image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

12 settembre 2023

Volete promuovere l’italianità nel cinema? Cominciate a mettere i sottotitoli in inglese a Checco Zalone e agli altri nostri film. Non basta lo sfogo di Favino…

  • di Michela Morellato Michela Morellato

12 settembre 2023

Promuovere l’italianità tramite il cinema? Per Michela Morellato, imprenditrice e showgirl, non basta la lamentela di Favino sugli italiani interpretati da stranieri: “Perché invece non si fa in modo di avere i film italiani sottotitolati in inglese, a partire da Checco Zalone? Da lui e da Aldo, Giovanni e Giacomo un americano come mio marito o un immigrato africano può imparare moltissimo sul nostro Paese. Le case cinematografiche smettano di trovare scuse. Cosa ci vuole a fare una traduzione? E basta esterofilia…”
Volete promuovere l’italianità nel cinema? Cominciate a mettere i sottotitoli in inglese a Checco Zalone e agli altri nostri film. Non basta lo sfogo di Favino…

Oggigiorno i pensieri controcorrente e fuori dal coro sono diventati un vero e proprio fastidio per i seguaci del politicamente corretto. Diventa quasi un atto eroico avere un’opinione difforme dal sentire comune. Molte critiche sono state fatte per le dichiarazioni di Pierfrancesco Favino, “stanco di accettare che attori stranieri interpretino italiani”. L’attore esprime la sua frustrazione e condivide la sua battaglia, invitando tutti a svolgere il proprio ruolo e a “cooperare”. Per fortuna che l’ha detto Favino, perché se l’avesse detto un qualsiasi simpatizzante del centrodestra – anche uno fra i più moderati – sarebbe stato “cancellato” come l’attuale cultura mediatica domanda.

20230912 141242122 8648
Favino ha polemizzato riguardo alla scelta di un attore non italiano (Adam Driver) per interpretare Enzo Ferrari

Ma cosa mai Favino avrà detto di male? Gli italiani però, si sa, non amano mai vedere i propri connazionali ergersi a paladini dei valori patriottici: non piace, per molti è volgare e si viene accusati di voler solamente pubblicizzare sé stessi. Io invece ammiro moltissimo chi si espone, anche solo per il proprio interesse, per un mero innato fatto di umana competizione.

Questa diatriba mi ha suscitato vari interrogativi: perché ad esempio il cinema italiano è così in crisi e poco strutturato? Perché dobbiamo noi sognare Hollywood, quando invece è la stessa Hollywood che da sempre si ispira alla cultura europea e – in special modo – alla Dolce Vita di felliniana memoria?

Noi italiani dovremmo considerare che alcune piccole cose alle quali noi non badiamo, nonostante siano già da lustri consolidate in altri Paesi, sarebbero altresì fondamentali per farci meglio conoscere nel mondo, rompendo lo stereotipo dell’italiano spaghetti mafia e mandolino che ovunque ci affligge. Nello specifico, perché è rarissimo che i nostri film siano sottotitolati in inglese? Siamo nel 2023 e fra i nostri film visibili sulle piattaforme streaming è quasi impossibile trovare film italiani con sottotitoli in altre lingue.

Michela Morellato con il marito americano Adam
Michela Morellato con il marito americano Adam

Mio marito Adam è americano e ama Checco Zalone e Aldo Giovanni e Giacomo. Lui non parla italiano, ma un po’ percepisce. In più io, per amor suo, gli traduco in tempo reale il film e gli spiego, ad esempio, l’importanza del concetto italiano del “posto fisso”, così ardentemente agognato nel sud Italia come dipinto da Checco Zalone nel film “Quo vado?”. Quante risate! E quanto mio marito ha imparato dell’Italia negli anni grazie a questi film e alle mie traduzioni, specialmente le differenze fra nord e sud a lui sconosciute in quanto in America hanno lo stereotipo dell’italoamericano di virtuose origini siciliane o campane, ma nessuno conosce anche le virtù dei piemontesi, lombardi, veneti e trentini. Inoltre, anche per tutti gli immigrati dall’Africa che parlano inglese e francese sarebbe più semplice imparare dai nostri film come sono fatti gli italiani.

Di fronte a queste gravi mancanze, le major italiane del cinema si mascherano dietro ad un ulteriore elevato costo per i sottotitoli in inglese… balle! Mettere due sottotitoli è un lavoro di traduzione e di computer, nemmeno minimamente paragonabile come costo a quello della produzione del film stesso!

20230912 142658936 6143
Checco Zalone

Dico di più: per promuovere la cultura italiana nel mondo, il governo italiano dovrebbe obbligare i nostri produttori ad includere sottotitoli in lingua straniera, affinché la settima arte italiana, anche nelle sue produzioni più popolari e meno faraoniche, venga apprezzata nel mondo perché, in un mondo globalizzato, anche noi italiani dovremmo far conoscere al mondo la nostra cultura, i nostri modi di dire, le nostre tradizioni.

Invece vengono sempre da noi ad usare la nostra terra per girare grandi film americani e parlano di noi come se ci conoscessero! Vengono in Italia ad una delle mostre del cinema più prestigiose d’Europa, nella città più bella del mondo, ed ho notato – essendo stata ospite – una certa eccessiva subalternità da parte nostra nei loro confronti (per non parlare delle “evoluzioni” di Kanye West in acqua-taxi con la sua fiamma). E vengono solo a prendere per loro stessi, senza aggiungere nulla a noi.

Tutto ciò è colpa della nostra eterna sudditanza ed esterofilia, nonché mancanza di consapevolezza di ciò che siamo e di ciò che abbiamo.

Tempo fa, un mio amico britannico disse che l’Italia è “The Land of the Gods”, la Terra degli Dei. E quindi, caro Favino, il destino dell’Italia è nelle nostre mani e sta a noi valorizzarla come merita.

More

Svaligiata l’auto di Checco Zalone: “Mi hanno rubato pure le mutande”

di Giulia Ciriaci Giulia Ciriaci

Che disavventura

Svaligiata l’auto di Checco Zalone: “Mi hanno rubato pure le mutande”

Michela Morellato: “Berlusconi criticato per il camion di tro*e, ma i giovani si prostituiscono su OnlyFans”. E confessa: “Prego per Giorgia Meloni”

di Roberto Vivaldelli Roberto Vivaldelli

Cose da Vip

Michela Morellato: “Berlusconi criticato per il camion di tro*e, ma i giovani si prostituiscono su OnlyFans”. E confessa: “Prego per Giorgia Meloni”

Dal “thank you” a Cate Blanchett all’abbraccio a Woody Allen, Mattia Carzaniga è il vero vincitore del Festival di Venezia

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

Molto più di un inviato

Dal “thank you” a Cate Blanchett all’abbraccio a Woody Allen, Mattia Carzaniga è il vero vincitore del Festival di Venezia

Tag

  • Made in Italy
  • Film
  • Cinema

Top Stories

  • Non solo Santanché, Delmastro e Bartolozzi: a destra saltano pure i programmi televisivi sovranisti. Rai 2 cancella il nuovo talk (che voleva affidare a Brachino)

    di Irene Natali

    Non solo Santanché, Delmastro e Bartolozzi: a destra saltano pure i programmi televisivi sovranisti. Rai 2 cancella il nuovo talk (che voleva affidare a Brachino)
  • Sono svenuta al concerto dei Subsonica

    di Marika Costarelli

    Sono svenuta al concerto dei Subsonica
  • Aldo Grasso asfalta Diaco e il suo omaggio a Gino Paoli: "Orazione funebre affidata al più conformista e opportunista dei conduttori"

    di Irene Natali

    Aldo Grasso asfalta Diaco e il suo omaggio a Gino Paoli: "Orazione funebre affidata al più conformista e opportunista dei conduttori"
  • "Stanno tutti invitati”, ma davvero servivano tre serate in Mediaset per celebrare i 25 anni di carriera di Pio e Amedeo (di cui molti meno da famosi)?

    di Irene Natali

    "Stanno tutti invitati”, ma davvero servivano tre serate in Mediaset per celebrare i 25 anni di carriera di Pio e Amedeo (di cui molti meno da famosi)?
  • La lunga "Via Crucis" di Affari Tuoi fino all'estate: Stefano De Martino va in vacanza a luglio (e sempre più protetto dalla Rai) per contrastare La Ruota della Fortuna

    di Irene Natali

    La lunga "Via Crucis" di Affari Tuoi fino all'estate: Stefano De Martino va in vacanza a luglio (e sempre più protetto dalla Rai) per contrastare La Ruota della Fortuna
  • Il Venerdì Santo trash di Rai1 con Vespa travestito da infermiere per la “Passione di Crans Montana” in contemporanea con Grande Fratello VIP fa sbottare Adinolfi: “Da Mediaset scelta anticristiana”

    di Irene Natali

    Il Venerdì Santo trash di Rai1 con Vespa travestito da infermiere per la “Passione di Crans Montana” in contemporanea con Grande Fratello VIP fa sbottare Adinolfi: “Da Mediaset scelta anticristiana”

di Michela Morellato Michela Morellato

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Stefania Auci è una moda come la Murgia: tra leoni di Sicilia, serie Disney e l’etichetta di “nuova Elena Ferrante”

di Riccardo Canaletti

Stefania Auci è una moda come la Murgia: tra leoni di Sicilia, serie Disney e l’etichetta di “nuova Elena Ferrante”
Next Next

Stefania Auci è una moda come la Murgia: tra leoni di Sicilia,...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy