Anche quest'anno dopo il successo delle prime quattro edizioni Libero Produzioni con Marco Falorni e Andrea Frassoni, rispettivamente produttore e autore degli ultimi programmi di Funari, e la Fondazione Carnevale di Viareggio torneranno a rendere omaggio a Gianfranco Funari. Uno dei personaggi più carnevaleschi del piccolo schermo, per il suo essere goliardico, popolare e caotico. Giovedì 12 febbraio si terrà quindi la quinta edizione del “Premio Gianfranco Funari – Giornalaio dell'anno”. Dove giornalaio assume un'accezione ironica e positiva e i tre premiati si uniranno al parterre d'eccezione che negli scorsi anni ha già ricevuto il riconoscimento: Antonio Ricci, Barbara d’Urso, Fiorello, Serena Bortone, Diego “Zoro” Bianchi, David Parenzo, Mauro Corona. Protagonisti dello spettacolo e dell'informazione, proprio come lo fu Gianfranco Funari. La commissione è composta da professionisti, collaboratori e amici che negli anni hanno affiancato Funari: la moglie Morena Zapparoli Funari, i giornalisti Gianni Barbacetto, Francesco Specchia, Marco Falorni e Andrea Frassoni. Ecco chi saranno i tre premiati dell'edizione di quest'anno:
I vincitori del Premio Funari 2026
Prima della tradizionale sfilata dei carri al carnevale di Viareggio verranno premiati Carlo Freccero, Francesca Pascale e Germano Lanzoni come “Giornalai dell'anno”.
Carlo Freccero non ha bisogno di presentazioni, un maestro della tv, direttore di rete in Italia e in Francia, a Rai e a Mediaset. Ha attraversato i tempi e le reti, sempre con grande successo, senza rinunciare all’innovazione e alla sperimentazione, dimostrando di saper di anticipare i cambiamenti culturali, i linguaggi e i desideri del pubblico. Negli anni '90 ha affiancato proprio Gianfranco Funari, e come due partners in crime con il programma Mezzogiorno Italiano, hanno cavalcato l'onda di Tangentopoli portando la piazza in tv, lasciando sullo schermo effetti e cambiamenti visibili ancora oggi.
Francesca Pascale, con la sua svolta da attivista a favore della comunità LGBTQ+, negli ultimi anni si è rivelata una polemista di razza, una voce indipendente e provocatoria capace di denunciare le ipocrisie sociali con personalità e libertà di pensiero. Proprio come Gianfranco Funari.
Infine Germano Lanzoni, meglio noto come “Il Milanese Imbruttito”, incarna la caricatura dell'archetipo dell'uomo d'affari milanese, ossessionato da fatturato e produttività. I tic e le manie di una delle città più care a Gianfranco Funari, che al Derby Club ha fatto i suoi esordi e a Milano ha trovato una patria d'adozione.
A margine come sempre ci saranno workshop per le scuole e masterclass sul giornalismo, a cui prenderà parte anche il direttore di Mow Moreno Pisto, nell'incontro “Chi racconta la realtà? Il giornalismo tra schermi e feed”.
Un modo per far rivivere e per portare avanti l'eredità di un grande della televisione italiana, a quasi vent'anni dalla sua scomparsa.