È durato una stagione televisiva appena, e a fatica: Realpolitik, il programma di Rete 4 condotto da Tommaso Labate, va in soffitta e non tornerà a settembre. Almeno non in prima serata.
Nello stesso anno in cui gli ascolti di Bianca Berlinguer sono precipitati, ma pure nello stesso in cui Mario Giordano era finito alla domenica per cedere il passo e, a fine stagione, ha chiuso prima del previsto. Non tirano i talk di sinistra? Forse, ma probabilmente a Pier Silvio non vanno granché bene neanche quelli meloniani: perché se Berlinguer e Labate sono i nomi che provano a smarcare la rete da quella sindrome filogovernativa definita “retequattrismo”, tanta è stata l’identificazione con la destra al governo, è anche vero che quando c’era da spostare un talk di prima serata, il primo a essere sacrificato è stato proprio uno dei suoi rappresentanti esemplari, quel sovranistissimo Mario Giordano che spaccava zucche perché lui Halloween non lo voleva festeggiare.
Mediaset dunque prova a riposizionare Retequattro, tant’è che ha messo sotto contratto Milo Infante: uomo vicino alla destra anche lui, ma che in Rai si è occupato soprattutto di Garlasco e cronaca. Così a Ore 14 arriva Salvo Sottile, mentre Milo Infante potrebbe passare al posto al martedì sera (con la Berlinguer spostata al mercoledì al posto di Labate). Pier Silvio Berlusconi così, proverebbe a piazzare il naturale concorrente di Gianluigi Nuzzi in quanto a temi, ma soprattutto a toglierlo alla concorrenza e ad aumentare la cronaca.
Ma intanto, che ne è del Labate? Che Realpolitik potrebbe trasformarsi in altro: non si sa ancora bene cosa, ma immaginiamo che possa essere rivisitato in un format da fine settimana, magari in access prime time. C'era forse possibilità che il talk show condotto da Tommaso Labate potesse funzionare?
A differenza della Berlinguer, il giornalista del Corriere non aveva un suo pubblico di riferimento, per quanto ospite di vari programmi d’informazione negli anni. Se lo scopo era perciò trovare voci alternative per ampliare il pubblico di Retequattro, la missione è finita sul nascere: Realpolitik infatti, è subito sembrato un alieno: un programma di La7 portato in terra Mediaset.
Gli ascolti hanno latitato subito, col risultato che il talk è rimasto a galla senza mai riuscire a crearsi un suo pubblico; col passare delle puntate, Realpolitik ha anche provato a virare su temi più pop rispetto alla politica, ma senza grossi risultati.
Del resto, che seguito avrebbe potuto ottenere un programma condotto da un nome che non è noto al pubblico di Retequattro e che approda subito in prima serata, senza nemmeno avere prima uno spazio che lo preparasse all’approdo in prima serata? Quel seguito poi, Realpolitik non è riuscito a costruirlo: troppo poco sanguigno Labate, per entrare nel novero dei conduttori che si identificano con la rete. Persino “Bianchina” Berlinguer ci era riuscita, portando con sé anche Mauro Corona; ma lei, appunto, era arrivata in fama di essere la Berlinguer.
Labate al contrario, è stato lanciato in prima serata senza paracadute, ritrovandosi ad essere un unicum nella programmazione serale: e adesso l’atterraggio è diventato una manovra di salvataggio.