Di Guerrieri-La regola dell'equilibrio ci era arrivata prima la polemica, con Alessandro Gassmann nel ruolo di padre stizzito perché non aveva potuto accompagnare il rampollo Leo all'Ariston. Ora che la fiction è arrivata sui nostri schermi, il problema non era la mancata promozione al Festival di Sanremo: la fiction Rai cammina sulle proprie gambe e Alessandro Gassmann, che alterna il ruolo di attore a quello di indignato da social, ne è un dei protagonisti più amati.
Solo a dicembre si è conclusa la terza stagione di Un professore, anch'essa su Rai 1, e titolo con cui il pubblico della rete inizia ad identificare Gassmann. A inizio marzo, eccolo che già torna in video: stavolta non come professore di filosofia Dante Balestra, ma come avvocato Guido Guerrieri.
Qui siamo nell'universo narrativo creato da Gianrico Carofiglio, ex magistrato che ha sempre utilizzato la legge e i tribunali per le sue storie. Come filo conduttore, pretesto narrativo; strumento. Quello di Guerrieri non è un legal drama: dopo i primi minuti, si capisce già che la storia procederà lentamente, che le arringhe non esalteranno il pubblico e che l'aspetto privato prenderà il sopravvento sull'aula di Tribunale. Caratterizzata da un protagonista, Claudio Guerrieri appunto, che non è un eroe tutto d'un pezzo né un uomo dalla certezze granitiche: del resto, il primo romanzo da cui è tratta la serie, si intititola proprio Ragionevoli Dubbi.
Claudio Guerrieri si è separato a malincuore, decide di seguire il caso di un uomo accusato di traffico di stupefacenti che prima si dice colpevole, poi ritratta. Intanto, nello studio dell'avvocato Guerrieri, si presenta la moglie del cliente: ed è proprio la donna a diventare la leva per scoprire meglio il mondo interiore del protagonista, diviso tra un matrimonio che vorrebbe ricomporre e la sua professione. Oltre che da un'infatuazione per la bella francese, proprio la moglie del suo assistito.
Presentata a Festival del Cinema di Roma lo scorso ottobre, quattro in totale le puntate previste, Guerrieri si va a muovere sullo stesso territorio di un prodotto appena lanciato da Sky: Avvocato Ligas, interpretato da un altro volto Rai, Luca Argentero. Se però Avvocato Ligas è sarcastica, rivolta idealmente, e probabilmente anche ispirata, ai prodotti d'olltreoceano, Guerrieri è orgogliosamente Rai: dalle inquadrature del lungomare di Bari alle arringhe, niente grida ai titoli d'importazione o, più in generale, alle piattaforme. Invece, è un prodotto Rai fatto e finito: un protagonista che tutto sommato è una persona integra, una bambina da proteggere, il matrimonio da ricomporre; la sbandata per un'altra donna che è solo sbandata perché, appunto, c'è un matrimonio da far tornare sui giusti binari. L'interprete che è un volto rassicurante, perchè ampiamente noto al pubblico. Insomma: parecchi temi classici della fiction italiana: tutti stereotipi, ma ben recitati.
Prodotto Rai che poi, alla fine, premia la rete: la prima puntata è il programma più visto della serata, con un pubblico di 3milioni 878mila telespettatori e uno share del 22,7%; l'avvocato Guerrieri fa scendere anche Scherzi a parte, che al secondo appuntamento cala di circa tre punti percentuali e mezzo milione di spettatori.
Ma alla fine, al di là dei numeri, com'è questa serie? Bari è bellissima; la parte più interessante di Guerrieri invece, era la polemica a Sanremo.