image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

13 dicembre 2020

Spotify paga la musica
19 miliardi di dollari, ma non ai musicisti

  • di Redazione MOW Redazione MOW

13 dicembre 2020

Ecco tutti i numeri del colosso dello streaming musicale, contestato dagli artisti e amato dalle etichette discografiche, anche perché i soldi passano prima da loro e a chi la produce arrivano solo le briciole
Spotify paga la musica 19 miliardi di dollari, ma non ai musicisti

I numeri in estrema sintesi sono questi. A ogni ascolto su Spotify il suo creatore riceve solo 0,003 dollari, a fronte di 320 milioni di utenti iscritti alla piattaforma dei quali 144 milioni Premium. Forse solo Dua Lipa, campionessa di incassi che nel 2020 ha totalizzato 3,8 miliardi di stream, può ritenersi soddisfatta e pochi altri. In questi giorni è tempo di Wrapped, cioè della sintesi di un anno di ascolti in streaming sulla piattaforma Spotify, nata in Svezia nel 2006 e leader globale dell’ascolto della musica contemporanea e c’è chi, guardando il conto corrente, vede che qualcosa non torna.

Come il violinista e collaboratore dei Coldplay Davide Rossi che ha postato un meme polemico: “Date agli artisti queste fottute royalties” o come il leggendario David Crosby che è sfogato su Twitter accusando Spotify “di rubare i miei soldi”.

20201213 111350637 5478

A rispondere, sul Fatto quotidiano, ci ha provato la Managing director italiana – e del Sud Europa – Federica Tremolada: “Spotify non paga gli artisti direttamente ma chi li rappresenta, ovvero le etichette discografiche che hanno un accordo con noi. A oggi abbiamo condiviso 19,1 miliardi di dollari con l’industria musicale. E quest’ultima ha tutti gli strumenti per poter rendicontare”.

Insomma, ora il cerino passa nelle mani delle etichette e vedremo se le pressioni di tanti artisti in difficoltà le convincerà a sganciare qualcosa in più. Nel frattempo, causa pandemia e blocco dei live, molti artisti stanno facendo cassa con i diritti sui loro brani. Il caso più eclatante è stato Bob Dylan che ha venduto l’intero catalogo per 300 milioni di dollari, ma certo sono sempre pochi coloro che possono vantare dei capolavori nel loro repertorio in grado di farli vivere di rendita per il resto della vita.  

 

Se siete arrivati fino a qui seguiteci anche su Facebook e su Instagram

More

Le migliori alternative gratuite a Spotify

di Antonio Cicerale Antonio Cicerale

Musica

Le migliori alternative gratuite a Spotify

Stesso genio, stessa fine: Dimebag Darrell, il John Lennon del metal

di Daniele Piovino Daniele Piovino

Musica

Stesso genio, stessa fine: Dimebag Darrell, il John Lennon del metal

Bugo: "Non ho rimpianti, nemmeno di 'Quando impazzirò'"

di Gianmarco Aimi Gianmarco Aimi

Musica

Bugo: "Non ho rimpianti, nemmeno di 'Quando impazzirò'"

Tag

  • Spotify
  • Musica

Top Stories

  • Pierpaolo Capovilla asfalta il concerto del Primo Maggio: “Si vergognino, i sindacati, di invitare questi analfabeti funzionali al Concertone. Andatevene tutti in discarica”

    di Marika Costarelli

    Pierpaolo Capovilla asfalta il concerto del Primo Maggio: “Si vergognino, i sindacati, di invitare questi analfabeti funzionali al Concertone. Andatevene tutti in discarica”
  • Cara Arisa, ma che ti sei calata? Altro che Primo Maggio come Woodstock e "leggerezza”: ma non lo sai che domani è la Festa dei Lavoratori?

    di Irene Natali

    Cara Arisa, ma che ti sei calata? Altro che Primo Maggio come Woodstock e "leggerezza”: ma non lo sai che domani è la Festa dei Lavoratori?
  • Smettiamola di imporre Manzoni agli studenti del secondo anno. Obblighiamoli a leggere “I promessi sposi” in prima!

    di Riccardo Canaletti

    Smettiamola di imporre Manzoni agli studenti del secondo anno. Obblighiamoli a leggere “I promessi sposi” in prima!
  • L’ultima, tafazziana canzone di Ultimo: “Questa insensata voglia di te” è straziante e non nel senso romantico del termine

    di Marika Costarelli

    L’ultima, tafazziana canzone di Ultimo: “Questa insensata voglia di te” è straziante e non nel senso romantico del termine
  • Rai e Mediaset, la prima serata alle 22.00, sapete dove dovete mettervela? Prima!

    di Irene Natali

    Rai e Mediaset, la prima serata alle 22.00, sapete dove dovete mettervela? Prima!
  • Delia, ma che caz*o dici? La parola “partigiano” in “Bella ciao” è divisiva o è solo scomoda da usare in Rai?

    di Marika Costarelli

    Delia, ma che caz*o dici? La parola “partigiano” in “Bella ciao” è divisiva o è solo scomoda da usare in Rai?

di Redazione MOW Redazione MOW

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

MicroMega rischia la chiusura: "È un delitto di Gedi”

di Redazione MOW

MicroMega rischia la chiusura: "È un delitto di Gedi”
Next Next

MicroMega rischia la chiusura: "È un delitto di Gedi”

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy