image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Mowida
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • mowida
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

12 marzo 2026

Rita Abela: dalla fiction tv “Vanina” al cinema con “Gli occhi degli altri”. Intervista totale all’attrice. Ruoli, valori e l’importanza del senso di responsabilità

  • di Marika Costarelli

12 marzo 2026

Idee chiare espresse con morbidezza. Valori ferrei che non vogliono imporsi. Rita si lascia ascoltare senza rimandare ad alcuna sfumatura di arroganza. Dalla fiction di Mediaset “Vanina” al film in uscita prossimamente “Gli occhi degli altri”. L’attrice ci racconta “il gioco” della recitazione, tra teatro, cinema e tv: “Bisogna mettere da parte le lusinghe dell’ego”

foto di Francesco Ormando

Rita Abela: dalla fiction tv “Vanina” al cinema con “Gli occhi degli altri”. Intervista totale all’attrice. Ruoli, valori e l’importanza del senso di responsabilità

A parlare con Rita Abela si ha l’impressione di stare rilassati al bar a sorseggiare il té delle cinque. Idee chiare, espresse con morbidezza e un’attitudine scrupolosa con cui studia ogni suo personaggio prima di portarlo in scena. Rita è un'attrice che è partita dal teatro, per poi attraversare tv e cinema. Ieri sera su Canale 5 è andata in onda la seconda puntata della seconda stagione della fiction Vanina - un vicequestore a Catania che vede il vicequestore Giovanna “Vanina” Guarrasi - interpretata da Giusy Buscemi - alla guida di una squadra mobile dell’antimafia di Catania. Rita Abela esordisce nella fiction proprio in questa seconda puntata e veste i panni di Rita Crisafulli, una giornalista che si rivelerà un plus per le indagini seguite da Vanina. Rita ci parla anche del film Gli occhi degli altri - in uscita il 19 marzo - cui ha preso parte ricoprendo il ruolo di Nicoletta, amica omertosa di un uomo che si macchia di femminicidio. Accanto a lei i due protagonisti Jasmine Trinca e Filippo Timi, la regia è di Andrea De Sica. L’attrice si racconta attraverso i ruoli ricoperti nel corso della sua carriera.

20260312 143830616 8162
L'attrice Rita Abela

Partiamo dal cinema. Nel film Gli occhi degli altri interpreterai Nicoletta: chi è e che ruolo ha nella trama?
Il film è ispirato ad un fatto reale. Ci troviamo poco dopo il 68. Nicoletta è un’amica del marchese (Filippo Timi) che possiede una villa in cui si organizzano feste esclusive alle quali è un privilegio partecipare. Nicoletta porta nuovi ospiti a queste feste dove si respira un clima di libertà, conforme al contesto storico in cui è ambientato il film. Dopo le nozze del marchese con la moglie (Jasmine Trinca), l’amicizia di Nicoletta si estende anche con lei. In realtà tutti i frequentatori della villa, Nicoletta compresa, non credono molto nell’affetto e nei legami, in loro prevale un opportunismo mirato a mantenere uno status molto alto, sono personaggi privi di qualsivoglia morale. Nicoletta e gli altri amici sono vacui, si pregiano del privilegio ma non si fanno alcuna domanda, vivendo una vita di superficie.
Nel film viene trattato il tema del femminicidio e si parla anche di revenge porn. Come si pone la figura di Nicoletta in questo quadro?
Nicoletta vede ma non agisce. C’erano tutti i campanelli d’allarme che potessero lasciare intuire che la storia tra la moglie e il marchese non potesse finire bene. Ma Nicoletta e gli altri sono dei fedeli accoliti alla corte del marchese. Quando si trovano di fronte alla tragedia rimangono senza parole, perché nessuno di loro si è voluto assumere la responsabilità di sollevare la questione e creare un confronto o un moto di riflessione. Gli amici del marchese condividono la codardia. Quando emerge il tema del revenge porn “gli amici” ridono, non agiscono in difesa.
Quanto pensi che questa reazione omertosa e superficiale dei personaggi sia influenzata dal contesto storico in cui si colloca il film?
Sicuramente erano tempi in cui di certi temi non si parlava, oggi fortunatamente se ne parla. Purtroppo gli eventi non sono cambiati, i femminicidi in crescita ce ne danno conferma, ma le reazioni stanno cambiando. Oggi non sarebbe così, oggi ci si indigna, esistono dei movimenti e i centri antiviolenza. Io stessa sono socia del centro antiviolenza Ipazia di Siracusa, loro fanno un’attività straordinaria nella tutela dei diritti di donne e minori che sono stati sottoposti a violenze, anche nel contesto familiare.
Pensi che il femminismo di oggi stia facendo abbastanza o, come in molti pensano, si stia perdendo nella retorica e negli slogan?
Io credo che ci siano molte persone, donne e uomini di valore, che stanno facendo tantissimo per sensibilizzare le persone. Al di là di ogni discorso retorico, la verità è che il linguaggio è ciò che costituisce la base dell’essere sociale e indica l’evoluzione di una società. Se il linguaggio non cambia è difficile che possa cambiare la società, ce lo suggerisce la filosofia del linguaggio: le cose esistono se gli diamo un nome. Inoltre il linguaggio è parte fondante del mio lavoro. Se la società ha finalmente aperto ruoli istituzionali e dirigenziali anche alle figure femminili, è giusto denominare i mestieri al femminile. Alcuni si chiedono se ci sia bisogno di tutte queste sigle, per me assolutamente sì. Una persona fluida deve avere un nome, altrimenti si sente un’aliena. Parliamo tanto di accoglienza e di inclusione, è giusto che ogni persona abbia un nome a cui aderire.
É chiaro che il personaggio di Nicoletta sia in netto contrasto con i tuoi ideali. Hai mai avuto difficoltà nell’interpretare un personaggio proprio perché troppo distante dalla tua persona?
Non è la prima volta che mi capita di interpretare personaggi che hanno una morale inesistente o quantomeno molto distante da me. Una delle cose che ci insegnano sin dall’inizio in quanto attori è quella di non giudicare mai il personaggio che interpretiamo. Non puoi mescolare la morale con il tuo lavoro, altrimenti rischi di lavorare veramente male. Nel film Il cacciatore avevo interpretato Giusy Vitale, una donna veniva che denominata “Lady Mafia” e che veniva studiata in quanto primo caso di donna a capo di un mandamento mafioso, che dovette prendere le redini della famiglia. Per prepararmi al ruolo feci tantissime ricerche e trovai articoli su di lei anche su riviste americane. Chiaramente niente di più lontano da me, che invece sono cresciuta coi valori della legalità. Avevo anche interpretato una sanguinaria brigantessa in un western, nel film Il mio corpo vi seppellirà; era un personaggio atroce che evirava i suoi nemici. Dicono che sia più facile interpretare il ruolo dei cattivi, forse è così, proprio perché sai che è finto, è tutto un gioco. Se ci pensi gli americani usano il verbo “to play” per indicare l’atto di recitare.
Che tipo di messaggio pensi che possa trasmettere il personaggio di Nicoletta all’interno del film?
Nicoletta è un personaggio che non è colpevole perché non preme nessun grilletto, ma è responsabile. Questo è un concetto cruciale. Michela Murgia diceva che la colpa è legata a qualcosa che hai commesso o non commesso, invece la responsabilità ognuno di noi la assume nel momento in cui sceglie di pensare che con le proprie azioni può contribuire a cambiare le cose che non vanno. Tutti noi, sia donne che uomini, dovremmo assumerci le responsabilità su ciò che accade, perché le conseguenze comunque ci riguardano. Tirarsi indietro solo perché non si è mai stati né artefici né colpiti direttamente dalla violenza, oggi non basta più. La responsabilità è proattiva, è legata al futuro e non solo al presente. Se il personaggio di Nicoletta potesse suscitare nello spettatore una riflessione, potrebbe servire anche a veicolare un messaggio del genere. Questo è quello che fa chiunque si occupi di un mestiere legato all’arte come il mio e quello che fanno anche i giornalisti.
A proposito di giornalisti, nella fiction attualmente in onda su Canale 5, Vanina, tu ricopri il ruolo di una giornalista che indaga su fatti di mafia. La tua Rita Crisafulli è mossa dal desiderio di scovare la verità o è una giornalista che insegue sensazionalismi?
Rita Crisafulli è presente nella seconda, terza e quarta puntata della fiction. Lei prova a fare delle interviste a Vanina. Non è assolutamente una giornalista alla ricerca dello scoop, ma ha come vocazione principale l’antimafia, perché forse anche a lei nel corso della vita è capitato di perdere qualcuno a causa della mafia, per questo sviluppa un profondo senso di legalità. Materialmente Rita non contribuisce nella risoluzione dell’indagine, però cerca di far capire a Vanina che loro sono due donne che fanno due mestieri diversi, ma che stanno della stessa parte della storia, la parte dei “giusti”. Rita è una giornalista che crede che, attraverso il suo lavoro chiaro e documentato, possa generare anche partecipazione alla vita pubblica da parte dei cittadini. Pensiamo al giornalista Giuseppe Fava, per esempio, che ha perso la vita proprio perché si occupava di argomenti legati al mondo della mafia. Rita Crisafulli vuole raccontare anche la bellezza di chi lotta contro le forze negative del mondo mafioso, perciò la sua insistenza nel voler intervistare Vanina. Il giornale può aiutare anche nella risoluzione delle indagini.
Preferisci lavorare in teatro, in tv o al cinema?
Aver attraversato le diverse forme di espressione mi ha dato la capacità di lavorare con maggiore flessibilità possibile. Ad essere sincera non ho una preferenza, perché ogni volta è un salto nel vuoto, che forse è anche il bello di questo mestiere. Sono linguaggi diversi di una stessa materia. Essere un’attrice richiede un allenamento continuo al fine di restituire verità. Al di là del ruolo che si ricopre, per fare bene questo mestiere bisogna mettere da parte le lusinghe dell’ego.

More

"Guerrieri - La regola dell'equilibrio" con Alessandro Gassmann su Rai 1 é un pendolo che oscilla tra la fiction cagna e una serie tv decente

di Irene Natali Irene Natali

orgogliosamente rai

 "Guerrieri - La regola dell'equilibrio" con Alessandro Gassmann su Rai 1 é un pendolo che oscilla tra la fiction cagna e una serie tv decente

Luca Argentero ha avuto il ruolo da stron*o che si meritava. Avvocato Ligas su Sky (e Now) è una serie pippatissima che ci fa godere

di Irene Natali Irene Natali

finalmente

Luca Argentero ha avuto il ruolo da stron*o che si meritava. Avvocato Ligas su Sky (e Now) è una serie pippatissima che ci fa godere

Dove sono finiti i ribelli del cinema? “Nouvelle Vague” di Richard Linklater e una necessità: ricominciare a fare film “in modo politico” (come Godard)

di Ilaria Ferretti Ilaria Ferretti

tiriamoci su

Dove sono finiti i ribelli del cinema? “Nouvelle Vague” di Richard Linklater e una necessità: ricominciare a fare film “in modo politico” (come Godard)

Tag

  • Mediaset
  • Cinema

Top Stories

  • Dio protegga Alberto Angela, visto che la Rai non lo fa. La puntata in piano sequenza su Versailles è una dimostrazione di talento, cultura e spiega al governo cos’è la vera tradizione

    di Riccardo Canaletti

    Dio protegga Alberto Angela, visto che la Rai non lo fa. La puntata in piano sequenza su Versailles è una dimostrazione di talento, cultura e spiega al governo cos’è la vera tradizione
  • Nino Frassica asfalta Valeria Marini dopo l’imitazione a Sanremo: lei pretende delle scuse ma lui le ricorda quando rideva in diretta a “Che tempo che fa”

    di Marika Costarelli

    Nino Frassica asfalta Valeria Marini dopo l’imitazione a Sanremo: lei pretende delle scuse ma lui le ricorda quando rideva in diretta a “Che tempo che fa”
  • Aldo Grasso asfalta Stefano De Martino: “Un animatore per feste a domicilio. Il suo è il più grande salto di carriera fatto in Rai”

    di Irene Natali

    Aldo Grasso asfalta Stefano De Martino: “Un animatore per feste a domicilio. Il suo è il più grande salto di carriera fatto in Rai”
  • Le femministe indignate per la vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo: “Se non sarà per sempre sì, sei autorizzato ad ucciderla?”. No, non è uno scherzo. Il meme che diventa realtà

    di Marika Costarelli

    Le femministe indignate per la vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo: “Se non sarà per sempre sì, sei autorizzato ad ucciderla?”. No, non è uno scherzo. Il meme che diventa realtà
  • Che figura di mer*a! La Rai aveva licenziato il caporedattore di Rai Sport per un’email ma ora deve sborsare 200 mila euro perché fu una decisione illegittima

    di Irene Natali

    Che figura di mer*a! La Rai aveva licenziato il caporedattore di Rai Sport per un’email ma ora deve sborsare 200 mila euro perché fu una decisione illegittima
  • Il figlio di Riccardo Muti finisce nella guerra contro Beatrice Venezi al Teatro La Fenice. La bomba degli orchestrali: “90 mila euro per tre anni”. E poi quello strano contratto tra Fondazione e un’altra agenzia (indovinate di chi?)

    di Riccardo Canaletti

    Il figlio di Riccardo Muti finisce nella guerra contro Beatrice Venezi al Teatro La Fenice. La bomba degli orchestrali: “90 mila euro per tre anni”. E poi quello strano contratto tra Fondazione e un’altra agenzia (indovinate di chi?)

di Marika Costarelli

foto di

Francesco Ormando

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

La Hoepli di Milano chiude tra crollo di vendite di libri e litigi familiari, ma nessuno vi dice che ormai non era più una libreria competitiva rispetto alle Feltrinelli e Mondadori del Duomo

di Riccardo Canaletti

La Hoepli di Milano chiude tra crollo di vendite di libri e litigi familiari, ma nessuno vi dice che ormai non era più una libreria competitiva rispetto alle Feltrinelli e Mondadori del Duomo
Next Next

La Hoepli di Milano chiude tra crollo di vendite di libri e litigi...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy