Yoshi’s New Island di Yukio Sawada è un manga, praticamente, perfetto. Sì, lo so: potrebbe suonare altisonante, o peggio sprezzante. Il punto, però, è che il volume, pubblicato in Italia da J-Pop Manga e firmato dall’autore del già ottimo “Super Mario Mangamania”, è un concentrato ultrapop di citazioni dai videogiochi di Yoshi e compagnia. Un mix di gag nonsense e giochi sull’assonanza tra termini lontanissimi, il tutto attraversato da una gioia fanciullesca che oggi si trova sempre più di rado. La storia è, quantomai, semplice (ma non è che “Super Mario Galaxy”, di cui abbiamo parlato qui, sia esattamente “Quarto potere”). Un giorno, dal cielo, piove sulla placida Isola Uovo Baby Mario che, immediatamente, “denuncia” la scomparsa del suo piccolo fratello Baby Luigi. Così, in una sorta di Armata Brancaleone in salsa videoludica, Yoshi, accompagnato dalla scimmia Yukiki e da Baby Mario, si mette alla ricerca del “Luigi perduto”. Durante il viaggio i nostri andranno incontro a una serie di avversità e scontri con i nemici più iconici della serie, fino al grand finale contro Baby Bowser.
Ecco, in buona sostanza, la trama è questa. Ma, come in ogni grande storia kodomo, ovvero i manga dedicati alle bambine e ai bambini più piccoli, dentro c’è molto di più. Innanzitutto, il tratto di Sawada è perfetto per raccontare le morbidezze delle linee di Yoshi, che qui viene raffigurato per quello che è: un adorabile dinosaurino. Anche il suo carattere, fatto di appetito infinito e di una rara capacità di cacciarsi nei guai, emerge benissimo, e i già citati giochi di parole sono quasi sempre spassosissimi. Yoshi, grazie al suo potere di mutaforma (che si compie quando ingolla qualcosa o anche un nemico), può diventare qualsiasi cosa: ed è proprio da qui che nasce una sequenza continua di gag, controsensi e scenette comiche davvero esilaranti. Funzionano alla perfezione per un pubblico più giovane, ma riescono a colpire nel segno anche con i lettori più grandi.
Menzione d’onore, poi, per la traduzione di J-Pop Manga a cura di Alessandro Colombo e per l’editing di Federico Salvan, capacissimi di restituire in italiano tutta la verve dei giochi di parole originali. Uscito anche per celebrare, in un certo qual modo, il quarantennale dell’omonima serie videoludica, oltre che l’onda lunga del successo cinematografico di Mario, “Yoshi’s New Island” è una piccola chicca. Un manga kodomo che fa esattamente quello che deve fare, senza sbagliare un colpo, e lo fa con personalità, amore e grande cura per i personaggi.
Una storia piccola, leggera e buffa, che finisce per funzionare come una dolce panacea: una di quelle cose semplici che però, quando servono, funzionano davvero. Proprio come un platform old-school.