image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Mowida
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • mowida
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

10 aprile 2022

Placebo, il nuovo disco “Never let me go” è un continuo schiaffo in faccia

  • di Leonardo Masi Leonardo Masi

10 aprile 2022

A nove anni dall'ultimo album, Brian Molko e soci sono tornati e sì, hanno ancora qualcosa da dire. La band sputa in faccia alle favole e canta i demoni da cui siamo posseduti, senza piagnistei
Placebo, il nuovo disco “Never let me go” è un continuo schiaffo in faccia

Dei Placebo ci eravamo quasi dimenticati. Nove anni dall’ultimo album, più di vent’anni di carriera alle spalle, chiusi nelle gabbie di un rock ormai fuori mercato se non per gli irriducibili sempre noti, e se la band britannica appartenga a questa schiera ne potremmo discutere. E che i Placebo non siano i Radiohead quanto a sperimentazione musicale è lapalissiano: c’erano tutte le basi e condizioni per ripetermi ad oltranza che “Never Let me go” (uscito il 25 marzo) sarebbe stato un album divisivo, della serie “o la va o la spacca”. Erano già pronte le etichette da appiccicare sulla copertina: “Placebo finiti”, “fanno sempre la stessa roba”, “non hanno più niente da dire”.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da OFFICIAL PLACEBO INSTAGRAM. (@placeboworld)

Sono un tipo prevenuto di mio, questo è certo, ma “Beautiful James”, il primo singolo dell’album aveva assecondato i miei pregiudizi: canzone un po’ semplice, drittona, con qualche tastiera stile 80, ma a livello vocale il solito Brian Molko che gioca sempre sulle stesse linee vocali. Insomma, i Placebo, sì, ma niente di nuovo. Però i veri artisti hanno questa dote: più li rumini, più emergono nuovi connotati e più ti immergono in spazi apparentemente già sondati, ma che rivelano un abisso di suggestioni. Nell’ascolto di quest’ultimo album ti esponi ad uno schiaffo continuo, fatto di un rock esplosivo e allucinato, un’elettronica dissonante dai tratti metallici, e soprattutto testi dritti al punto, senza rigiri di parole, che sputano in faccia alla favola.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da OFFICIAL PLACEBO INSTAGRAM. (@placeboworld)

Nessuna rivoluzione di stile, certo, ma Molko ci parla di noi, delle nostre vite disperse nell’immagine (“a joke is another way of telling the truth”), fatte di sovraesposizione (“I am sorrounded by spies”, “I’ve been visible too long”), di paranoie e circoli viziosi (“the search of meaning is killing me”). Il rock dei Placebo può ancora parlarci di perdizione senza essere lagnoso, in barba all’egemonia del mito rapper tutta finzione che si vanta della strada e dei vizi annessi: Molko ci mostra che le “medicine” tanto ostentate dal nostro mondo iperattivo e fittizio sono solo il riempimento mal digerito di un’assenza (come ascoltiamo in “Happy birthday in the sky”). Ma non ci impanichiamo troppo, perché tutto ciò che abbiamo creato e che adesso odiamo, i demoni da cui siamo posseduti, possono dissolversi in un cambio di rotta (“a change of enviroment”), una liberazione che è assieme sparizione e riscoperta di un sé autentico e vero. Senza critiche moraleggianti né speranze messianiche, i Placebo sono politici senza disvelarlo troppo, sono fedeli al proprio stile ma senza scadere nella ripetizione dei soliti schemi.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da OFFICIAL PLACEBO INSTAGRAM. (@placeboworld)

Il mantra con cui ci ammantiamo nel mondo della cultura e della musica da anni è quello dell’originalità. Più passa il tempo più ci aspettiamo da una band o un artista quel surplus di novità che colpisce l’orecchio e smuove l’animo in un colpo solo: qualcosa di non riducibile ai lavori passati, uno stacco che sproni senza necessariamente toccare l’apice di una rivoluzione. D’altro canto, ci sono il pop e il mainstream dietro l’angolo sempre in agguato, e il dito della critica è un fucile puntato.
I Placebo non strizzano l’occhio a nessuno, invecchiano e continuano a parlare dei nostri disagi esistenziali, senza esaltazioni né pessimismi. Non è certo il genere che conta, ma la capacità di parlare alle nostre vite e darne un senso. Niente a che vedere con le dispense di confettini mielosi o gli incitamenti alla perversione che ormai riempiono la nostra cultura (e la nostra musica) dell’immagine. Meno stories e più parole. Con buona pace dei necrofori del rock.

More

La droga aiuta la creatività? No, ma da Platone a Taylor Hawkins (e i trapper) continuiamo a crederlo. Il perché ce lo spiega Fabio Cantelli

di Maria Francesca Troisi Maria Francesca Troisi

Intervista a Fabio Cantelli

La droga aiuta la creatività? No, ma da Platone a Taylor Hawkins (e i trapper) continuiamo a crederlo. Il perché ce lo spiega Fabio Cantelli

Da quanti anni Manuel Agnelli scatarra su tutti? Tanti! Auguri al cannibale del rock

di Michele Monina Michele Monina

Ave regina

Da quanti anni Manuel Agnelli scatarra su tutti? Tanti! Auguri al cannibale del rock

Vasco, i 70 anni e i mille volti del rock: da outsider a capopopolo, fino al Dio laico che officia messa negli stadi

di Michele Monina Michele Monina

Ma cosa vuoi che sia... un compleanno

Vasco, i 70 anni e i mille volti del rock: da outsider a capopopolo, fino al Dio laico che officia messa negli stadi

Tag

  • Disco
  • recensione
  • Rock
  • critica musicale

Top Stories

  • L’ultima bomba di Corona che anticipa il tema della nuova puntata di “Falsissimo”: “Lunedì pubblico le foto di Ilary di quando aveva 17 anni e veniva nel mio ufficio a chiedermi di diventare famosa”

    di Marika Costarelli

    L’ultima bomba di Corona che anticipa il tema della nuova puntata di “Falsissimo”: “Lunedì pubblico le foto di Ilary di quando aveva 17 anni e veniva nel mio ufficio a chiedermi di diventare famosa”
  • Dio protegga Alberto Angela, visto che la Rai non lo fa. La puntata in piano sequenza su Versailles è una dimostrazione di talento, cultura e spiega al governo cos’è la vera tradizione

    di Riccardo Canaletti

    Dio protegga Alberto Angela, visto che la Rai non lo fa. La puntata in piano sequenza su Versailles è una dimostrazione di talento, cultura e spiega al governo cos’è la vera tradizione
  • Beatrice Venezi, quello che avevamo scoperto e ora è ufficiale (e l’orchestra insorge)

    di Riccardo Canaletti

    Beatrice Venezi, quello che avevamo scoperto e ora è ufficiale (e l’orchestra insorge)
  • Nino Frassica asfalta Valeria Marini dopo l’imitazione a Sanremo: lei pretende delle scuse ma lui le ricorda quando rideva in diretta a “Che tempo che fa”

    di Marika Costarelli

    Nino Frassica asfalta Valeria Marini dopo l’imitazione a Sanremo: lei pretende delle scuse ma lui le ricorda quando rideva in diretta a “Che tempo che fa”
  • Aldo Grasso asfalta Stefano De Martino: “Un animatore per feste a domicilio. Il suo è il più grande salto di carriera fatto in Rai”

    di Irene Natali

    Aldo Grasso asfalta Stefano De Martino: “Un animatore per feste a domicilio. Il suo è il più grande salto di carriera fatto in Rai”
  • Le femministe indignate per la vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo: “Se non sarà per sempre sì, sei autorizzato ad ucciderla?”. No, non è uno scherzo. Il meme che diventa realtà

    di Marika Costarelli

    Le femministe indignate per la vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo: “Se non sarà per sempre sì, sei autorizzato ad ucciderla?”. No, non è uno scherzo. Il meme che diventa realtà

di Leonardo Masi Leonardo Masi

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Montanini: “Will Smith? Impotente. Chris Rock? Il comico è come Cristo. Le femministe? Le peggiori rivali della donna. Michela Giraud? Non facciamo lo stesso mestiere”

di Maria Eleonora Mollard

Montanini: “Will Smith? Impotente. Chris Rock? Il comico è come Cristo. Le femministe? Le peggiori rivali della donna. Michela Giraud? Non facciamo lo stesso mestiere”
Next Next

Montanini: “Will Smith? Impotente. Chris Rock? Il comico è...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy