di Striscia: Antonio Ricci lotta duro, ma non avrebbe mai messo in discussione la sua creatura. .A questo punto perciò, era chiaro che Striscia sarebbe implosa su se stessa: su un passato glorioso di programma rivoluzionario che, però, non accetta cambiamenti né di concludere il proprio corso.
Solo che Antonio Ricci non molla e, contro ogni pronostico, arriva il colpo di scena: alla fine, debutta al 18,6% con 2milioni 783mila spettatori. Meglio del previsto, considerando quello che abbiamo visto. Ora la questione è la tenuta: come si comporterà Striscia alla seconda puntata, svanita la curiosità iniziale?
Il delitto perfetto a Mediaset si è consumato: la vittima però, rifiuta ancora di morire.