È arrivato il momento di chiedere scusa a Carlo Conti. Negli anni, il conduttore di Rai 1 si è preso del democristiano, gli è toccata l'accusa di essere uno che guarda solo alla scaletta e persino l'infamata di essere prevedibile. Carlo Conti ha garbatamente incassato dall'alto dei suoi cinque Festival di Sanremo e dei millemila venerdì sera di Rai 1 portati a casa, poi, all'ultimo, ha piazzato la zampata: Andrea Pucci co-conduttore del Festival 2026. E adesso andateglielo a dire che è un uomo prevedibile, a Carlo Conti. Ma anche: e adesso lamentatevi di Pieraccioni e Panariello, se avete coraggio.
Pucci intanto, per evitare che l'annuncio di Conti non venisse preso sul serio, ha subito provveduto a fornire prove della chiamata: foto su Instagram a natiche di fuori, a conferma che quel palco proprio non può fare a meno di lui. Ebbene si: Andrea Pucci condurrà la serata di mercoledì 25 febbraio, al fianco di Carlo Conti e Laura Pausini, finora unica regina del reame.
Nome Andrea Baccan, esordio come barzellettiere a La sai l'ultima? nel 1994, Zelig, un'incazzatura epica dei sardi nell'estate 2022 e un Ambrogino D'Oro messo sulla mensola nel 2023, Andrea Pucci è proprio uno di quei comici che già promette distensione, serenità e tisana zenzero e camomilla a fine serata. A cominciare della rilassatissima, sottintesa, risposta che ha dato alle critiche piovutegli addosso durante la giornata: “Le meduse sono sopravvissute 650 milioni di anni senza cervello. Una grande notizia per molti”, ha scritto in una storia Instagram.
È così che si compie la vendetta di Carlo Conti, per troppo tempo additato come uno che tiene in mente solo la scaletta. Gli abbiamo rimproverato che non vuole polemiche, che si circonda di gente che non esprime una posizione nemmeno a pagamento? Per esempio, la Pausini che non canta Bella Ciao e che andrebbe all'Eurovision? Ecco qua Pucci, allora: lui le opinioni ce le ha, e non ha nessuna paura di esprimerle. Per esempio ritiene che Elly Schlein sembri un incrocio tra Alvaro Vitali e Pippo Franco, oppure che a Tommaso Zorzi, in quanto omosessuale, il tampone Covid glielo facessero nel fondoschiena. Orgogliosamente meloniano, essendo uno che non teme di esporsi, non disdegna l'utilizzo del termine “zecche”, né di esultare per una vittoria della destra o di ridersela davanti a una sede del Partito Democratico a serranda abbassata per “fallimento”. Così come non teme di insultare via social una giornalista che lo critica, esponendola ai suoi follower.
Nell'estate del 2022, ebbe la brillante idea di un monologo in cui derideva le tradizioni sarde, perché gli era toccato fare gli spettacoli anziché in Costa Smeralda o Villa Simius, nei paesini dell'interno: gli spettacoli dei comitati, dove mica cominci subito no, prima tre ore dei loro gruppi folkloristici, cioè 150 sardi piccolini che girano, “e che coglioni”. E poi si sa, i sardi mangiano pecora anche in agosto.
Alla notizia di questo colpo di scena di Carlo Conti, è arrivata subito la nota dei parlamentari del Partito Democratico in commissione di vigilanza Rai: “Anche Sanremo come tutta la Rai è diventato TeleMeloni? I vertici Rai spieghino la scelta del comico Pucci, palesemente di destra, fascista e omofobo, già sulle cronache per aver preso in giro un ragazzo dello spettacolo per essere omosessuale. Un tripudio di volgarità mista a razzismo. La Rai e il governo spieghino immediatamente cosa sta succedendo”. Da qui probabilmente, la storia sulle meduse che campano 650milioni di anni.
Con questi presupposti, chi a Sanremo non camperà tranquillo come le meduse sarà Carlo Conti. Intanto Carlo, noi ti promettiamo che non lo facciamo più. Non te lo diciamo più che le tue scelte sono scontate, che lo show scorre talmente liscio da essere banale, davvero. Dimentica tutto e sappi che, Carlo, per una volta, saremo felici se avrai fretta.