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13 maggio 2023

Perché Marco Mengoni non ripete la vittoria dei Måneskin all'Eurovision

  • di Maria Francesca Troisi Maria Francesca Troisi

13 maggio 2023

#ESCita. Alla finalissima, il super sfavorito Mengoni prova a riportarci sul tetto d’Europa. Ma l'effetto Måneskin è ben lontano: colpa della canzone?
Perché Marco Mengoni non ripete la vittoria dei Måneskin all'Eurovision

#ESCita. Che si sappia, l'Euro-sagra non ci merita. Noi almeno ci abbiamo mandato quello bravo, Marco Mengoni, vincitore in carica dell'altro Festival (Sanremo), seppure sfavorito in ogni luogo e in ogni lago. Com'è? Per assurdo, c'è chi considera la kermesse ancora una gara di canzoni. In teoria, il più importante concorso canoro d'Europa. Vedi i Paesi dell'Est, non se ne perdono neanche un secondo, manco fosse la finale di Champions. Invece? Musicalmente un circo, che ve lo dico a fare, “triste triste triste”, a citare l'annoiata (più di noi) Mara Maionchi.

Si dirà, evidentemente altrove piace questa roba qua, e considerando che noi definiamo Wax (nome) di Amici (cognome) un artista (sic) non ci sarebbe da meravigliarsi. Vale a dire, a ognuno le sue carnevalate. Si dirà (ancora), una volta hanno vinto i Måneskin. Una volta, appunto. Momento storico più unico che raro, come il Napoli che vince il campionato. Ma qui, in territorio Euro, manca un Inter alla rivalsa.

Eurovision Mengoni
Eurovision Mengoni

Ricapitolando, in epoca recente nessuno ha saputo sfruttare la manifestazione come gli ex XFactor. Una combinazione di elementi che hanno un precedente: la vittoria degli Abba nel 1974. Quasi cinquant'anni dopo, infatti. Cosa accade, tempo un paio di giorni da Rotterdam, la band di Roma si ritrova ai vertici delle classifiche internazionali. Sì, con una cover, quella dei Four Seasons, ma uguale, la curiosità estera è tanta.

Merito della canzone vittoriosa, Zitti e buoni. Merito del look provocante che fa pendant col carisma di Damiano e compagni (innegabile). Merito dello staff. Merito delle mille polemiche (ouì). Difficile ipotizzare un bis.

Mengoni Eurovision

L'essenziale? Ronciglione non lo temono, malgrado le abbia tutte: voce, intensità, emozione e presenza scenica. Vuoi anche un pezzo di pettorale, se avanza? Tant'è, Due vite a Liverpool non scalda. Non a caso Cecchetto-profeta ipotizzava una débâcle, non certo per demerito del portabandiera, ma per demerito (artistico) dell'Euro-sagra (e anche per repertorio poco internazionale del nostro, diciamolo). Ma attention, a Mengoni resta l'ovazione di critica, stadi sold out e una foto (ricordo) con Imagine - Mahmood. #ESCila.

Mengoni e Mahmood all'ESC
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