Zelig è tornato in tv per festeggiare i trent'anni di vita: con un'edizione speciale a cui stanno partecipando tutti quei big della comicità che da lì sono partiti, per poi diventare un nome nel panorama della comicità di casa nostra.
Al timone di questo Zelig 30, in onda su Canale 5 il lunedì sera, è tornata la coppia storica di conduttori: Claudio Bisio e Vanessa Incontrada, ormai identificati con lo storico show comico. Proprio l'ultima puntata di Zelig, ci ha fornito un'occasione ghiottissima: il ritorno di Geppi Cucciari, in forma smagliante insieme a Elio e le Storie Tese. Sul palco, Geppi ed Elio hanno portato la reinterpretazione del brano Cara ti amo (risvolti psicologici nei rapporti fra giovani uomini e giovani donne), che a Zelig è diventata invece Caro ti amo: l'affresco del rapporto di coppia, con Geppi che fa da contraltare all'infantilismo di Elio. Ed è proprio qui che ci è subito venuto in mente un altro artista: Tony Pitony.
Maschera da Elvis, travestimenti, nonsense e tanta istrionicità, l'artista siciliano gioca con le parole e la messa in scena: esattamente quello che già facevano gli Elio e le Storie Tese. Se amate Tony Pitony e vi sembra qualcosa di nuovo, è perché non avete visto gli Elii arrivare sul palco dell'Ariston per cantare La Terra dei Cachi: da quel momento, da quando il gruppo iniziò a cantare i vizi e i difetti dell'Italia con un testo che tutto sembrava, tranne di essere al Festival, non siamo più stati gli stessi.
Se c'è un erede di Elio e del suo gruppo, quello è proprio Tony Pitony che, partito da Siracusa, adesso inizia a diventare la nostra colonna sonora.
Ci aveva visto lungo Mika, ai provini di X Factor nel 2020: Tony Pitony si presentò con il suo cappello a forma di ciuffo di Elvis per esibirsi con una versione di Hallelujah assolutamente anticonvenzionale. Mentre gli altri giudici Emma e Hell Raton (l'altro dell'edizione era Manuel Agnelli) lo guardavano allibiti, ma anche schifati per la profanazione del brano, Mika aveva già capito tutto: canta molto bene, una persona che si è preparata a lungo e nasconde questo lato professionale dietro la maschera. Mika fu l'unico a dare il suo si, mentre anche il duro e puro Agnelli non era affatto d'accordo: di più, Mika ci rimase male quando si rese conto che Tony Pitony non sarebbe andato oltre quell'audition.
Cinque anni dopo, eccoci qui: a canticchiare “Tu sei Gerry Scotti, io sono il Gabibbo” eccetera eccetera, a usare il brano Striscia nei social. A ridere dell'ironia dei testi di Tony Pitony che, davvero, è il figlio di Elio e di tutte le sue follie da palco. Aveva ragione Mika, che già solo per aver visto oltre le apparenze, si qualifica come miglior giudice passato da quel talent.