Qualche vantaggio doveva pur esserci, ad avere un conduttore che ha ancora qualche candelina da spegnere prima di arrivare ai 40 anni. Per il prossimo Festival di Sanremo ad esempio, Stefano De Martino sta dimostrando ampiamente che lui non solo può portare aria nuova all’evento, ma anche che conosceva tutte le critiche del pubblico che, dall’altra parte dello schermo, twitta sui social. E se non è stato anche lui uno dei tanti, allora gli hanno riferito bene.
Il popolo chiedeva che per l’Eurovision ci fosse un contest a parte? Ebbene, che il popolo abbia pure la sua serata Eurovision: il pezzo che vince, che sia o no quello che si porterà a casa la famigerata statuetta con leone e palma, ci rappresenterà in Europa.
Il popolo lamentava che gli artisti in gara fossero troppi? Detto, fatto: taglio ai big, per un totale di 24 concorrenti in gara. Non solo: perché non erano dunque molti telespettatori a sostenere che i giovani non venissero valorizzati a sufficienza? Ecco che il De Martino piazza un’altra novità: chi vince Sanremo Giovani gareggia direttamente tra i big. In un Paese in cui non si è mai finito di essere giovani per avere il riconoscimento professionale che a una certa età, fosse anche solo per motivi anagrafici, spetta, la mossa di De Martino è la mossa più dalla parte dei giovani che ci possa essere.
Finito di spacchettare i montepremi delle regioni ad Affari Tuoi infatti, Il pibe de oro di Viale Mazzini starebbe modificando il regolamento in questo senso: la gara di Sanremo Giovani torna sulla rete in cui dovrebbe stare per ragioni di continuità con l’evento principale, e cioè Rai 1. A questo punto però, cambierebbe anche la fascia oraria: in access prime time, anziché relegata in seconda serata su Rai 2. Mentre gli italiani cenano, al posto di quando vanno a dormire, con scelta del vincitore che - come scrive Giuseppe Candela su Dagospia - dovrebbe arrivare il 18 dicembre. Da lì, nessuna distinzione: niente “Nuove Proposte”, si partecipa come big giocandosela alla pari con tutti gli altri. E chissà che il Festival 2027 non possa riservare qualche sorpresa proprio grazie a questo meccanismo: nel 2019, ai tempi del Festival di Baglioni, questa sorpresa prese il nome e cognome di Alessandro Mahmood.
Il conduttore e direttore artistico più giovane del Festival di Sanremo dunque, decide di giocare dalla parte della sua generazione: senza riserve indiane a tarda serata, o il momento che nell’economia generale della puntata festivaliera, finisce poi per non avere l’attenzione che meriterebbe. I giovani che lo sono per ragioni anagrafiche, ma non per questo un’appendice della storia: al contrario, ufficialmente un capitolo tra i tanti, con la possibilità di essere persino quello meglio scritto.
Stefano De Martino del resto, gioca dalla parte della sua generazione e, come conduttore, si gioca pure tutto a Sanremo 2027. Finora comunque ha solo da guadagnarne: non tanto perché ha già in tasca il Festival 2028, ma perché Carlo Conti non è che si fosse poi impegnato molto per farsi ricordare, a febbraio scorso.