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10 luglio 2026

Zucchero dà ragione a Stefano De Martino e demolisce l'Eurovision: “Fa cagare”. Ecco come cambierà Sanremo con la nuova gestione

  • di Marika Costarelli Marika Costarelli

10 luglio 2026

Noi questa storia l'avevamo già raccontata. Quando De Martino ha annunciato la nuova “serata performance”, molti hanno storto il naso. Sembrava l'ennesima complicazione di un regolamento che negli ultimi anni è diventato più lungo della Divina Commedia. In realtà la logica c'era e noi l’abbiamo approvata. E ora anche Zucchero

foto di Ansa

Zucchero dà ragione a Stefano De Martino e demolisce l'Eurovision: “Fa cagare”. Ecco come cambierà Sanremo con la nuova gestione

A quanto pare Stefano De Martino ha già trovato un alleato pesante. E no, non è Vasco Rossi (che resta il sogno proibito del direttore artistico), ma Zucchero. Uno che, quando deve dire una cosa, non si mette certo a cercare sinonimi più eleganti: “L'Eurovision fa cagare in ogni modo”. Fine della diplomazia.
Il bluesman emiliano ha liquidato così il concorso europeo, aggiungendo che il meccanismo che manda automaticamente il vincitore di Sanremo all'Eurovision gli è sempre sembrato una forzatura. Tradotto: Sanremo è una cosa, l'Eurovision un'altra. E proprio per questo approva una delle novità più discusse introdotte da Stefano De Martino per il Festival 2027.
Noi questa storia l'avevamo già raccontata. Quando De Martino ha annunciato la nuova “serata performance”, molti hanno storto il naso. Sembrava l'ennesima complicazione di un regolamento che negli ultimi anni è diventato più lungo della Divina Commedia. In realtà la logica c'era e noi l’abbiamo approvata.
L'idea è lineare. Il vincitore di Sanremo continua a vincere Sanremo. Il rappresentante italiano all'Eurovision, invece, verrà scelto in una serata dedicata, pensata proprio per capire chi abbia davvero le caratteristiche per funzionare su un palco internazionale. Ed è esattamente quello che sostiene anche Zucchero: “All'Eurovision deve andare uno che ha i coglioni, deve essere uno competitivo”, dice il cantante, senza troppi giri di parole. E rincara pure la dose: secondo lui, tolti i Måneskin, “tutti quelli che sono andati negli ultimi anni hanno fatto cagare”.
In modo un po’ più diplomatico e con una voce sicuramente meno potente di Fornaciari, lo avevamo detto anche noi. Avevamo portato l’esempio di Sal Da Vinci, un personaggione ma cui di certo la canzone Per sempre sì non era affatto all’altezza della competizione europea. E non perché questo sia un festival particolarmente prestigioso, ma non si può neanche dire che sia improvvisato: all’Eurovision tutto è studiato nei minimi particolari, dalla canzone alla performance. Noi con Sal Da Vinci eravamo andati per farci una cantata in pizzeria dopo esserci scolati quattro o cinque birre.

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La frase di Zucchero è destinata a far discutere, soprattutto perché negli ultimi anni l'Italia all'Eurovision non è andata affatto male. Però il punto che solleva è un altro. Da tempo il Festival di Sanremo vive una specie di doppia personalità.
Da una parte c'è Sanremo, che continua a essere la manifestazione più popolare della musica italiana, capace di premiare canzoni che parlano soprattutto al pubblico italiano. Dall'altra c'è l'Eurovision, che risponde a logiche completamente diverse, dove oltre alla canzone conta appunto lo spettacolo, la messinscena, l'impatto televisivo e la capacità di farsi capire da un continente intero. Per anni abbiamo fatto finta che le due cose coincidessero. Ma non coincidono quasi mai.
Vincere con i Måneskin non è stato un caso fortuito. Lì c’era davvero una performance capace di scuotere, di captare l’attenzione di quel grande carrozzone che è l’Eurofestival. E questo Zucchero lo specifica, evidenziando come la band romana sia stata un’eccezione italiana.
È proprio questo il motivo per cui Stefano De Martino ha deciso di separare i due percorsi. Una scelta che all'inizio sembrava quasi una bocciatura implicita del Festival. Invece è probabilmente il contrario: significa riconoscere che Sanremo non deve trasformarsi in una selezione per l'Eurovision.
Perché negli ultimi anni era successo proprio questo. Sempre più artisti arrivavano all'Ariston con un occhio rivolto all'Europa più che al Festival stesso. Come se la vittoria fosse diventata il biglietto per il vero obiettivo.
Con la riforma, invece, le due competizioni tornano finalmente a respirare da sole e ad avere il giusto valore, entrambe.
Paradossalmente, a difendere questa idea è uno che dell'Eurovision pensa tutto il peggio possibile. Zucchero, infatti, non salva praticamente nulla della manifestazione europea, tanto da liquidarla con un “fa cagare in ogni modo”. Però proprio perché non la sopporta, ritiene giusto che chi ci va venga scelto con criteri diversi rispetto a quelli che decretano il vincitore di Sanremo.
Insomma, Stefano De Martino è riuscito in una cosa che sembrava difficile: mettere d'accordo anche uno dei più grandi critici dell'Eurovision.
Poi certo, il rischio resta sempre quello che avevamo evidenziato fin dall'inizio. Tra serata cover anticipata, serata performance, premi speciali e nuovo regolamento, Sanremo continua ad accumulare appuntamenti come se fosse una serie Netflix.
Lo avevamo detto: il rischio è quello di ritrovarsi con più vincitori che cantanti in gara ma, in questo quadro, questo è il male minore.

https://www.youtube.com/watch?v=qyCAv_YrKCQ&t=1400s

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