Un vecchio detto popolare recita che errare è umano, ma perseverare è diabolico: considerando che Tali e Quali è arrivato alla quinta edizione, Carlo Conti è decisamente diabolico. Oppure non è un fan della saggezza popolare.
Dopo un primo esperimento di una puntata nel novembre 2019 infatti, Rai 1 ha continuato a proporre lo spin off di Tale e Quale Show: ha perseverato anche a gennaio 2026, inaugurando la nuova edizione ieri sera.
Poche puntate (cinque in quella attuale), sempre al venerdì, con protagonisti non famosi, Tali e Quali è la versione nip del format principale, a voler essere generosi; quella al risparmio a voler essere precisi. A partire dal trucco e parrucco, che qui non prevede l'utilizzo di protesi per modificare i lineamenti dei concorrenti; poco male, considerando che il livello nelle ultime edizioni era talmente sceso che a volte, appena le luci smettevano di essere al servizio dell'esibizione, con quelle facce di gomma, i concorrenti vip sembravano pronti per una rapina in banca.
Non bastava l'originale, che pure dopo 15 anni di trasmissioni ha smesso da tempo di dire quello che aveva da dire; in Rai vogliono proprio strafare. Perciò si ripetono declinando il tutto in una veste più anonima e attingendo, ancora, a Carmen Di Pietro per il momento trash.
Tali e Quali, a cui con una certa onestà intellettuale è stata tolta la parola “show” dal titolo, altro non è che una carrellata di sconosciuti che si cimentano con le imitazioni di cantanti celebri. Con una differenza rispetto al format principale, quello che nonostante tutto si fregia ancora del termine “show”: sono i concorrenti stessi a scegliere con quale personaggio salire sul palco. Eliminando il principio fondante su cui si regge il programma: cercare di intepretare al meglio anche artisti a cui si è poco affini, proprio perché imposti dagli autori.
Snaturato l'elemento principale della sfida, inseriti concorrenti che vanno lì per dimostrare la propria abilità sul palco, al format rimane ben poco per essere interessante. Tali e Quali è una Corrida senza l'imprevisto, senza l'oscillazione tra alto e basso: infatti è un programma decisamente medio, che non suscita entusiasmi né delusioni. Riempie la serata del venerdì di Rai Uno, in attesa che passi il mese fino al Festival di Sanremo.
A proposito di Sanremo: per la prima volta il conduttore e autore Carlo Conti ha mollato la postazione, impegnato nel Festival (dal 24 al 28 febbraio). Al suo posto è arrivato Nicola Savino, promosso nella prima serata di Rai 1 per riprendersi dal flop fresco fresco del game show Freeze - Chi sta fermo vince!, in onda nella prima serata di Rai Due lo scorso autunno. Trasmissione che si è assestata su una media di appena 575mila telespettatori , share 3,71%, e sarà per questo che prima di mollare gli ormeggi, Carlo Conti s'è presentato alla prima puntata di Tali e Quali come quarto giudice al fianco di Cristiano Malgioglio, Alessia Marcuzzi e Massimo Lopez. Un Conti che controlla la sua creatura e le dà la propria benedizione, in attesa di ritrovare Savino in riviera come conduttore del DopoFestival.
Nel frattempo, i dieci concorrenti si esibiscono con qualche notevole picco di bravura, i giudici lasciano la parte critica a Malgioglio -anche in questo Tali e Quali è la copia principale dello “show”- mentre Savino prende confidenza con il programma e spera che Conti vada a portare la sua ombra altrove. E tutto scorre, in un venerdì a basso budget nella rete ammiraglia Rai che nemmeno prova a dissimulare: così è (se vi pare).