Una volta le audizioni di X Factor mi divertivano. Anche chi non era capace, in qualche modo, lasciava qualcosa. Adesso, dopo vent’anni, ho scoperto che la nuova Clio ha Google integrato, che Kiko ha Madonna come testimonial, alla faccia di Dior, Chanel e compagnia bella. Dei concorrenti, invece, faccio già più fatica a ricordarmi. Belle voci, bei visi, gente intonatissima. Elisa Benetti arriva sul palco con ¡Ay, Paquita! di Rosalía, Veronica Bruganelli canta Voilà, Giacomo Calò Beautiful Things. Bravi, davvero. Ma il meccanismo è sempre quello: cantano benissimo una canzone che conosciamo già, i giudici si guardano, qualcuno ha i brividi, quattro sì. Pubblicità. Altro concorrente. Più o meno siamo lì.
A tenermi sveglia per ora è Jake La Furia. All’inizio della puntata suggerisce al nuovo giudice di sostituire il “Senato” di Achille Lauro con “Camera dei Deputati”. A un concorrente dice che parla come l’intelligenza artificiale. Irama racconta di avere due uccelli e lui: “È per questo che hai così tante fan?”. Scema? Sì. Ho riso? Pure. Irama a volte mi ricorda Sfera, altre Samuel e non è proprio una cosa che mi fa ben sperare, visto che nessuno dei due mi aveva fatto impazzire come giudice. Gabbani fa battute tremende. Però insiste talmente tanto che alla fine ridi. Non sempre per il motivo che vorrebbe lui, ma va bene lo stesso. Paola Iezzi invece ormai lì dentro sta comoda e si vede. Quindi i giudici, tutto sommato, li guardo. Sono le esibizioni che ogni tanto perdo per strada.
Le cover hanno un po’ rotto. Posso dirlo? Mi sono accorta che ho ascoltato davvero solo quelli che hanno portato pezzi propri, come Dany Anania o i D!PS. Non le voci migliori, ma almeno mentre cantavano loro non guardavo mia figlia che faceva un collage con le foto dei Beatles per il compleanno del padre. Dopo vent’anni forse X Factor potrebbe cambiare qualcosa. Basta cover alle audizioni. Vuoi il fattore X? Fammi sentire una cosa tua. Magari è brutta. Magari canti peggio di quello prima. Però almeno alla fine so qualcosa di te. Perché di persone che cantano benissimo una canzone che funzionava già prima che arrivassero loro ne abbiamo viste parecchie. Io adesso voglio quello che magari prende pure un no, ma tornando a casa mi lascia una canzone da cercare. Altrimenti continuo a guardare le pubblicità. Madonna da Kiko, sinceramente, non me l’aspettavo.