Si nasce radical chic nella rete meloniana per eccellenza, si finisce a parlare di Checco Zalone. È la sorte che è toccata a Realpolitik, il talk show condotto da Tommaso Labate su Rete 4: perché quando gli ascolti latitano, bisogna ricorrere all'artiglieria pesante. Così diventano “realpolitik” sia il segmento sulla mania per la longevità che un dibattito a dir poco fondamentale: ma Checco Zalone è di destra o di sinistra?
Arrivato nelle sale lo scorso 25 dicembre, Checco Zalone si è riconfermato un campione del botteghino: Buen Camino infatti, è diventato il maggior incasso di sempre per un film italiano, tanto che al momento campeggia a due milioni di distanza da un colosso come Avatar. Così adesso, oltre a dare respiro al comparto cinematografico grazie ai suoi incassi record, gli tocca pure il compito di salvare i programmi che non guarda nessuno.
Nell'ultima punta di Realpolitik infatti, la virata pop del talk show è stata evidente: un blocco dedicato ai trattamenti per non invecchiare, seguito da quello su Checco Zalone. Per temi e approccio, la semplice fotografia del fenomeno, per un attimo sembrava di essere nel salotto pomeridiano de La Volta Buona su Rai 1: Tommaso Labate come una Balivo qualsiasi.
Emblematico in questo senso, proprio il blocco su Checco Zalone, in cui alla domanda se Zalone sia di destra o sinistra, rispondono tutti compatti che non ha neanche senso chiederselo. Il filosofo Bonaga prova a portare un po' di complessità, spiegando che quando si parla di “politicamente scorretto” non ci si riferisce alla politica ma alla polis cioè la società: in questo senso dunque, Zalone non è mai scorretto perché non manca di rispetto a nessuno. Complessità che Labate tronca subito: “A sentire Bonaga, mi sento bravo in filosofia”. Come una Balivo qualsiasi, appunto.
Spettacolare poi l'accostamento tra Zalone e Moretti, con Labate che chiede a Giampiero Mughini se abbia senso, e quello risponde con un categorico “no”. Per poi dare il colpo di grazia: “Se tu mi avessi chiesto se il film è di destra o di sinistra, mi sarei addormentato”, svilendo la trasmissione che in quello stesso momento gli sta pagando l'ospitata. Presente anche Giovanna Melandri e Simona Izzo, secondo cui il film avrebbe un cuore drammatico ma, come le hanno detto alcuni amici, non racconta quanta gente si innamori lungo il Cammino di Santiago.
Nel frattempo, Realpolitik ha anche inaugurato la sua versione di Casa a prima vista, col tour nelle sfavillanti abitazioni dei politici. Interni, vista panoramica, argenteria e famiglia. Volete sapere cosa c'è nel frigorifero di Claudio Borghi? O vedere il cardone che Mastella mangerà a pranzo? Ecco, appunto: tutto quello che non avremmo mai voluto sapere, specie considerando i pochi metri in cui, invece, molti degli spettatori vivono.
Intanto, gli ascolti continuano a scarseggiare: 3,5% di share per appena 478mila spettatori nella puntata di mercoledì 14 gennaio.
Entrato a Mediaset per portare un talk show meno schierato rispetto ai colleghi di Rete 4, Tommaso Labate aveva il compito di trovare una posizione più moderata. L'intenzione però è subito crollata davanti agli ascolti, e il compagno di classe secchione, a un certo punto, ha capito che vuole pure piacere agli altri; perciò ha iniziato a imitare i compagni di classe per adeguarsi. E a parlare dell'ultimo film di Checco Zalone.