Metti la turcata, togli la turcata: se su Rai 1 va in onda la Cerimonia di apertura delle Olimpiadi, la metti. Cerchi di salvare la seconda puntata di Colpa dei Sensi, la serie con Gabriel Garko e Anna Safroncik diretta da Simona Izzo e Ricky Tognazzi che ha debuttato venerdì 30 gennaio; al suo posto ben 4 episodi della dizi Io sono Farah. E così, si aggiunge un altro capitolo alla storia della programmazione ballerina di Canale 5.
Il gioco è semplice: salvare i propri prodotti di punta dal calo degli ascolti, facilmente prevedibile davanti a un evento di portata internazionale qual è l'inaugurazione dei giochi invernali di Milano e Cortina. Così, per mettere al riparo una fiction prodotta da RTI, si ricorre a una serata tappabuchi con una delle tante serie turche che l'azienda ha acquistato. Col risultato di disorientare gli spettatori di entrambi i prodotti: Io sono Farah infatti, è stata inserita in questa nuova collocazione con pochissimo preavviso, spuntando fuori al venerdì sera all'improvviso. Di contro, Colpa dei Sensi prenderà il suo posto, spostandosi a martedì 10 febbraio.
Il palinsesto ballerino di Canale 5 colpisce ancora: citando solo i primi titoli che ci vengono in mente, è successo con L'Isola dei Famosi, con il Grande Fratello, con la serie turca Tradimento, finita in prima serata al venerdì, alla domenica, sospesa e tornata. Sulla rete ammiraglia Mediaset, una consuetudine che toglie continuità e incrina il rapporto di fiducia con i telespettatori. Ma anche la spia che Canale 5 fa fatica in prima serata, perché al momento, Canale 5 ha un'unica costante: La Ruota della Fortuna, talvolta persino allungata a prendersi pure l'intera prima serata (che comunque ha fagocitato, impadronendosi dell'access fino alle 22.00). Finora, l'unico vero guanto di sfida lanciato alla Rai.
Pier Silvio Berlusconi aveva lasciato intendere di voler fare concorrenza alla Rai, ma al momento il proposito sembra essere soltanto, appunto, un proposito.
Pensare una programmazione che non mandi a sbattere i propri titoli contro le corazzate dell'azienda rivale, non è certo qualcosa di nuovo: è la tv che rinuncia ad essere competitiva, con la consueguenza che l'offerta si appiattisce su se stessa. Nel caso di Canale 5 però siamo oltre: siamo davanti a una rete che sventola bandiera bianca, mostrando ripetutamente il fianco scoperto. Il palinsesto ballerino di Canale 5 è un segno di debolezza che non solo si ripete, ma finisce per ripercuotersi su quegli stessi prodotti che vorrebbe preservare: come creare un'abitudine di consumo, se il prodotto cambia collocazione da una settimana all'altra.
Tra l'altro, rimane scoperta un'altra questione: ma i prodotti di punta di una rete, non servirebbero proprio quando l'azienda rivale tira fuori i suoi?